Radovljica

Radovljica, perla della Gorenjska

A pochi chilometri dalla celeberrima e turisticissima Bled, nel cuore della Gorenjska (alta Carniola), sorge una piccola, antica cittadina, Radovljica, spesso ignorata dal turista frettoloso diretto a Bled, Bohinj o alle località sciistiche delle Alpi slovene. Ed è un vero peccato non fermarsi in questo piccolo borgo medievale, affascinante e ricco di atmosfera.

Le prime notizie di Radovljica arrivano dal tardo XIII secolo, quando ottenne i diritti mercantili dal duca Enrico di Carinzia. Nel corso dei secoli passò dai duchi di Carinzia ai conti di Celje per finire sotto il dominio degli Asburgo, all’interno del Ducato di Carniola, cuore dell’odierna Slovenia e culla della moderna cultura slovena (a pochi chilometri da qui è nato France Prešeren, il sommo poeta sloveno).

Lihnartov trg in inverno

Lihnartov trg in inverno

Il piccolo centro storico di Radovljica si racchiude attorno a Linhartov trg, la rettangolare piazza del mercato su cui si affacciano splendidi edifici d’epoca, dichiarati monumenti storici dalla Repubblica di Slovenia, con i loro caratteristici affreschi murali. In fondo, leggermente defilata, si erge la parrocchiale di San Pietro, chiesa principale della città.

Anton Tomaž Linhart, a cui è dedicata la piazza, è anche il personaggio più importante tra i cittadini di Radovljica: drammaturgo e storico del settecento, è passato alla storia come il primo autore di commedie in lingua slovena. Županova Micka (Micka, la figlia del sindaco), adattamento della tedesca Die Feldmühle (Il mulino di campagna), è a tutti gli effetti la prima commedia scritta in lingua slovena. Come storico Linhart si dedicò in particolare alle vicende degli slavi dell’Austria meridionale, di cui egli stesso faceva parte, e le sue opere influenzarono il cosiddetto nazionalismo romantico sloveno che si sviluppò nel XIX secolo.

Lectarji

Lectarji

A Linhart è dedicata anche un’esibizione permanente all’interno della Residenza di Radovljica (Radovljiška graščina), imponente palazzo barocco situato nella piazza principale che ospita anche l’interessante Museo dell’apicoltura (Čebelarski muzej), che si divide in tre aree principali: l’apicoltura in Slovenia, l’apicoltura nel mondo e l’arte di affrescare le arnie, tipica dell’apicoltura slovena. Quasi di fronte al museo si trova una bellissima casa tardo-gotica, la casa Šivec (Šivčeva hiša). E’ oggi un museo, il cui interno ed esterno rappresenta un perfetto esempio di architettura gotica del XVI secolo. Accanto al museo dell’apicoltura, in un’altra bella casa antica, all’interno della splendida Gostilna Lectar, si trova il piccolo Museo Lectar (Lectarski muzej), dove si può ammirare l’antica arte della produzione di cuoricini di pan di zenzero, chiamati lectarji. E’ a tutti gli effetti un laboratorio ancora funzionante ed un “museo dal vivo”, dove si può ammirare la bravura dei pasticceri locali e fare romantici acquisti.

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Cappella di Santa Edith Stein

Cappella di Santa Edith Stein

In fondo alla piazza si erge la chiesa parrocchiale di San Pietro, in stile gotico a tre navate. Accanto alla chiesa troviamo un presbiterio con portico del XVI secolo, sul cui lato nord vi è quella che viene chiamata la taverna gotica (gotska taverna), luogo ove un tempo i sacerdoti vendevano il vino; oggi sono esposte opere dell’artista Branko Čušin, dipinte utilizzando vino rosso! Dietro alla chiesa si possono vedere i resti delle antiche mura della città e, dentro a quello che fu un bunker tedesco, si trova una piccola cappella dedicata ad Edith Stein. Nota anche come Santa Teresa Benedetta della Croce, fu una religiosa e filosofa tedesca appartenente all’ordine delle Carmelitane Scalze, di origine ebraica, che trovò la morte nel campo di sterminio di Auschwitzh-Birkenau durante la II Guerra Mondiale. Edith Stein fu dichiarata santa da Papa Giovanni Paolo II nel 1998 e compatrona d’Europa l’anno successivo.

Per chi fosse appassionato di antiquariato e ogni genere di oggetti di seconda mano, segnaliamo che ogni prima domenica del mese, nel Linhartov trg, si svolge un interessante mercatino delle pulci.

Mangiare, bere e dormire

L’indirizzo principe dove dormire e mangiare a Radovljica è senz’altro la Gostilna Penzion Lectar. Nel cuore di Linhartov trg, in un’antica casa, è quanto di più tradizionale e romantico si possa trovare in città. Non è (più) economico, ma ancora abbordabile, pulitissimo, perfettamente restaurato ed offre abbondanti cene dai forti gusti tipici della Gorenjska.

Per chi volesse dormire con poco budget, sempre nella piazza principale si trova l’ostello ufficiale della gioventù, all’interno di uno splendido palazzo rinascimentale. Di fronte, è molto valida anche la Gostilna Auguštin, con splendida vista sulla vallata della Sava e, nelle giornate limpide, sul Triglav; ristorante che abbiamo avuto modo di apprezzare proprio di recente.

Come arrivare

Da Trieste: dalla Grande Viabilità Triestina (GVT, RA-13) o da Opicina si prende la diramazione per Fernetti/Fernetiči (RA-14, E70) da dove si entra in Slovenia (Avtocesta A3, E70) attraverso l’omonimo valico. Si prosegue in direzione Ljubljana entrando nell’A1 a Gabrk e quindi, in prossimità della capitale, si segue a sinistra per Kranj/Villach fino all’uscita di Radovljica. Tempo di percorrenza: 1 ora e mezza.

Da Gorizia: si prende l’autostrada H4 a Šempeter pri Gorici e la si percorre tutta fino al casello Nanos da dove ci si immette sulla A1 in direzione Ljubljana. Seguire quindi le indicazioni riportate sopra. Tempo di percorrenza: 1 ora e mezza.

Da Udine: conviene prendere l’autostrada A23 fino a Tarvisio, dove si esce e si prosegue lungo la statale in direzione Slovenia/Kranjska Gora. Si riprende l’autostrada a Jesenice-zahod per poi abbandonarla all’uscita di Lesce. Da lì si seguono le indicazioni per Radovljica. Tempo di percorrenza: 1 ora e 45 minuti.

Vinjeta: SI.
E’ necessario avere la vinjeta (bollino autostradale) per percorrere le strade indicate in questa pagina.

6 thoughts on “Radovljica, perla della Gorenjska

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