Vipavska dolina: antichi borghi tra acqua, bora e vino

A due passi dall’Italia, a mezz’ora d’auto da Gorizia, tra l’altipiano del Carso triestino e l’imponente sagoma del monte Nanos scorrono le acque della Vipava, affluente dell’Isonzo/Soča, che, prima di entrare in Italia col nome di Vipacco, dà nome e forma a un’ampia vallata: la Vipavska dolina, battuta dalla bora, spesso particolarmente violenta da queste parti, ma anche baciata dal sole che fa crescere rigogliosi i suoi vigneti portatori di buon vino.

Se Ajdovščina è il centro più grande ed industriale della valle, il nostro piccolo itinerario lungo la Vipavska dolina si concentra sulla parte iniziale del corso di questo fiume, partendo dalle sue sorgenti, che sgorgano nell’omonimo paese di Vipava, andando poi a toccare altri due piccoli borghi interessanti, Podnanos, luogo natio dell’inno sloveno, dove la bora supera i 200Km/h e Goče, piccolo borgo rurale arroccato sulle colline ricche di vigneti.

Vipava

La Vipavska dolina non potrebbe nemmeno esistere se, nel paese a cui dà il nome, non si trovasse la sorgente del fiume Vipava, anzi le sorgenti, visto che si tratta praticamente di un “delta al contrario”: ben sette fonti che dopo poche decine di metri vanno a formare un unico corso d’acqua. La Vipava nasce proprio alle spalle del Palazzo Lantieri, bella dimora barocca della ricca famiglia goriziana, parzialmente ristrutturata (per lo meno nella facciata) dopo l’incuria del periodo jugoslavo.

Vipava

Vipava – Palazzo Lantieri

Prima di andare verso le fonti della Vipava possiamo ammirare uno degli scorci più fotografati e pittoreschi di questa cittadina: superando il Palazzo Lantieri troviamo infatti uno dei tanti ponti del centro storico, a ridosso di un antico torrione di difesa. Scendendo verso il letto del fiume si può godere di un buon punto di vista sul ponte, sulla torre e sull’appena nato fiume Vipacco. Si può quindi tornare indietro verso il nobile palazzo ed addentrarsi verso le fonti. Purtroppo il retro del palazzo con la corte versa in rovina, con le porte aperte che danno libero accesso a chiunque, con conseguenti vetri rotti ed immondizia; unica nota positiva, una simpatica colonia felina.

Vipava

Vipava – il ponte sulla Vipava

Dietro al palazzo fatiscente troviamo subito le prime fonti della Vipava (izvir Vipave), immerse sotto a una verde vegetazione, sgorganti direttamente dalle rocce del Nanos. Le cattivissime zanzare tigre della zona non rendono la visita particolarmente gradevole in piena estate, ma fuori stagione, in una bella giornata, il posto è sicuramente molto bello. L’acqua è limpidissima e forma una penisola bagnata su tre lati da quello che di lì a pochi metri diventerà il Vipacco. Una semplice ed economica gostilna (Gostišče Podskala) completa il panorama e anche questa volta non si patirà la fame!

Vipava

Vipava – izvir Vipave con la Gostišče Podskala sulla sinistra

Tornando indietro su uno dei tanti ponti che caratterizzano Vipava e risalendo un ramo del fiume, arriviamo presso un’altra gostilna, più raffinata (Gostilna Podfarovž), affacciata su uno scorcio idilliaco, con la nuda roccia del Nanos a proteggere una fonte della Vipava dalle acque tranquille e limpidissime che formano un piccolo laghetto, prima di riprendere forza e vigore con una piccola cascatella sotto all’ennesimo ponte. Non abbiamo provato il cibo, ma sicuramente il panorama vale la pena!

Vipava

Vipava – izvir Vipave con la Gostilna Podfarovž

Tornati sulla piazza principale (Glavni trg), possiamo ammirare nuovamente la bella facciata del Palazzo Lantieri e renderci conto che il parcheggio che ora la fronteggia era un tempo l’ingresso al parco della villa, le cui statue e il cancello d’ingresso sono ancora al loro posto, con alle spalle un bel prato, diventato oggi una fresca oasi di verde pubblico al centro del paese. Sempre sulla piazza principale, procedendo verso nord, incontriamo l’ufficio turistico all’interno del quale è allestita anche un bella cantina dove poter assaggiare e comprare gli ottimi vini della Vipavska dolina, in particolare lo Zelen e la Pinela, tipici della zona.

Vipava

Vipava – la cantina

Degna di nota è anche la vicina piazza Trg Pavla Rušta con il bell’edificio che ospita la biblioteca comunale (Lavričeva knjižnica Ajdovščina), d’estate spesso teatro di concerti all’aperto, dalla quale si può raggiungere la parrocchiale di Santo Stefano (cerkev sv. Štefana), chiesa gotica del ‘500, poi barocchizzata nel ‘700, da cui l’aspetto attuale. All’interno possiamo ammirare gli affreschi del pittore barocco Franc Jelovšek ed un pulpito riccamente intarsiato opera di Francesco Robba.

Podnanos

Abbandoniamo Vipava per spostarci a Podnanos, paese che, come dice il suo stesso nome, è adagiato alle pendici del monte Nanos. Pur facendo parte della Vipavska dolina, Podnanos non è attraversato dalla Vipava, bensì dal torrente Močilnik, che divide in due l’abitato storico del paese, con un caratteristico ponte in pietra che ne unisce i due lati. Sul lato destro del piccolo corso d’acqua troviamo la casa natia di Stanko Premrl, sacerdote ed uno tra i più importanti compositori di musica sacra slovena. Sua è la musica dell’inno sloveno Zdravljica, sul testo di France Prešeren.

Podnanos

Podnanos – il ponte sul torrente Močilnik

Superato il Močilnik, passando in mezzo agli stretti vicoli tra le vecchie case in pietra, troviamo l’antica chiesa di San Vito (cerkev sv. Vida), anch’essa profondamente modificata in stile barocco, che ha preservato un bel presbiterio in stile gotico, oggi diventato cappella laterale dedicata alla Madonna del Rosario, con affreschi del tardo XV secolo sulla volta e dietro all’altare barocco. Fino al 1952 Podnanos si chiamava Šent Vid, in onore al suo santo patrono, nome poi modificato dalle autorità comuniste durante il periodo jugoslavo.

Podananos

Podnanos – gli affreschi della cerkev sv. Vida

Goče

E’ tempo di salire in mezzo ai vigneti della Vipavska dolina, sulla strada che porta a Štanjel (San Daniele del Carso), fermandoci però a meno di 10km da Vipava in quello che è considerato il borgo più pittoresco e meglio conservato della zona: Goče, patrimonio culturale sloveno, sovrastante le valli della Branica e della Vipava. Caratteristica del paese sono le sue antiche case tutte rigorosamente in pietra, una attaccata all’altra, spesso separate da stretti vicoletti poco più larghi di un metro, chiamati gase. Molte case hanno ricchi portali decorati datati XVII e XVIII secolo a dimostrazione di una certa ricchezza degli abitanti del paese in quegli anni. Questi portali si aprono su dei cortili interni da cui poi si accede alla casa.

Goče

Goče – vicoletto dietro la chiesa

Una caratteristica tipica di Goče sono le goške kleti, le cantine seminterrate: ogni signore ne possedeva almeno due, tre o anche di più. Oggi ne sono presenti ancora una sessantina. In molte di esse si può trovare anche l’acqua corrente. Ancora oggi gran parte della popolazione è dedita all’agricoltura. Un’altra particolarità di Goče sono quattro grandi altari di pietra che troviamo lungo la via principale: all’interno delle nicchie sono raffigurati rilievi dalla Via Crucis e collegano la parrocchia al cimitero locale, che vanta un bel portale ed una cappella del XVII secolo in stile rinascimentale carsolino.

Goče

Goče – case tipiche in pietra

La chiesa principale del paese è dedicata a Sant’Andrea (sv. Andrej) e, non a caso, l’abitato di Goče è formato da due strade principali che s’incontrano formando proprio una croce di Sant’Andrea. La parrocchiale risale al 1630 ed è posizionata al centro del paese in posizione leggermente più elevata rispetto alle case che la circondano. In cima al campanile troviamo una campana forgiata proprio a Goče nel 1706. Un’altra piccola chiesa la troviamo fuori dal paese, salendo sulla collina chiamata Obelunec, dedicata a Marija Snežna (Madonna delle Nevi), da dove si può godere di una splendida vista sul paese e sulla Vipavska dolina.

Goče

Goče – la chiesa di sv. Andrej

La cosa più bella da fare a Goče è senza dubbio girare per tutte le minuscole stradine, passare sotto agli archi e guardare queste antiche case in pietra, dai muri possenti, un tempo ricche dimore degli agricoltori locali, oggi purtroppo in buona parte semi-abbandonate. E’ facile incontrare gatti, cani e simpatici vecchietti del luogo che saranno sempre felici di fare quattro chiacchiere in sloveno, o magari anche in italiano. Il tempo a Goče sembra essersi fermato e questo è proprio il bello di questa piccola perla a due passi dai nostri confini.

Goče

Goče – vicolo

Come arrivare

Da Trieste: si può prendere l’autostrada per Ljubljana fino a Nanos e quindi scendere giù a Vipava (45 minuti), allungandosi un po’ la strada, oppure è molto gradevole attraversare il Carso, da Opicina a Repentabor, entrando in Slovenia e proseguendo per Dutovlje e Štanjel, girando a destra quando si arriva a Kobdilj e proseguendo fino a raggiungere prima Goče e quindi Podnanos e Vipava. Tempo di percorrenza: 1 ora scarsa per arrivare a Vipava.

Da Gorizia: si prende l’autostrada slovena H4 fino a Vipava. Tempo di percorrenza: 30 minuti. Non essendo le distanze particolarmente lunghe, si può anche fare la statale dal valico di Casa Rossa proseguendo per Šempeter e Volčja Draga, Prvačina e Dornberk da dove si può scegliere se seguire per Ajdovščina, arrivando a Vipava, oppure per Branik e Štanjel, arrivando poi a Goče (vedi indicazioni da Trieste). Il tempo di percorrenza è di 1 ora scarsa.

Da Udine e dal resto d’Italia: conviene passare da Gorizia. Tempo di percorrenza: 1 ora (in autostrada).

Vinjeta: SINO
I luoghi indicati in questo articolo possono indifferentemente essere raggiungi sia con l’autostrada (a pagamento con vinjeta) sia con la statale (più lunga, ma gratuita e panoramica)

13 thoughts on “Vipavska dolina: antichi borghi tra acqua, bora e vino

  1. Posti, dove spesso ci rechiamo volentieri per passare una mezza giornata e gustare il bel panorama oltre al buon cibo delle gostilne.

  2. Ho un partiicolare affetto per la Vipavska dolina, anzi particolarissimo. Ci andavo spesso per rivedere i posti natii e non solo per visitare le gostilne. Per gli amanti della moto è stupendo; in particolare il panorama della Vipaska dolina vista da Predmea.

  3. Mi piace ricordare che il none PODNANOS è piuttosto recente; in passato il nome era ‘San Vito di Vipacco’, proprio dal nome della chiesa del paese.

  4. Abbiamo fatto il giro consigliato ed è interessante. Però a Goče le cantine seminterrate per le oche, che ci incuriosivano molto, non esistono. Il cordiale proprietario della trattoria del paese ci ha detto che oche non ce ne sono mai state e che le cantine servivano per il vino. Come è avvenuto questo equivoco?

    • Buongiorno Giuseppe, temo che la colpa sia mia… Questo articolo l’ho scritto io 5 anni fa, quando ancora masticavo molto poco lo sloveno e una Š mi ha fregato! 😉 Sono le cantine di Goce, goške per l’appunto. Invece le oche sono “goske”, senza la š, da lì l’imbarazzante (per me!) equivoco! Niente oche, solo vino, confermo!
      Hvala per la correzione e chiedo venia per lo stupidissimo errore! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.