Jurjevanje

Riti di primavera: la festa di Jurjevanje

C’inchiniamo dinnanzi a te, Giorgio il Verde,
verde è l’albero, verde la veste!
Verde è tutta la montagna,
verde e piena d’erba,
piena d’erba e di trifoglio.

Così iniziano le canzoni rituali dedicate a Giorgio il Verde – Zeleni Jurij, figura mitologica diffusa in tutta la Slovenia (e conosciuta anche nel resto del mondo slavo), il cui culto si è conservato in particolare nella regione sudorientale della Bela Krajina.

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Due Giorgio per una festa

Ma chi è Giorgio il Verde? La figura originaria, quella le cui radici affondano nei culti pagani slavi, viene fatta risalire al figlio di Perun, la divinità principale del pantheon slavo. Secondo la leggenda, Zeleni Jurij nasce la notte del 24 dicembre e viene rapito da Veles, divinità antagonista di Perun, associato alle acque, agli inferi, ai draghi e ai serpenti. Veles lo trascina con sé nel sottosuolo, dove Jurij cresce, finché si rende conto di non appartenere a quel mondo e decide di abbandonarlo. Per farlo, taglia la testa ai draghi che stanno di guardia agli inferi. Torna così sulla terra e inizia a peregrinare: ovunque posa il piede, l’erba cresce e gli alberi iniziano a germogliare. Ma dopo il culmine dello sbocciare della natura, Jurij torna nel sottosuolo, da dove uscirà di nuovo in primavera, in un ciclo ininterrotto come il susseguirsi delle stagioni.

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Come spesso accade con i riti di origine pagana, con la cristianizzazione degli slavi anche la festa di Zeleni Jurij fu “addomesticata”, sostituendo la figura mitologica con quella di un santo, Sv. Jurij (San Giorgio). Le due figure non solo hanno in comune il nome, ma anche alcuni aspetti legati alle leggende sorte intorno a loro: basti pensare a San Giorgio che uccide il drago, come Giorgio il Verde che si ribella al mondo dei draghi del sottosuolo. Entrambi incarnano l’eterna lotta del bene contro il male, della luce contro le tenebre, della primavera e della fertilità contro l’inverno e la sterilità.

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I riti dei pastori

Lo “Jurjevanje”, la festa di Zeleni Jurij, era un tempo amatissima e diffusa in tutta la Slovenia, e i riti e le usanze, seppure accomunati dalla stessa tradizione, presentavano varianti diverse da regione a regione. Nei decenni molte tradizioni sono andate perdute, ma in alcuni paesi e regioni slovene sono state conservate o riportate in auge nel periodo del secondo dopoguerra.

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Tra i riti più diffusi vi è quello chiamato “dei pastori” (“pastirsko obredje”). Con l’arrivo della primavera, infatti, si riprendeva l’attività del pascolo, che in un certo senso inaugurava tutte le altre attività legate alla terra. La notte prima della festa di San Giorgio, il 23 aprile, i giovani pastori si riunivano e travestivano uno di loro da Zeleni Jurij, ricoprendolo con una veste fatta di rami freschi e foglie. Al mattino si recavano in corteo in paese, suonando pifferi e corni, per scacciare i demoni dell’inverno. In corteo portavano anche un giovane albero, di solito una betulla, decorato con nastri colorati, chiamato “mlaj”. Passavano quindi di casa in casa, cantando e danzando. Le padrone di casa offrivano loro uova o qualche spicciolo e prendevano in cambio un rametto del “vestito” di Zeleni Jurij, per portare fortuna e propiziare il raccolto.

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“Črnomaljsko jurjevanje”

A Črnomelj, cittadina della Bela Krajina, si è conservato anche un altro rito, tutt’oggi celebrato ogni anno, chiamato “Črnomaljsko jurjevanje”. Qui i giovani, vestiti con gli abiti bianchi tradizionali, arrivano con Zeleni Jurij nella piazza principale, dove si esibiscono con danze e canti rituali. Le canzoni, tramandate sin da tempi remoti e quindi giunte fino a noi intatte nella loro arcaicità, presentano una mescolanza caratteristica di elementi mitologico – pagani e cristiani. Così, in una delle canzoni più antiche dello Jurjevanje, a ogni strofa si ripete il ritornello “kirales”, dal greco “Kyrie eleison”, tratto dalla liturgia cristiana. Alla fine dei rituali, il corteo si dirige verso il ponte sotto la chiesa dello Spirito Santo, dove Zeleni Jurij viene gettato nel fiume, ritornando quindi nel mondo delle acque e del sottosuolo da dove era arrivato.

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Video e Foto

Sul canale Youtube di SLOvely.eu potete trovare un video sulle danze e i riti dello Jurjevanje a Črnomelj e un’intervista a Urška Tomc, rappresentante del gruppo folkloristico Zeleni Jurij che racconta delle tradizioni portate avanti dai giovani di Črnomelj. E’ inoltre disponibile su Flickr una galleria di foto scattate da noi durante lo Jurjevanje del 2013.


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Come arrivare

Da Trieste: si prende l’autostrada per Fernetti e si prosegue fino a Ljubljana da dove si seguono le indicazioni per Novo mesto e Zagreb. Si prosegue fino all’uscita di Novo mesto zahod. Abbandonata l’autostrada si procede lungo la zona industriale/commerciale della città, si attraversa il ponte sul fiume Krka e si prosegue in direzione Semič/Črnomelj. Tempo di percorrenza: 2 ore e 45 minuti.

Da Gorizia: si prende l’autostrada slovena H4 fino al casello di Nanos dove ci si immette sull’autostrada per Ljubljana. Seguire quindi le indicazioni qui sopra. Tempo di percorrenza: 2 ore e 45 minuti.

Da Udine e dal resto d’Italia: conviene passare da Gorizia (uscita Villesse, quindi la nuova autostrada A34 che porta direttamente in Slovenia). Tempo di percorrenza: 3 ore e 30m (da Udine).

VinjetaSI
I luoghi indicati in questo articolo richiedono l’utilizzo dell’autostrada.

One thought on “Riti di primavera: la festa di Jurjevanje

  1. Bellissima tradizione,le cui origini si perdono nella notte dei tempi e giunta sino a noi sia pure con diverse contaminazioni.A me piace pensare poi che tale usanza sia nata tra le popolazioni nordiche,durante i lunghi e rigidi inverni di allora,nelle stalle dei contadini,dove alla sera ci si radunava per commentare i fatti del giorno o per fare i lavori propri della stagione invernale,aspettando e sognando lo stupore gioioso e la tenerezza della verde primavera.

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