Tempo fa vi abbiamo parlato della valle Selška dolina, in cui si trova l’idilliaco paesino di Sorica, e dell’altipiano Soriška planina. Siamo tornati a esplorare questi luoghi incantevoli con l’associazione Slovenian Travel Press, accompagnati dall’ottima guida Miha Markelj, eccezionale conoscitore della zona. Ecco cosa abbiamo scoperto di questa bellissima valle, ancora poco conosciuta dalla maggior parte dei turisti
Cosa vedere nella Selška dolina: Železniki
La cittadina di Železniki è in un certo senso la “capitale” della Selška dolina. Nonostante oggi qui abbiano sede diverse industrie importanti, il piccolo centro storico è grazioso e ben conservato. È l’unico luogo in Slovenia dove si può ancora vedere un’antica fornace degli inizi dell’Ottocento, costruita sui resti di una fornace molto più antica, probabilmente del Trecento.

Železniki, infatti, vanta una lunga tradizione siderurgica, che risale al XIV secolo, quando il vescovo di Freising, feudatario della zona, avviò l’estrazione mineraria e l’attività metallurgica, richiamando minatori e fabbri dal Friuli. Proprio per questo, in questa zona piuttosto remota della Slovenia ci sono ancora cognomi friulani e la casa più antica di Železniki è quella di una famiglia proveniente da Palmanova, in provincia di Udine!

Per conoscere la storia di Železniki e della zona circostante è assolutamente da non perdere il museo della città, Muzej Železniki, ospitato nella casa Plavec degli inizi del Seicento, un tempo dimora del proprietario della Fornace. Qui, in modo coinvolgente e interattivo, è possibile conoscere da vicino l’attività dei minatori, dei fabbri, dei bottai e di altri artigiani che gravitavano intorno all’attività siderurgica.

Ma non solo! Come a Idrija, anche a Železniki e nella Selška dolina le mogli dei minatori si dedicavano all’arte del merletto. A questi piccoli capolavori è dedicato un piano intero del museo, dove occasionalmente è possibile provare a cimentarsi con i fuselli, sotto la guida di una maestra di merletto. Nel museo sono esposte anche le foto di uno splendido vestito interamente in pizzo, realizzato in 4 mesi da tre sorelle, andato purtroppo perduto.

Un’altra particolarità della Selška dolina esposta nel museo sono i dražgoški kruhki, i “panetti di Dražgoše”, una cittadina vicino a Železniki. Si tratta di cuoricini fatti di un impasto a base di miele, finemente decorati, che un tempo gli innamorati si scambiavano come pegno d’amore. Questi dolcetti molto carini, come anche bellissimi merletti fatti a mano e altri oggetti di artigianato locale, si possono acquistare nel negozietto del museo, tra l’altro a prezzi ottimi.
Cosa vedere nella Selška dolina: Sorica
Situato in alto, a dominare la Selška dolina, il paese di Sorica è in realtà diviso in due entità: Zgornja Sorica (Sorica di sopra) e Spodnja Sorica (Sorica di sotto). I due paesi sono molto vicini tra loro e formano un insieme tra i più pittoreschi della Slovenia, specie quando lo si può ammirare risalendo la Selška dolina da Železniki, o arrivando dalla valle della Bača.

Una caratteristica molto particolare della zona di Sorica è il suo dialetto di origine tedesca. A partire dal 1200 infatti, i vescovi di Freising in Baviera fecero insediare nella regione di Zarz (oggi Sorica) contadini provenienti dall’Alta Val Pusteria (intorno a San Candido) in Tirolo. Il dialetto locale di Sorica, ancora diffuso fino a un secolo fa, aveva forti somiglianze con il dialetto tutt’ora parlato in Val Pusteria e forte è ancora oggi il legame con San Candido/Innichen. Sono pochissime le persone che ancora lo parlano al giorno d’oggi (tra cui la nostra guida Miha), ma si sta cercando di preservarlo e valorizzarlo, anche a fini turistici.

Leggermente fuori dal minuscolo centro del paese di Spodnja Sorica, situato al di là della strada rispetto alla bella chiesa parrocchiale dedicata a San Nicolò, troviamo una statua raffigurante l’abitante più famoso di Sorica: Ivan Grohar, uno dei più importanti pittori dell’impressionismo sloveno, che spesso si ispirò proprio alla terra natia per i suoi dipinti.

La casa natale del pittore Ivan Grohar si trova nel piccolo centro di Spodnja Sorica, accanto al Gostišče Macesen. La casa ospita la collezione di memorie di Grohar e una galleria, oltre a una collezione etnografica di oggetti utilizzati dagli artigiani e dai contadini del passato. Sfortunatamente la casa era chiusa al momento della nostra visita.

Chi vuole conoscere qualcosa in più della vita del pittore Ivan Grohar e allo stesso tempo immergersi nello splendido paesaggio di Sorica, può seguire il Sentiero di Grohar (Groharjeva pot), lungo circa 4 chilometri, che inizia di fronte alla casa natale del pittore. La passeggiata ci porta lungo il sentiero che ogni giorno conduceva il futuro artista da casa a scuola. Il percorso è facile e adatto a una gita in famiglia.
Dove mangiare e dormire nella Selška dolina: Gostišče Tolc
Il piccolo villaggio di Spodnja Sorica riserva una sorpresa inaspettata: quella che porta il nome di “trattoria”, Gostišče Tolc, è in realtà un ristorante dagli interni moderni che offre una cucina di alto livello. Lo chef Primož Pintar, infatti, utilizza materie prime locali di alta qualità per proporre piatti che affascinano l’occhio e stupiscono il palato, come il battuto di trota affumicata o i ravioli con ripieno al capretto serviti in un saporito brodo.
Molte delle materie prime provengono direttamente dalla fattoria di Primož, dove frutta e verdura sono a coltivazione biologica. Amanti dell’alta cucina da tutta la Slovenia accorrono a Spodnja Sorica appositamente per degustare le creazioni di chef Primož, accompagnate da un’ampia selezione di vini (la cantina conta circa 300 etichette!). Presso il Gostišče Tolc è possibile anche pernottare: a disposizione degli ospiti ci sono 33 posti letto.
Cosa vedere nella Selška dolina: Soriška planina
Situata ancora più in alto rispetto al doppio paese di Sorica, a circa 1300m slm, Soriška planina è da sempre sinonimo di sport invernali e splendide passeggiate estive. Siamo proprio a cavallo tra la Selška dolina e l’ampia vallata del lago di Bohinj, qui fa sempre fresco, anche in estate, e d’inverno la neve non manca (quasi) mai.

Parcheggiata l’auto nell’ampio parcheggio, si può salire a piedi o sulla più comoda seggiovia biposto, un po’ lenta ma panoramica e rilassante, e goderci la salita fino al monte Lajnar, da dove si può già godere di una vista pazzesca a 360 gradi, dal mare al Triglav, dalle Karavanke alle Alpi di Kamnik, Lubiana e oltre. La seggiovia è in funzione nei mesi estivi e in quelli invernali durante la stagione sciistica. Ma per noi è stata aperta anche in ottobre, da veri VIP! 😉

Come già raccontato dettagliatamente nel nostro precedente articolo, dal monte Lajnar partono i sentieri lungo il cosiddetto “confine di Rapallo” (Rapalska meja), ovvero il confine tra il Regno d’Italia e il Regno dei Serbi, Sloveni e Croati (poi Jugoslavia) stabilito dal Trattato di Rapallo tra le due grandi guerre. Anni di sofferenze e difficoltà per la popolazione locale che vedeva la propria terra divisa tra due stati che si fortificavano prennunciando l’avvenire di una nuova, tragica guerra.

Oggi per fortuna è semplicemente un luogo idilliaco. Un breve sentiero denominato “alpski vrt” (orto alpino) ci porta, circondati da fiori e piante alpine, a un’importante fortificazione italiana costruita dentro la montagna, la cui cupola di un bunker è oggi uno dei simboli della zona nonché crocevia per gli alpinisti.

Moltissimi sono i sentieri che proseguono da qui fino a raggiungere tutte le vette della Soriška planina, tra le quali spicca sicuramente il Možic, uno dei pochissimi monti (forse l’unico) dalla cui vetta si possono vedere sia il lago di Bled, col suo castello, che quello di Bohinj, oltre ovviamente a sua maestà il Triglav.

D’inverno la Soriška planina indossa il suo vestito bianco e diventa un centro sciistico non grande, ma decisamente completo e molto amato dagli sloveni, anche vista la sua lunghissima tradizione e i prezzi ancora abbordabili. Non solo sci da discesa, ma anche sci da fondo, camminate sulle ciaspole, discese in slitta e ogni tipo di sport invernale può essere praticato sulla Soriška planina!
Dove mangiare e dormire sulla Soriška planina: Gostišče Lajnar
Dopo una camminata sull’altipiano o sulle vette vicine vi viene fame? Nessun problema! La trattoria Gostišče Lajnar saprà accontentare anche i palati più esigenti! Oltre ai piatti classici, infatti, il giovane chef Luka Čufar propone ricette moderne e sorprendenti, sempre a base di ingredienti freschi e locali.

L’ambiente del Gostišče Lajnar è luminoso, caldo e accogliente, come la sua proprietaria Polona Golija, direttrice del centro turistico Soriška planina, che da nove anni gestisce il locale e l’impianto sciistico. Diverse sono le possibilità di pernottamento: nella pensione, che offre stanze confortevoli per coppie e famiglie (40 posti letto), nella bella “brunarica” a bordo piste, nel nuovo glamping e d’estate anche nel campeggio. Insomma, che sia inverno o estate, il centro turistico Soriška planina è sempre una buona idea per godersi la natura e il buon cibo!
Sarei curiosissima di assaggiare i panetti di Dražgoše, e mi sono innamorata delle due opzioni per il pernottamento. Questi luoghi che mi fai conoscere sembrano usciti direttamente da una fiaba.
Le valli e i paesi di cui racconti sembrano sempre usciti da una fiaba! La tradizione del tombolo, i dialetti antichi, i ristoranti che utilizzano materie prime a chilometro zero. E in autunno questa dimensione diventa ancora più calda, accogliente e invitante
La Slovenia è un paese che sto imparando a conoscere attraverso il tuo blog, e ad ogni articolo sale in me la curiosità di vedere i luoghi di cui parli dal vivo!
Certo che la Slovenia è davvero un paese molto affascinante, tu continui a stupirmi facendomi scoprire tutti questi angoli poco noti ma molto suggestivi!
Storia, buon cibo e musei: anche qui la Slovenia non sbaglia e fa centro! Fa senso pensare a dei bunker italiani in Slovenia eppure questi ci ricordano che dobbiamo imparare dalla storia, non dimenticarla.
Avete fatto davvero un fantastico viaggio nella storia. Ogni volta ci porti a scoprire luoghi depositari di una memoria antica, che vale la pena ricordare
Ciao Sara! Lo confesso: ho iniziato ad amare la Slovenia leggendo il tuo blog e ad oggi, ho il grande rammarico di non esserci ancora venuta. Mi riprometto di farlo, anzi, lo farò assolutamente.
La storia della zona della Selska Dolina è un vero coacervo di storie passate e future che mi intrigano. Come mi intriga la figura di Grohar e le memorie che intorno alla figura di questo pittore gravitano.
A presto allora, carissima!