Cosa vedere nel Lungau: itinerario di 3 giorni nel cuore autentico del Salisburghese
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Cosa vedere nel Lungau: itinerario di 3 giorni nel cuore autentico del Salisburghese

Il nostro innamoramento per le vallate austriache non si è fermato con il primo fine settimana a Werfen. Alla fine di luglio, spinti dal desiderio di ritrovare quell’atmosfera alpina rilassata e fresca, abbiamo deciso di esplorare un territorio ancora più intatto, quasi protetto dal turismo di massa: la Ferienregion Salzburger Lungau. Se a giugno il caldo era stato asfissiante, questa seconda fuga in terra d’Austria ci ha accolti con un clima decisamente più gradevole e fresco, ideale per lunghe camminate e per lasciarsi cullare dalle tradizioni locali.

Se vi state chiedendo cosa vedere nel Lungau quando si hanno a disposizione tre giorni, la risposta si snoda tra antichi altoforni, treni a vapore storici, laghi alpini, castelli e una sfilata folcloristica che da sola vale l’intero viaggio. In questa guida completa vi portiamo alla scoperta di un itinerario slow da venerdì a domenica, perfetto per staccare la spina e immergersi nell’anima più vera del Salisburghese.

Come ottimizzare il budget: il super potere della Lungau Card

Prima di addentrarci nei dettagli delle singole tappe, è doveroso fare una premessa logistico-economica. L’Austria, si sa, non è un paese economico ma per buona parte delle nostre visite abbiamo usufruito dell’ingresso completamente gratuito grazie alla Lungau Card. Questa tessera, che viene rilasciata gratuitamente in formato digitale soggiornando presso le strutture partner della valle, è veramente convenientissima.

Permette di accedere a costo zero a impianti di risalita, musei, piscine, parchi naturali, attività guidate, etc… Più una marea di sconti su altre attività. Se state pianificando il vostro viaggio, assicuratevi che il vostro alloggio sia convenzionato: il risparmio a fine weekend per una famiglia o una coppia è davvero considerevole.

Dove dormire nel Lungau: la pace assoluta del Gasthof Häuserl im Wald

Per vivere appieno l’essenza di un viaggio nel Salzburger Lungau, la scelta della base strategica è fondamentale. La regione è piccola e far base in un solo luogo, magari in zona centrale, è comodissimo. Ci sono molti alberghi, i prezzi non sono bassi, ma ls qualità è sempre alta e con la Lungau Card la convenienza diventa davvero notevole. Tantissimi sono attrezzati per il cicloturismo, che da queste parti è assolutamente diffusissimo (e dobbiamo decisamente tornarci con la bici!).

Durante il nostro fine settimana abbiamo alloggiato per due notti presso il Gasthof Häuserl im Wald a Mariapfarr, una struttura che ci è subito rimasta nel cuore e che rappresenta alla perfezione la quintessenza dell’ospitalità alpina austriaca. Se cercate un luogo dove rigenerarvi totalmente, questo albergo è un vero e proprio rifugio di pace e tranquillità, completamente immerso nel verde e nel silenzio rigenerante di un fitto bosco di montagna.

La struttura è adornata da cascate di fiori, con balconi in legno che ospitano gerani coloratissimi e rigogliosi, tutto è curato nel minimo dettaglio. Una volta varcata la soglia, ad attenderci abbiamo trovato una pulizia impeccabile in ogni ambiente e un’atmosfera di calda accoglienza, resa ancora più speciale dalla gentilezza genuina e dalla disponibilità di tutto il personale, sempre pronto a regalarci un sorriso e a fornirci consigli preziosi sulla valle. Se parlate il tedesco ovviamente aiuta!

La nostra stanza era spaziosa e profumata di legno, dotata di un meraviglioso terrazzino affacciato sul bosco da dove la sera vedevamo le stelle. Come se non bastasse l’hotel dispone anche di una deliziosa zona wellness attrezzata con 2 saune e un’area relax. Dopo una giornata intensa passata a camminare tra parchi e castelli, concedersi un percorso rigenerante tra le saune è un plus davvero notevolve!

Anche il lato gastronomico ha superato ogni nostra aspettativa, tanto da meritare una menzione d’onore nella nostra guida su cosa vedere nel Lungau e come goderselo al meglio:

  • L’ottima colazione: al mattino ad attenderci c’era un buffet super abbondante e variegato. Dai formaggi e salumi freschi della valle alle marmellate artigianali, fino al pane fragrante appena sfornato e ai dolci fatti in casa, è il modo perfetto per fare il pieno di energie prima di esplorare la regione.
  • L’ottima cena: di solito non amiamo cenare in hotel, ma la prima sera, complice la stanchezza, ci siamo fermati lì e non ce ne siamo minimamente pentiti. La cucina è tradizionale rivista in chiave un po’ più moderna, le materie prime sono freschissime e di provenienza locale e ogni piatto viene servito con una cura estetica impeccabile.

Giorno 1: Archeologia industriale, chiese fortificate e il primo incontro con il gigante Samson

La tradizione industriale al Museo Hochofen Bundschuh

Il nostro itinerario è iniziato ufficialmente il venerdì mattina. Siamo arrivati in tarda mattinata nella località di Bundschuh per visitare una chicca di archeologia industriale: il Museo Hochofen Franzenshütte. Si tratta di un antico altoforno risalente al XIX secolo, un tempo cuore pulsante della produzione della ghisa nella regione.

L’ingresso è gratuito con la Lungau Card e si può visitare liberamente, senza guida, muovendosi in totale libertà tra le imponenti strutture in pietra e i pannelli espositivi. È stato estremamente interessante comprendere come una valle oggi così pacifica e bucolica sia stata, in passato, un centro industriale di cruciale importanza per l’intera Austria. La maestosità dell’altoforno, perfettamente conservato, trasmette un senso di rispetto per la faticosa vita dei minatori e dei fonditori del tempo.

Dopo un rapido e rigenerante pranzo al sacco consumato alla fresca aria aperta di fronte al vecchio altoforno, ci siamo rimessi in auto alla volta di Tamsweg, il centro principale e storico della regione.

Lo splendore gotico della Wallfahrtskirche St. Leonhard

Giunti a Tamsweg, la nostra attenzione è stata immediatamente catturata dalla sagoma della Wallfahrtskirche St. Leonhard ob Tamsweg, un santuario fortificato che sorge in posizione dominante sopra il paese. Questa chiesa è, senza mezzi termini, uno dei monumenti sacri più spettacolari della zona e dell’intera Austria.

Si arriva con l’auto fino ai piedi della chiesa, si percorre quindi un breve tratto a piedi, si entra attraverso un grande portone all’interno delle mura che circondano la chiesa e ci si ritrova direttamente catapultati ai tempi del tardo gotico. La chiesa è solitamente aperta e visitabile liberamente, salvo la zona centrale che è protetta da una ringhiera.

Se già da fuori ha una silhouette splendida, una volta varcato la soglia siamo rimasti letteralmente a bocca aperta. Saremmo potuti rimanere ore intere ad ammirare la ricchezza dei suoi interni: le magnifiche vetrate medievali che filtravano la luce pomeridiana in mille sfumature colorate, le statue gotiche intagliate con maestria, gli altari barocchi finemente decorati e le massicce mura di cinta che testimoniano il passato difensivo della struttura contro le invasioni. L’atmosfera di silenzio e di sacralità che si respira all’interno è un vero toccasana per lo spirito.

Tradizioni e giganti al Lungauer Heimatmuseum

Scesi nel cuore del borgo di Tamsweg, abbiamo dedicato la seconda parte del pomeriggio alla visita del Lungauer Heimatmuseum, il museo civico locale. Ospitato in un antico edificio storico un tempo adibito a ospedale, questo museo custodisce una collezione etnografica straordinaria che racconta la vita quotidiana, i mestieri scomparsi e l’artigianato del Lungau. Splendida la collezione di armadi e cassapanche vecchie anche più di 300 anni.

È qui che abbiamo fatto il nostro primissimo, emozionante incontro ravvicinato con il Samson, la gigantesca figura mitica alta più di sei metri e pesante 130kg che rappresenta il simbolo indiscusso dell’identità del Lungau (ne parleremo più avanti!). Nel museo è conservato il colossale manichino insieme ai suoi due “piccoli amici” che lo accompagnano durante le sfilate.

Ammirarlo da vicino, fermo nella sua sala, ci ha permesso di apprezzare l’incredibile peso e la complessità della struttura che un solo uomo nerboruto deve sorreggere sulle spalle durante le parate. Sapere che la sera successiva lo avremmo rivisto sfilare dal vivo in piazza ha acceso in noi una grandissima curiosità.

La sfilata serale del Samson e la Wallfahrtsbasilika Mariapfarr

Dopo cena, nonostante la stanchezza, ci siamo diretti di corsa nel centro del paese di Mariapfarr. Quella sera, infatti, era prevista la sfilata del Samson locale. Purtroppo siamo arrivati quando la manifestazione era quasi giunta al termine. Tuttavia, la fortuna ci ha assistiti: siamo riusciti a beccarlo al volo proprio mentre l’imponente gigante Samson passava lungo la stradina principale del centro, circondato dai suonatori della banda tradizionale e da una folla festante. Vederlo oscillare e danzare a ritmo di musica tra le vecchie case del paese, è stato un momento di puro stupore.

Conclusa la parata, mentre la festa proseguiva con la musica della banda, abbiamo approfittato per visitare la magnifica Wallfahrtsbasilika Mariapfarr, che svetta nel centro del paese. Gli interni sono meravigliosi e nascondono preziosi affreschi gotici. All’uscita la chiesa era splendidamente illuminata e l’atmosfera notturna ha reso la visita ancora più suggestiva.

Una piccola nota per chi pianifica il viaggio: adiacente alla basilica si trova il famoso museo di Stille Nacht (Astro del Ciel), dedicato al vicario Joseph Mohr che proprio qui scrisse il testo della celeberrima canzone natalizia. Purtroppo il museo è aperto al pubblico solo il lunedì e il mercoledì, per cui non abbiamo avuto la possibilità di visitarlo internamente, ma è un’attrazione fondamentale, inclusa nella Lungau Card, che va sicuramente visitata se vi trovate qui nei giorni giusti.

Giorno 2: alte vette, treni a vapore storici e il grande Zapfenstreich

In quota con la Grosseckbahn e pranzo alla Peterbaueralm

Il sabato mattina è iniziato sotto i migliori auspici, accolti da un’ottima e super abbondante colazione a buffet nel nostro Gasthof, ricca di prodotti freschi locali, formaggi della valle e pane appena sfornato. Carichi di energia, ci siamo diretti in auto verso il vicino borgo di Mauterndorf (che avevamo visitato a giugno, assieme al suo magnifico castello) per vivere una mattinata in alta quota.

Abbiamo preso l’ovovia Grosseckbahn Mauterndorf, e anche in questo caso l’accesso è stato completamente gratuito grazie all’utilizzo della nostra mitica Lungau Card. La cabina ci ha portati rapidamente in quota, fin quasi a 2000m, regalandoci panorami spettacolari sulla valle sottostante. Una volta arrivati alla stazione a monte, ci siamo ritrovati immersi in un paesaggio idilliaco fatto di pascoli verdi, aria frizzante di montagna e placide mucche al pascolo che ci guardavano curiose.

Da qui abbiamo intrapreso un trekking molto tranquillo, con poca pendenza, adatto a tutti, che costeggia un paio di limpidi laghetti artificiali, utilizzati per l’innevamento invernale, dalle acque cristalline, accompagnati dal suono dei campanacci delle mucche al pascolo. La nostra camminata ci ha condotti dritti al rifugio Peterbaueralm, una tipica baita alpina in legno che sprizza fascino da ogni angolo.

Il rifugio è semplicemente splendido: dispone di un’area con animali della fattoria, ampi spazi di gioco all’aperto per i bambini e una terrazza soleggiata dove il personale, molto gentile e rigorosamente vestito in lederhosen, ci ha fatti accomodare. Siamo abituati ai rifugi sloveni che spesso sono un po’ spartani e dal cibo a volte non proprio entusiasmante, qui invece si mangia davvero benissimo, come al ristorante! Essendo fine luglio, abbiamo avuto la fortuna di trovare nel menu i finferli freschi di stagione, che abbiamo gustato con vero gusto. Dopo pranzo, siamo tornati indietro lungo lo stesso sentiero e l’ovovia ci ha riportati comodamente a fondovalle.

Un salto nel passato a bordo della Taurachbahn

Il secondo highlight della nostra densissima giornata è stato un vero e proprio viaggio nel tempo: il giro sulla Taurachbahn. Si tratta della ferrovia a scartamento ridotto più alta d’Austria, sulla quale viaggia una storica locomotiva a vapore perfettamente funzionante.

Siamo saliti a bordo della carrozza d’epoca a Mauterndorf. Non appena il treno si è messo in movimento, siamo stati avvolti dal fascino romantico di un’era passata: il fumo denso, l’odore di carbone, lo sferragliare lento sui binari e l’immancabile fischio d’ordinanza della locomotiva (ciuf ciuuuuuf! :)) ci hanno accompagnati lungo un percorso panoramico che attraversa i prati e i boschi della valle fino alla stazione di St. Andrä.

Giunti a St. Andrä ci siamo concessi una piacevole sosta di circa un’ora. Abbiamo visitato la graziosa chiesa locale, fatto due passi nel minuscolo e curatissimo centro abitato e infine siamo risaliti a bordo del treno storico per fare ritorno a Mauterndorf. Un’esperienza dal sapore nostalgico che consigliamo caldamente sia agli adulti che ai bambini. Con la Lungau Card si ottiene uno sconto del 20% sul prezzo del biglietto.

Il momento clou: il Samsonumzug con il Zapfenstreich a Tamsweg

La sera del sabato ci attendeva quello che si è rivelato il momento più emozionante e culturalmente significativo dell’intero weekend: il Samsonumzug mit großem Österreichischen Zapfenstreich nella piazza principale di Tamsweg.

Per comprendere l’importanza di questo evento, bisogna spiegare bene cosa rappresenta per la popolazione locale. La sfilata del Samson (dichiarata Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO) è una tradizione che affonda le radici nel XVI secolo. Il gigante, che simboleggia la forza biblica di Sansone, sfila per le vie del paese per scacciare il male e portare la benedizione e la prosperità alla comunità. L’aspetto più incredibile è che la figura viene sorretta internamente da un solo uomo del posto, che deve dimostrare una forza e un equilibrio sovrumani per far ballare il gigante davanti alle autorità e al pubblico.

In questa specifica occasione, la parata era abbinata al Großer Österreichischer Zapfenstreich (il Grande Ritirato Austriaco), una solenne cerimonia di origine militare eseguita dalla banda musicale tradizionale e dalle Schützengarden (le storiche guardie dei tiratori), tutte rigorosamente in uniformi d’epoca impeccabili ed elegantissime. La piazza di Tamsweg era gremita di persone di ogni età, l’atmosfera era carica di orgoglio e rispetto per le proprie radici. Assistere ai colpi a salve dei fucili, alle coreografie della banda e alle danze del gigante sotto le luci del crepuscolo è stato un momento da brividi, una di quelle esperienze che da sole valgono l’intero viaggio.

Alla fine della cerimonia, erano ormai passate le 21:00 e la fame iniziava a farsi sentire. Ci siamo fermati a cena nel centro di Tamsweg presso il Gellnwirt Restaurant & Wirtshaus, una locanda storica dall’atmosfera accogliente. Abbiamo consumato un’ottima cena annaffiata da ottima birra alla spina: io ho optato per un succulento Zwiebelrostbraten (il tipico controfiletto di manzo con cipolle croccanti della tradizione austriaca), mentre Sara ha scelto di rimanere in tema con la giornata ordinando un delizioso piatto a base di funghi locali.

Giorno 3: Castelli medievali, tesori rurali e la magia naturale del Riedingtal

Luci e ombre al Castello di Moosham

La domenica, l’ultimo giorno del nostro itinerario, si è aperta con un cielo decisamente grigio e plumbeo, ma che fortunatamente al mattino ha retto senza pioggia. La nostra prima tappa è stata il maestoso Castello di Moosham (Schloss Moosham), un maniero medievale celebre per la sua bellezza architettonica ma anche per la sua storia cupa, legata ai terribili processi alle streghe che vi si tennero nel XVII secolo.

Dobbiamo essere sinceri con i nostri lettori: l’esperienza non è stata delle migliori dal punto di vista dell’accoglienza. Siamo arrivati con un piccolissimo ritardo rispetto all’orario prefissato e la signora che faceva da guida (che era stata avvisata del nostro arrivo per realizzare il reportage) era già andata via, mostrandosi decisamente poco flessibile. Da notare che il castello è visitabile solo con visita guidata a (pochi) orari prefissati. Inoltre all’interno del castello è severamente vietato scattare foto o effettuare filmati, un divieto rigido applicato anche a noi giornalisti provvisti di accredito.

È un vero peccato, perché la struttura merita assolutamente una visita: le sale interne sono ricche di fascino, armature, arredi d’epoca e strumenti di tortura storici. Il castello è escluso dalla Lungau Card, quindi richiede un biglietto extra. In sintesi: la fortezza è splendida e merita di essere vista, ma la gestione rigida e poco calorosa purtroppo ne ha penalizzato l’esperienza complessiva.

Breve sosta a St. Michael im Lungau e pranzo da “Der Thomataler Wirt”

Lasciato Moosham, ci siamo concessi una breve e piacevole sosta nel vicino paese di St. Michael im Lungau. Qui abbiamo visitato la bella chiesa parrocchiale del centro (Pfarrkirche St. Michael), che custodisce al suo interno degli splendidi affreschi medievali perfettamente conservati, un piccolo gioiello d’arte sacra visitabile liberamente in pochi minuti.

Per il pranzo ci siamo spostati a Thomatal, fermandoci al ristorante Der Thomataler Wirt, uno dei più apprezzati della regione. Qui abbiamo vissuto un incontro davvero curioso e divertente: il locale è gestito da un simpaticissimo signore sudafricano, di nome Simba, che, contrariamente a ogni aspettativa, parla un perfetto e fluente dialetto austriaco! Ci ha accolti con grandissimo calore e simpatia, servendoci un pranzo eccellente in un’atmosfera gioviale e rilassata, proprio mentre fuori iniziava a piovere abbondantemente.

Accanto al ristorante, nel minuscolo paese di Thomatal, c’è anche una bellissima chiesetta che abbiamo visitato rapidamente sotto la pioggia e al cui interno si stava svolgendo un battesimo. Vale sicuramente una breve visita.

La vita contadina di un tempo al Denkmalhof Maurergut di Zederhaus

Sotto una pioggia battente ci siamo diretti verso la località di Zederhaus per visitare il Denkmalhof Maurergut. Questa attrazione, nuovamente inclusa in modo totalmente gratuito nella nostra Lungau Card, è un antico maso contadino oggi trasformato in un museo.

Siamo stati accolti da un signore del posto, Michael Pefeifenberger, una guida eccezionale e di un’estrema gentilezza, che ha condotto la visita guidata insieme a noi e a due famiglie di turisti che si sono aggregate lungo il percorso. La visita è durata parecchio ed è stata straordinariamente interessante.

Il Maurergut è un tipico Einhof (un maso a struttura unica) le cui origini risalgono al tardo Medioevo. Camminare all’interno delle stanze perfettamente conservate – dalla stube riscaldata alla cucina affumicata (Rauchkuchl), fino alle stanze da letto dei contadini e dei servitori – permette di comprendere a fondo la dura e faticosa vita rurale dei secoli passati in queste valli alpine.

Trekking nel Parco Naturale Riedingtal e il giro del lago Schliedersee

Fortunatamente, al termine della visita al maso ha smesso di piovere e il cielo ci ha concesso una tregua con anche qualche squarcio di sole qua e là. Abbiamo così deciso di sfruttare subito la Lungau Card per accedere gratuitamente al vicino Naturpark Riedingtal, una delle valli protette più spettacolari dell’intera regione.

La nostra prima sosta all’interno del parco è stata per ammirare le cascate Brünnwandquelle, dove l’acqua sgorga direttamente dalla roccia viva della montagna creando uno spettacolo naturale di grande impatto. Successivamente abbiamo proseguito in auto fino al pittoresco lago Schliedersee. Qui abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio e abbiamo intrapreso il giro ad anello completo del lago.

Il sentiero, totalmente immerso nel silenzio della natura selvaggia e circondato da pareti rocciose imponenti, ci ha regalato una sensazione di pace assoluta. Il tempismo è stato perfetto: le prime gocce di una nuova perturbazione hanno iniziato a cadere proprio mentre stavamo raggiungendo la baita e il parcheggio per riprendere l’auto.

I mulini storici e il mistero dei Prangstangen a Zederhaus

Sulla via del ritorno ci siamo fermati nel centro di Zederhaus per percorrere il sentiero dei mulini, il Mühlenweg Zederhaus. In quel momento ha ricominciato a piovere a dirotto, ma abbiamo voluto resistere e proseguire la nostra passeggiata lungo il ruscello. La nostra tenacia è stata ampiamente ricompensata: poco dopo la pioggia è cessata ed è spuntato un timido e bellissimo raggio di sole che ha illuminato le vecchie case in pietra e legno dei mulini ad acqua.

Abbiamo concluso il nostro viaggio entrando nella chiesa parrocchiale di Zederhaus per ammirare i celeberrimi pali del Prangstangen. Si tratta di pali in legno alti tra i 6 e gli 8 metri, completamente avvolti e decorati con ghirlande formate da decine di migliaia di fiori freschi di campo e di alpeggio (margherite, genziane, peonie) che vengono portati in processione ogni anno il 24 giugno, festa di San Giovanni, santo patrono di Zederhaus.

Questa incredibile tradizione ha origine da un antico voto religioso del 1693, quando la valle fu colpita da una devastante invasione di cavallette che distrusse tutti i raccolti tranne le margherite. Da allora, i giovani celibi del paese uniscono le forze ogni estate per intrecciare questi meravigliosi pali floreali e portarli in processione. I Prangstangen rimangono esposti all’interno della chiesa fino al 15 agosto. Purtroppo l’interno della chiesa era molto buio, ma la magnificenza di quelle opere d’arte floreali era percepibile in ogni angolo della navata.

Salzburger Lungau: il nostro video

Si è concluso così, tra i fiori e il suono dei ruscelli alpini, il nostro indimenticabile itinerario alla scoperta del Salzburger Lungau. Una terra dove il tempo scorre ancora secondo i ritmi della natura, l’overtourism ancora non è arrivato (e speriamo non arrivi mai!) e dove la tradizione non è uno spettacolo per turisti, ma un valore vivo e condiviso. E poteva mancare un nostro nuovo video? Certo che no!

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8 Commenti

  1. Un itinerario interessante per scoprire una zona del Salisburghese meno conosciuta e decisamente più tranquilla rispetto alle mete classiche. Il percorso di tre giorni riesce a mettere insieme natura, borghi, castelli e tradizioni locali. Mi ha incuriosito soprattutto la storia del Samson e la possibilità di assistere alla sua sfilata, ma anche il viaggio sulla Taurachbahn e il trekking nel Riedingtal sembrano esperienze da considerare.

  2. Ottima questa cosa della Lungau Card, sia per l’accesso gratuito a siti e attività, sia per gli sconti nelle strutture ospitanti. Un itinerario molto intenso e direi molto appagante, se si esclude la tappa al castello Moosham!
    Molto bello anche l’albergo che avete scelto. La presenza della spa e del ristorante interno sono sempre comodità non da poco dopo una lunga giornata.

  3. Che sollievo vedere le montagne ancora non contaminate dal turismo di massa! Ma cosa aspettarsi se non questo in Austria? Quo sicuramente si dà più valore all’ambiente naturale e alla sua protezione rispetto che al mero e becero profitto al di là di ogni cosa.
    Ovviamente il parco Riedingtal è già nella mia lista di cose da vedere, ma anche il trenino storico mi attira parecchio!
    Che dire del cibo?! Vi viziate sempre con piatti deliziosi, e fate bene!!

  4. Adoro l’Austria in tutti i suoi aspetti: trovo sia un paese dove davvero la vacanza significa staccare la spina. Che carina col vestito tirolese

  5. Tre giorni pieni di visite e meraviglie, i laghi con le montagne e il verde intenso ma anche la buona cucina e le tradizioni uniche, cosa volere di più da un luogo

  6. Adoro l’Austria anche se ci sono stata solo due volte. Sia Vienna che Salisburgo mi sono piaciuti tantissimo ma è la sua natura, i viaggi in treno attraverso l’Austria che mi hanno fatto innamorare di questo paese

  7. Come sempre visiti posti che mi piacciono tantissimo!
    Sono contenta però di sapere che il castello di Moosham ha regole così restrittive perchè era tra i posti che volevo vedere e ora non ne sono più così convita… mi sa che lo sostituirò con un giro sulla Taurachbahn.
    Mi piacerebbe molto anche vedere la processione dei Prangstangen ma purtroppo è per San Giovanni, un giorno che dalle mie parti è più sacro nel Natale e difficilmente scelgo di essere in viaggio proprio in quel periodo! Mi accontenterò di vedere i pali quando i fiori saranno un po’ più secchi, visto che dalle tue foto sembrano comunque molto belli!

  8. Cos’ mi piace la montagna: di tutto un o’ nella bellezza di luoghi tradizionali che hanno tanto da offire. passeggiate nella natura, castelli, folkolore e sfilate, chiese molto belle ( la Wallfahrtskirche St. Leonhard ob Tamsweg mi sembra spettacolare), prelibati cibi tipici e qui persino un treno a vapore e archeologia industriale. Non avevo mai preso in considerazione queste zone per una vacanza ma me le sono segnate senza dubbio. Complimenti per il vestito in tema!

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