Šentjur: quando la ferrovia ti cambia la storia
La cittadina di Šentjur, fino agli anni ’50 chiamata Sveti Juri pri Celju, sarebbe rimasta probabilmente un piccolo villaggio abbarbicato su una collina attorno alla propria chiesa se nel 1846 il governo austriaco non avesse deciso di costruire una nuova favolosa opera ingegneristica: la ferrovia che collegava Vienna al suo porto, Trieste. E che passava, per puro caso, proprio per Šentjur.
Šentjur: il Museo della Ferrovia Meridionale
La prima cosa che si nota arrivando a Šentjur dalla vicina Celje, magari in bicicletta lungo la pista ciclabile che le collega, oppure in treno ma anche in auto, è la piccola stazione ferroviaria. O meglio, quella che un tempo era la stazione dei treni e oggi è uno dei due musei ferroviari della Slovenia. L’altro è a Lubiana. Il piccolo museo di Šentjur è davvero un gioiellino che di sicuro appassionerà anche chi, come me, non è certo una fanatica delle ferrovie… al contrario di Carlo!

Il museo della Ferrovia Meridionale di Šentjur (Muzej Južne Železnice) è opera di un ex ferroviere, capostazione di Šentjur, il signor Mihael Bučar che, una volta andato in pensione, ha pensato bene di raccontare la storia della gloriosa “Südbahn” ai visitatori di Šentjur utilizzando gli spazi della vecchia stazione e presentando al contempo il ricco patrimonio culturale mobile e immobile della Ferrovia Meridionale per cui ha lavorato tanti anni.

Il Museo della Ferrovia Meridionale è composto da diverse unità, tutte ospitate in edifici ormai storici, appartenenti alla Ferrovia Meridionale costruita ai tempi degli Asburgo. Il bellissimo edificio in mattoni e legno, che ospita la parte principale del museo, risale al 1845. Qui è possibile vedere come veniva coordinato il traffico ferroviario dalla stazione e si può ammirare un’esposizione di oggetti “ferroviari” provenienti dagli uffici passeggeri e merci.

La stazione ferroviaria all’epoca fungeva anche da ufficio postale, poiché nella piccola Šentjur non c’era un ufficio postale vero e proprio. Una piccola stanza del museo riproduce proprio la parte dedicata allo smistamento della posta così come del telegrafo e delle prime comunicazioni telefoniche, con tanto di centralino e le sue evoluzioni nel corso degli anni.

Siamo in stazione, accanto a noi sfrecciano ancora oggi i treni delle ferrovie slovene, ma sul retro, nel parcheggio davanti alla stazione, possiamo ammirare uno splendido esemplare perfettamente restaurato di locomotiva a vapore che un tempo prestava il suo servizio anche su questa linea. Accanto alla locomotiva si può ammirare anche un tipico alimentatore d’acqua per le locomotive.

Se le locomotive e i tanti strumenti più o meno sofisticati giocavano la parte del leone nella Ferrovia Meridionale, nulla si sarebbe potuto fare senza le persone. Per questo motivo una sala speciale del museo è dedicata a più di 1500 fotografie dei ferrovieri: persone che hanno contribuito allo sviluppo della ferrovia con le loro conoscenze, il loro lavoro, la loro passione. Essere ferroviere un tempo era un grande onore e anche un privilegio.

La collezione del Museo della Ferrovia Meridionale di Šentjur è estremamente ricca, gli appassionati ferroviari avranno modo di passare ore a scoprire un’infinità di chicche, ma anche i semplici visitatori finiranno sicuramente per essere coinvolti in questa storia su rotaie, specialmente se accompagnati dal signor Bučar o dalla sua assistente, la signora Jožica Kristan Filič, che ci ha accolti vestita in uniforme da capostazione e ci ha coinvolto col suo entusiasmo!

Il Muzej Južne železnice Šentjur si trova QUI.
La visita è possibile solo su appuntamento, qualsiasi giorno della settimana: tel.: +386.51.311074.
Šentjur: medici, compositori e… un melo
Il minuscolo centro storico di Šentjur, chiamato Zgornji Trg (letteralmente “piazza superiore”), si trova in collina, a una ventina di minuti a piedi, o 5 minuti in auto, dalla stazione. È praticamente formato da un’unica strada: Ulica skladateljev Ipavcev, che prende il nome dai più importanti cittadini di Šentjur, tutti appartenenti alla famiglia Ipavic (o Ipavec). Al numero 27 si trova la Ipavčeva Hiša, la casa storica della famiglia Ipavec, che oggi è trasformata in museo.

Una famiglia decisamente importante formata da compositori, medici e grandi patrioti. Tutti i membri maschi della famiglia erano medici di successo, ma anche musicisti. Il più famoso è Gustav Ipavec, ma si occupavano di musica anche la madre Katerina, che suonava l’arpa e il pianoforte, il fratello Alojz, famoso per i suoi valzer, il fratello Benjamin, detto “lo Schubert sloveno”, autore della prima operetta slovena e il figlio Josip, che compose il primo balletto sloveno, Možiček, quando ancora era uno studente.

La Ipavčeva Hiša fu costruita attorno al 1760 ed è una delle poche case scampate indenni al terribile incendio che devastò Šentjur nel 1797. La prima stanza che si visita, oggi usata per celebrare matrimoni, era un tempo l’ambulatorio medico di famiglia, mentre al piano nobile possiamo ammirare l’ampio salone, simbolo del benessere di questa famiglia, con il pianoforte della signora Katerina, qualcosa che pochi si potevano permettere a quell’epoca.

La casa fu ristrutturata prima della Seconda guerra mondiale dal grande architetto sloveno Jože Plečnik, la cui fontana si trova sotto un tiglio secolare nel giardino dietro la casa. Qui si trova anche uno splendido melo, una varietà speciale allevata da Gustav Ipavec. Oltre a essere medico, compositore e sindaco, era anche un frutticoltore!

Gustav Ipavec, pur vivendo ai tempi dell’Austria-Ungheria, era anche un convinto patriota sloveno. Quando l’imperatore Francesco Giuseppe, assieme alla principessa Sissi, si recò a Trieste in treno, si fermò anche a Šentjur. Ad accoglierlo fu proprio Gustav Ipavec, che all’epoca era anche sindaco del paese, ed eseguì la canzone “Slovenec sem” (Sono sloveno) davanti all’ìmperatore, il quale rimase colpito dal suo patriottismo e in seguito lo insignì con un riconoscimento ufficiale.
Il museo Ipavčeva hiša si trova QUI. E’ aperto dal lunedì al venerdì tra le 9 e le 15 o previo appuntamento. Tel: +386.3.7492523.
Šentjur: alle origini della civiltà
Molto prima della nascita di Šentjur, la vita da queste parti si svolgeva poco lontano, su una collina a circa 3km dalla città, chiamata Rifnik. Questa collina, abitata fin dalla prima età della pietra, è il più grande insediamento preistorico in terra slovena che oggi è stato trasformato in un interessante (nonché molto panoramico) museo archeologico all’aperto.

Si può raggiungere il Rifnik a piedi da Šentjur, con una bella scarpinata, oppure anche in auto, se non si temono strade molto ripide e altrettanto strette. Parcheggiata l’auto QUI (attenzione a non disturbare la fattoria accanto, nel dubbio chiedere il permesso per parcheggiare) si prosegue a piedi per una decina di minuti fino al parco archeologico (il sentiero è ben segnato).

Sul versante settentrionale del Rifnik sono ancora visibili le rovine dell’omonimo castello, un tempo proprietà dei conti di Celje. Ma chi viveva sul Rifnik? Nel corso dei secoli, qui si sono succeduti diversi popoli, tra cui Celti, Romani e Langobardi. Ciò che li accomunava era il fatto di rifugiarsi sul Rifnik in tempi di turbolenza, quando il popolo era minacciato, mentre in tempi di pace preferivano stabilirsi in basso, lungo i fiumi.

Uno dei problemi principali del Rifnik era l’assenza di acqua. Fu necessario quindi costruire una cisterna, che esiste ancora oggi, ottimamente conservata e visitabile. Oltre alla cisterna, si possono vedere le fondamenta di sette case, un muro di cinta con le guardiole e due antiche chiese cristiane.

Sul Rifnik sono stati rinvenuti moltissimi oggetti appartenenti a epoche molto lontane tra loro. Essi sono oggi esposti nella collezione del museo “Rifnik e i suoi tesori“, che si trova in Zgornji trg a Šentjur, nella stessa casa che ospita l’Ufficio informazioni Turistiche (TIC), proprio di fronte alla chiesa e alla trattoria del paese.

Nel museo si possono ammirare oltre 600 reperti che vanno dall’età della pietra all’arrivo degli Slavi, oltre alla ricostruzione di una casa preistorica. La maggior parte degli oggetti ritrovati proviene dalle tombe: si tratta per lo più di oggetti che venivano posti accanto al corpo del defunto, solitamente gioielli per le donne e armi per gli uomini.
Il museo “Rifnik e i suoi tesori” (Rifnik in njegovi zakladi) si trova QUI. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 o su appuntamento: tel.: +386.3.7492523, +386.41.660091. Il Parco archeologico è liberamente accessibile tutto l’anno.
Šentjur: Mlin umetnin, il mulino delle arti
Ci spostiamo a 8km da Šentjur fino a raggiungere (in auto o in bicicletta) il piccolo villaggio di Osredek. La stretta strada attraversa il bosco, diventa sterrata negli ultimi metri fino a raggiungere un piccolo gioiello della tecnica, uno splendido mulino ad acqua, ottimamente restaurato, la cui ruota gira da più di 250 anni: Mlin umetnin.

È qui, in mezzo ai boschi e completamente circondata dalla natura, che l’artista Marija Gračnar ha trovato la sua casa. L’artista ha ereditato il mulino, noto come Mulino di Jančič, dal nonno, che lo aveva acquistato nel 1903, e insieme al suo compagno lo ha restaurato e reso la sua casa. I visitatori possono vedere l’interno del mulino con tutte le attrezzature per la macinazione, e sopra il fienile si può visitare una collezione etnologica di vecchi manufatti che rivelano la semplicità della vita in campagna nel passato.

“Ho sentito di voler approfondire la forte tradizione mugnaia dei miei genitori e di mio nonno incorporandovi l’arte”.
Così dice Marija, che è artista da tutta una vita: si dedica a pittura su tela, legno e vetro, pirografia, pannelli di arnie decorati (panjske končnice) e, soprattutto, ceramica. Sotto la sua guida, bambini e adulti possono cimentarsi nella realizzazione di oggetti in ceramica, un’attività creativa e allo stesso tempo una sorta di meditazione, come la definisce Marija.

“Il contatto con l’argilla ci ricollega agli aspetti più primordiali e risveglia la creatività, è qualcosa che calma, rilassa”,
assicura Marija – e noi stessi siamo stati entusiasti di provarlo con le nostre stesse mani! In compagnia della signora Marija abbiamo trascorso un pomeriggio indimenticabile, un’esperienza che consigliamo vivamente a tutti!
Il Mlin umetnin si trova QUI.
È visitabile previo appuntamento sul sito web. La signora Marija è sempre felice di accogliere i propri ospiti. Presso l’atelier è possibile acquistare le sue opere.
Dove dormire a Šentjur: turistična kmetija Žurej
A una decina di km da Šentjur, nel villaggio di Javorje, passando attraverso il bel lago di Slivnica (Slivniško jezero), si trova uno splendido agriturismo chiamato Žurej. Qui, ai piedi del monte Žusem con le rovine del castello e la torre dell’amore, Franc Žurej con i genitori Franci e Anica, la moglie Mojca e le loro 2 figlie accolgono i viaggiatori in cerca di relax in mezzo alla natura.

La fattoria della famiglia Žurej vanta origini antiche: il suo nome storico è Ječovo, dalla parola slovena “ječa”, che significa prigione. Cosa c’entra con la fattoria? Un tempo, la fattoria era proprietà dei signori del castello, che qui avevano una cascina, campi, stalle e addirittura una postazione con piccioni viaggiatori! Del complesso faceva parte anche la prigione, una grotta scavata nella roccia che esiste ancora oggi e dove la famiglia Žurej conserva i prodotti dei loro campi.

Infatti i Žurej si occupano di coltivazione biologica di frutta e verdura, e tutte le bontà che vengono servite agli ospiti dell’agriturismo provengono dai loro campi, come ad esempio le deliziose marmellate, ma anche il miele. La colazione all’agriturismo Žurej è una vera delizia: la signora Mojca cerca di proporre qualcosa di diverso ogni mattina. Per noi ha preparato le šnite, pane tuffato nel latte e nelle uova sbattute e poi fritto: da leccarsi i baffi!

Non a caso, l’agriturismo Žurej è famoso per l’ottimo cibo: Anica e Mojza preparano pranzi e cene succulenti con piatti tipici della tradizione locale. Anche il vino è della casa: i Žurej possiedono infatti anche dei vigneti. Per i pasti è consigliabile prenotare.

Per il pernottamento sono a disposizione due bellissime camere spaziose e arredate con gusto e una casetta in legno che può ospitare fino a 6 persone. Il luogo è davvero idilliaco e immerso nella pace della natura. Gli amanti degli animali saranno felici della presenza di mucche, caprette, cavalli, gatti e cani (i Žurej hanno un allevamento di cani della razza grande bovaro svizzero).

Molte le attività all’aria aperta che si possono fare nei dintorni, ad esempio andare in bici (è possibile noleggiare e-bike) o fare una camminata fino al punto panoramico con la torre dell’amore che dista circa un’ora di cammino. Oppure si può andare al lago di Slivnica o alle prestigiose terme Olimia che distano solo 15 km in auto. Insomma, l’agriturismo Žurej ha davvero tutto per una vacanza perfetta all’insegna della natura!

La fattoria Žurej si trova QUI. L’agriturismo è aperto tutto l’anno, si può prenotare tramite il loro sito o i principali portali online. Consigliamo assolutamente di provare la loro colazione: imperdibile!

Che meraviglia poter vivere in un mulino! Sicuramente è la prima cosa che visiterei di questa cittadina. Interessante conoscere la storia e le tradizioni di questa comunità, che Si sono riversate poi nella ferrovia e nel suo ufficio postale. Da tenere a mente durante un viaggio in Slovenia.
I progetti architettonici che riguardano il recupero di vecchi edifici ferroviari mi affascina moltissimo. Tra le più comuni ovviamente c’è, come in questo caso, la creazione di museo dedicato al trasporto su rotaie. Sono comunque luoghi affascinanti e con molta storia. Poi da esperte viaggiatrici le stazioni ci piacciono a prescindere
Indubbiamente il passaggio della rete ferroviaria su di un territorio, ha sempre portato a dei cambiamenti (vedasi gli Stati Uniti, ad esempio!)
A Šentjur il signor Mihael Bučar ha fatto una gran cosa a creare lo splendido museo della Ferrovia Meridionale: una testimonianza importante quasi quanto i resti archeologici rinvenuti sul Rifnik- A proposito: ma che meraviglia i panorami su Šentjur da questa zona! Vien voglia di andarci subito.
Ammiro la capacità degli sloveni di riuscire a valorizzare ogni luogo storico alla perfezione come in questo caso! La ferrovia è sempre stata un’occasione unica per poter collegare luoghi tra di loro molto distanti e poter esplorare un vero casello come questo è davvero emozionante!
Abito nel vicino Friuli e sono spesso in Slovenia ma questo non lo conoscevo. Grazie delle info ci farò presto un giro
Le vecchie stazioni, i treni e soprattutto i ferrovieri hanno sempre esercitato su di me un fascino incredibile. Non ho mai avuto un trenino giocattolo e sarà per questo che ogni volta che mi ritrovo ad ammirare un museo dedicato ai treni del 1800 e alla storia della comunicazione dei quel periodo, un pò mi commuovo. Sono certa che resterei delle ore ad osservare i dettagli della stazione museo di Sentjur prima di raggiungere la fattoria e i suoi prodotti conservati nientemeno che in prigione.
Sentjur sembra un luogo affascinante! Adoro le piccole città ricche di storia e natura. La visita al museo della ferrovia è una vera chicca.
Non sono un’appassionata di treni ma il museo della ferrovia meridionale lo visiterei volentieri anche solo per il suo valore storico e per vedere il centralino telefonico dell’ufficio postale al suo interno.
Non mi perderei neanche una passeggiata al Rifnik per godermi il panorama.
Molto suggestiva e originale questa destinazione, che credo possa accontentare grandi e piccini, o grandi con la testa di bambini come noi. Sto preparando un itinerario sulla Slovenia per l’inizio del prossimo anno e lo inserirò sicuramente.