Cosa vedere a Werfen e dintorni: itinerario di 2 giorni nel Salisburghese

Cosa vedere a Werfen e dintorni: itinerario di 2 giorni nel Salisburghese

Il nostro amore per il turismo slow ci ha portati, dopo anni dedicati a raccontare ogni angolo della Slovenia, a varcare per la prima volta nella storia di Slovely.eu il confine austriaco. Abbiamo scelto di esplorare la suggestiva area del Salzburgerland (regione del Salisburghese) che abbiamo visitato durante un caldissimo fine settimana di giugno. Se stai pianificando una fuga in questa zona e ti stai domandando cosa vedere a Werfen e nei suoi dintorni, sei nel posto giusto. Ecco la nostra guida completa per un weekend indimenticabile a sole 2 ore d’auto dall’Italia.

Cosa vedere a Werfen: Giorno 1 tra castelli e mulini

Burg Mauterndorf: la tappa di benvenuto nel Lungau

Il nostro debutto in terra austriaca è iniziato prima ancora di raggiungere la valle di Werfen. Risalendo in auto da sud, la nostra primissima sosta strategica è stata nel distretto del Lungau per visitare il maestoso Burg Mauterndorf. Questo imponente castello medievale, che svetta fiero sopra l’omonimo e pittoresco borgo, risale originariamente al XIII secolo e storicamente fungeva da stazione di pedaggio fortificata lungo la via commerciale dei Tauri (da cui il nome Mauterndorf, Maut = pedaggio, Dorf = paese).

Varcare le mura di Burg Mauterndorf e il grande portone significa immergersi in un percorso espositivo interattivo e divertente, curato nei minimi dettagli per far rivivere la quotidianità del passato. Utilizzando le audioguide (anche in italiano), abbiamo esplorato la grande corte interna, le antiche cucine, i magazzini e le sfarzose stanze residenziali del principe arcivescovo Leonhard von Keutschach. Ogni sala è arricchita da manichini in abiti d’epoca e ricostruzioni che rompono la rigidità del classico museo e catapultano il visitatore nella quotidianità di un tempo antico.

Una delle cose più divertenti della visita si trova al piano nobile del castello, dove ci sono a disposizione dei visitatori dei vestiti d’epoca che si possono indossare per calarsi ancora di più nella parte della nobiltà austriaca del tempo! La scelta è decisamente ampia e ognuno può combinare i vari vestiti come meglio crede. Il risultato lo potete giudicare da voi!

La parte più entusiasmante, ma anche faticosa sotto il caldo estivo, è stata la risalita all’interno del monumentale mastio centrale (Bergfried), una torre di difesa alta ben 44 metri rimasta miracolosamente intatta nel corso dei secoli. Salire i suoi gradini di legno permette di osservare i vecchi sistemi di difesa e le botole storiche. Una volta giunti sulla cima, lo sforzo viene ampiamente ricompensato da una vista panoramica spettacolare a 360 gradi che abbraccia l’intera valle del Lungau e le vette circostanti.

Una seconda zona espositiva, vicino al ristorante interno al castello, si concentra invece sulla storia più recente, quella delle guerre mondiali (il padrone del castello, ebreo, era fraterno amico di Goebbels!), con l’occupazione nazista e la liberazione degli eserciti alleati. Infine vi è un’interessantissima parte etnografica dove si può vedere anche il gigantesco Sansone, personaggio che viene portato in sfilata ogni estate e di cui presto vi parleremo in modo approfondito, stay tuned!

Burg Hohenwerfen, là dove osano le aquile!

Nel pomeriggio ci siamo spostati verso nord, entrando nella valle del Pongau fino al paese di Werfen, dominato dall’imponente e austera mole del Burg Hohenwerfen nostra prossima meta. Siamo passati tantissime volte lungo quell’autostrada e sempre siamo rimasti affascinati da questo castello apparentemente inespugnabile, ma non avevamo ancora avuto modo di visitarlo e di ammirarlo con calma, senza sfrecciare in auto. E finalmente è arrivata l’occasione!

Questa gigantesca fortezza domina la vallata da oltre 900 anni dall’alto di uno sperone di roccia isolato, fungendo un tempo da bastione difensivo e prigione di stato. La fortezza, circondata da boschi fitti, è diventata celebre in tutto il mondo per essere stata il set principale dello storico film bellico “Dove osano le aquile” con Clint Eastwood.

Quando ci siamo stati noi, il caldo era insolitamente asfissiante (36 gradi!) e abbiamo optato per salire sul castello con la comodissima funicolare. Scelta che rifaremmo altre mille volte. Chi volesse risparmiare può salire a piedi, ma d’estate può essere davvero troppo caldo. Siamo poi discesi a piedi, nel tardo pomeriggio, e la passeggiata è stata assolutamente gradevole e interessante. Per cui non possiamo che consigliare la salita in funicolare e la discesa a piedi.

Una volta saliti con la funicolare si arriva subito nel cortile principale del castello, da dove si gode di uno splendido panorama sulle alte vette circostanti e sulla vallata. Qui si trova anche un bar con ristorante. Abbiamo atteso una mezz’oretta prima di assistere a quello che è uno dei principali motivi per salire fin qui: lo show di falconeria!

Lo spettacolare show di falconeria d’epoca curato dal rinomato Salzburger Landesfalkenhof è senza dubbi uno dei punti di forza del Burg Hohenwerfen. Ci siamo seduti sui prati del bastione inferiore mentre i maestri falconieri in abiti tradizionali sono andati a prelevare i rapaci dalle loro grandi voliere, uno alla volta, dopo di che è iniziato lo spettacolo.

Aquile, falchi, poiane e maestosi avvoltoi giganti vengono lasciati in volo libero, sfruttando le correnti termiche della gola. Gli uccelli sfrecciano a pochissimi centimetri dalle teste degli spettatori per poi tornare a posarsi con precisione millimetrica sul guanto del falconiere. La falconeria è un’arte e qui viene presa molto seriamente. Lo spettacolo è incluso nel biglietto della visita al castello, ma viene effettuato solo ad orari precisi, vale la pena salire poco prima in modo da non perderselo!

Dopo aver girovagato un po’ per il castello (in realtà sono relativamente poche le stanze visitabili liberamente), è arrivata l’ora della visita guidata che avevamo prenotato (biglietto extra). Purtroppo la visita guidata è l’unico modo per vedere buona parte degli interni del castello e anche qui si è legati a orari fissi. La nostra guida Florjan è un ragazzo molto simpatico che ci ha portato prima nella cappella per poi scendere verso l’arsenale e quindi risalire fino alla torre dell’orologio da dove si gode di una vista spettacolare (anche di un po’ d’aria fresca che era davvero un toccasana!).

Rientrando verso il fondovalle si ripassa dal bastione inferiore dove avevamo visto lo spettacolo di falconeria e si può visitare anche l’esposizione sui rapaci, con numerosi esemplari imbalsamati e tanti pannelli che raccontano di questa arte in giro per il mondo. Si scende infine lungo gli ultimi camminamenti murari fino a uscire dal castello e immergersi nel bosco giù fino al parcheggio.

Il tardo pomeriggio/sera che eravamo al castello c’era anche un bel concerto di musica tradizionale locale, con diversi gruppi e solisti, tutti rigorosamente vestiti in abiti tradizionali del salisbughese o della vicina Baviera. D’estate, specie nel weekend, è facile imbattersi in eventi serali che allietano ulteriormente la visita del castello.

Bonus: i mulini storici di Pfarrwerfen

Visto che alloggiavamo nel vicino paese di Pfarrwerfen, dopo cena, con il calare del buio e la temperatura che finalmente iniziava a rinfrescare dopo la giornata rovente, ci siamo concessi una passeggiata totalmente estemporanea per smaltire la cena. Non avevamo con noi la macchina fotografica ed era già parecchio buio, ma ci tenevamo moltissimo lo stesso a percorrere il sentiero dei 7 mulini (Freilichterlebnis 7 Mühlen).

Si tratta di un piccolo e suggestivo complesso di sette mulini ad acqua in legno, perfettamente restaurati e tutelati, che testimoniano l’ingegneria rurale e la faticosa vita contadina che caratterizzava queste valli nei secoli passati.

Questo piccolo museo all’aperto, tutto in salita, è visitabile liberamente di giorno e anche di notte. In teoria sarebbe a pagamento, con una sbarra che si apre una volta inserito il denaro, ma la sera che siamo andati noi era completamente libero e i mulini tutti illuminati e visitabili al loro interno. C’eravamo solo noi, pace e tranquillità assoluta. Una piccola perla che merita assolutamente la deviazione!

Cosa vedere a Werfen: giorno 2 tra ghiaccio millenario e canyon spettacolari

Eisriesenwelt, la grotta di ghiaccio più grande del mondo

La mattina del secondo giorno ci ha regalato il contrasto termico più assurdo della nostra vita di viaggiatori. Se vi state chiedendo cosa vedere a Werfen oltre ai castelli, la risposta si trova ad alta quota: ci siamo diretti la mattina presto verso l’Eisriesenwelt, l’indiscusso highlight dell’intero weekend. Si tratta di un colossale labirinto calcareo che si sviluppa per oltre 42 chilometri all’interno del monte Hochkogel, configurandosi come la grotta di ghiaccio più grande dell’intero pianeta. È un’attrazione fisicamente impegnativa ma la monumentalità dell’esperienza ripaga di tutto.

Raggiungere l’ingresso dell’Eisriesenwelt è una vera e propria escursione alpinistica divisa in più tappe che richiede un buon livello di energia. Decisamente meglio affrontarla di primo mattino. Dopo aver parcheggiato al centro visite e ritirato il biglietto, si cammina per circa venti minuti lungo un sentiero panoramico in salita (con anche un tunnel piacevolmente fresco) per raggiungere la stazione della funivia.

Questa cabina compie una salita vertiginosa a picco sulla roccia, portandosi in quota in pochi minuti. Da lì, vi aspetta un ultimo e spettacolare trekking di altri venti minuti su un sentiero scavato direttamente nella parete della montagna, protetto da tunnel paravalanghe, che offre scorci mozzafiato sulla sottostante valle del fiume Salzach. Infine si arriva all’enorme ingresso della grotta. Un ultimo salto in bagno (bellissimo, scavato nella roccia e con fossili a vista!), un cambio rapido dalla tenuta estiva a quella invernale: felpa, piumino, scarpe da trekking invernali, leggings termici e pronti per partire!

Le visite sono ovviamente solo guidate, in tedesco, o in inglese. Varcato l’enorme portale d’ingresso della grotta – largo 20 metri e alto 18 – il caldo estivo svanisce in un istante, sostituito da una corrente d’aria gelida e costante a zero gradi. Qui l’avventura diventa pura magia: per preservare l’ecosistema intatto non esiste luce artificiale elettrica. La guida distribuisce ai visitatori delle storiche lampade a carburo fiammeggianti, mentre lungo il cammino illumina le pareti bruciando strisce di magnesio. All’interno non sarebbe possibile fare foto e video, ma soliamente le guide permettono di farle lo stesso nei momenti di pausa tra uno spostamento e l’altro.

Se pensavate che i trekking di avvicinamento fossero già stancanti, sappiate che non avete fatto ancora nulla: la parte fisicamente più impegnativa è proprio quella all’interno della grotta! Parliamo di 1400 gradini (700 in salita e 700 in discesa) che si snodano all’interno della montagna e un paio di km di camminate. Però dentro fa fresco, decisamente fresco, molto meglio della super calura estiva di questi tempi. E soprattutto di fronte alla meraviglia incredibile che è l’Eisriesenwelt la fatica non si sente!

Lo spettacolo all’interno è indescrivibile: enormi sculture naturali di ghiaccio che sembrano cascate cristallizzate nel tempo, pareti luccicanti che riflettono la luce delle fiamme e imponenti palazzi congelati che cambiano forma impercettibilmente nel corso dei millenni. Camminare in fila indiana nel buio, circondati da giganti di ghiaccio millenari e avvolti dal silenzio del cuore della terra, è un’esplorazione faticosa ma che stampa un senso di meraviglia che non dimenticheremo mai.

Più che la descrizione crediamo che le foto parlino da sole. Il biglietto d’ingresso non è economico, il percorso è faticoso ma vale ogni centesimo e ogni goccia di sudore spesa. Non perdetelo! Sulla via del ritorno ci siamo fermati a pranzare al ristorante presso la stazione a monte della funivia, in posizione splendida, con ombrelloni a ripararci dal sole e l’immancabile Schnitzel con birra alla spina. Abbiamo mangiato bene ai soliti prezzi austriaci e siamo ripartiti un po’ più carichi!

Bonus: Sulle tracce di “Tutti insieme appassionatamente”

Se prima di lasciare questa valle volete vivere un momento di pura magia cinematografica, c’è un’ultima tappa imperdibile che risponde alla domanda su cosa vedere a Werfen. Proprio qui, infatti, è stata girata una delle scene più iconiche della storia del cinema mondiale: il picnic in cui Julie Andrews insegna ai bambini le note musicali cantando la celeberrima “Do-Re-Mi” nel film Tutti insieme appassionatamente (il cui titolo originale è “The sound of music”). Dal centro del paese parte il The Sound of Music Trail Werfen, un sentiero tematico e panoramico di circa 1,4 chilometri (noto come Kaisersteig) che in poco più di un’ora di cammino conduce al prato collinare del Gschwandtanger. Visto il caldo, noi siamo andati in auto.

L’atmosfera che si respira lassù è idilliaca. Il plateau è attrezzato con panchine relax, installazioni interattive e un punto fotografico studiato appositamente per ricreare la scena del film. Ma anche se non siete fan scatenati del film, vale la pena salire fin qui anche solo per la vista: il colpo d’occhio sul Burg Hohenwerfen, che svetta fiero incorniciato dalle vette del Tennengebirge è forse il più bello e spettacolare di tutta la zona. Per Sara è stato impossibile resistere al richiamo della tradizione, e sfoggiare il Dirndl su questo prato verdeggiante ci ha fatti sentire, per un attimo, parte di quella pellicola senza tempo.

La forza dell’acqua alla Liechtensteinklamm

Per concludere in bellezza questo intenso weekend nel Salisburghese, nel pomeriggio ci siamo spostati di pochissimi chilometri verso sud, a St. Johann im Pongau, per esplorare la celebre Liechtensteinklamm, una delle gole alpine più profonde, strette e spettacolari di tutta l’Europa centrale. Questo canyon impressionante è stato scavato e modellato nel corso dei millenni dalla forza spaventosa e instancabile del torrente Großarler Ache.

Lasciata l’auto al parcheggio gratuito bisogna camminare ancora un pochino prima di raggiungere la cassa (ci sono 2 ristoranti in zona, oltre agli immancabili bagni pubblici, sempre gratuiti). Comprato il biglietto inizia il percorso vero e proprio e subito la valle inizia a stringersi sempre più prendendo le sembianze di una gola.

Il percorso turistico si sviluppa in totale sicurezza lungo passerelle di legno ancorate alla viva roccia e gallerie illuminate scavate direttamente nella pietra, sospese a picco sull’acqua spumeggiante color smeraldo. La conformazione della gola è così stretta che in alcuni punti le altissime pareti rocciose sembrano quasi toccarsi, bloccando la luce del sole. L’aria all’interno è fresca, umida e costantemente pervasa dal fragore assordante dell’acqua in movimento.

L’attrazione più famosa, avveniristica e fotografata della gola è la “Helix”, una spettacolare scala a chiocciola elicoidale in acciaio che scende a spirale per oltre 30 metri nel cuore più profondo e impervio del canyon. Camminare lungo questa struttura sospesa nel vuoto permette di osservare da una prospettiva ravvicinata la forza primordiale dell’erosione acquatica.

Qui inizia la parte più bella del percorso, la gola è sempre più stretta, l’acqua sempre più impetuosa, si cammina, si sale (giornata impegnativissima!) e alla fine la gola si apre nuovamente per lasciare spazio a una grande cascata finale! Andando nel tardo pomeriggio la folla tendeva a diminuire man mano che avanzavamo, arrivando alla fine che eravamo quasi soli, immersi da questa meraviglia della natura: è stato il perfetto gran finale naturalistico del nostro debutto in terra austriaca!

Carlo Ghio

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