Javorca

Javorca, sui sentieri della grande guerra

La valle dell’Isonzo/Soča è indissolubilmente legata alle vicende della prima guerra mondiale, la grande guerra, che proprio lungo questa splendida vallata fu particolarmente cruenta, con l’esercito italiano e quello di casa, l’Austria-Ungheria, a combattersi senza tregua per lunghi anni. Sulle alture di Tolmin, nella località chiamata Javorca, i soldati austro-ungarici costruirono una cappella in memoria dei loro caduti che è sopravvissuta all’orrore di due guerre mondiali e ancora oggi resta testimone di pace in una terra tanto travagliata.

Arrivare a Javorca non è difficile e si può percorrere quasi tutta la strada in automobile. Bisogna prima attraversare Tolmin e quindi inerpicarsi a sinistra lungo la stretta strada per Zatolmin: da lì la strada diventa ancora più stretta e sterrata (ma percorribile da tutte le auto) per 12 chilometri, fino alla malga Polog, dove si lascia l’auto e si continua a salire a piedi per circa mezz’ora, lungo una comoda strada battuta, fino ad arrivare alla piccola chiesa. E’ richiesta un minimo di abilità alla guida e un po’ di pazienza quando s’incontrano veicoli nel senso opposto.

Javorca
Cerkev Sv. Duha na Javorci – Chiesetta dello Spirito Santo a Javorca

La chiesa di Javorca, dedicata allo Spirito Santo (Sv. Duh), è l’unica chiesa commemorativa dell’esercito austro-ungarico che incontriamo lungo il fronte isontino. E’ molto probabilmente il più bel monumento storico di quel periodo ed è giustamente inclusa, dal 2007, tra i monumenti europei d’interesse storico. La chiesa è perfettamente conservata e visitabile per gran parte dell’anno (vedi orari in fondo al testo).

Javorca
Le montagne attorno a Javorca

Il panorama attorno alla chiesa è a dir poco idilliaco: le alte montagne circondano il piccolo edificio religioso che si erge in cima ad un’alta scalinata monumentale in pietra. La chiesa, costruita in 8 mesi nel 1916 dai soldati dell’Impero, è costruita interamente in legno e sormontata da un tetto spiovente, con una piccola torretta/campanile sul davanti. E’ uno dei più begli esempi di stile jugendstil.

Javorca
L’interno della chiesa di Javorca

Ideatore e progettista di questa chiesa fu Remigius Geyling, architetto, pittore e scenografo del tempo, che combatté proprio lungo il fronte dell’Isonzo, assieme al sottotenente Géza Jablonsky. Sleme, Vodil e Mrzli sono le alte montagne che oggi fanno da imponente sfondo a questo luogo di pace, ma all’epoca erano fondamentali per garantire alla chiesa un’adeguata protezione dall’artiglieria italiana.

Javorca
Alcuni nomi di soldati ungheresi caduti durante la grande guerra

Ben 2564 sono i soldati i cui nomi sono scritti indelebilmente sulle pareti di questa piccola chiesa a imperituro ricordo del loro sacrificio:

O indimenticabili eroi dello Sleme del Mrzli Vrh e del Vodil Vrh, i cui nomi queste pareti celano e mantengono vivi! La pace eterna e l’ammirata gratitudine delle generazioni future vi ripagheranno del valore e della fedeltà che avete dimostrato nell’aspro combattimento e che con la coraggiosa morte da soldati avete suggellato“.

Javorca
il soffitto

Le pareti della chiesa, sia interne che esterne, sono decorate e affrescate nello stile in voga a Vienna in quell’epoca, ovvero lo stile sezession, a incorniciare le epigrafi che richiamano la monarchia, i soldati caduti, i comandanti, etc… il tutto con i tipici caratteri usati dai secessionisti viennesi. 

L’interno è un vano unico diviso in tre piccole navate da colonne lignee dipinte. Le tavolette che si trovano sulle pareti sono prese dalle casse usate per le munizioni. L’altare, indicato dalle figure di due angeli dipinti appesi alle pareti, è anch’esso uno splendido esempio di stile secessione viennese.

Javorca
Le iniziali dell’imperatore Franz Joseph

I soldati commemorati all’interno della cappella di Javorca provenivano da ogni angolo dell’impero: austriaci, sloveni, croati, bosniaci, boemi, galiziani, rumeni e tanti ungheresi, tutti ricordati senza distinzione, inclusi anche i bosgnacchi musulmani. L’esterno della cappella è invece caratterizzato dagli stemmi delle contee, città e territori sotto la giurisdizione dell’allora Impero Austro Ungarico, alternati alle ampie vetrate che regalano un’ampia luce all’interno della chiesa.

Javorca
Uno degli angeli vicino all’altare

Essendo costruita in legno, già non molti anni dopo la prima guerra mondiale la chiesa versava in pessime condizioni. Furono gli italiani i primi a restaurarla nel 1934, grazie al lavoro del corpo d’armata di Udine. Successivamente, col passaggio alla Jugoslavia comunista, la chiesa tornò a essere ignorata e solo negli anni ’70 e ’80 fu nuovamente restaurata da volontari di Tolmin e Nova Gorica, grazie anche a fondi austriaci. L’ultimo restauro risale al 2005 e ha riportato la chiesa al suo antico splendore che possiamo ammirare ancora oggi.

Javorca
L’esterno della chiesa con gli stemmi delle città austriache

La chiesa di Javorca è un piccolo gioiello, unico in tutto il panorama delle Alpi Giulie e del fronte isontino. Un piccolo importante capolavoro dello stile secessione sul territorio sloveno. Ma soprattutto oggi resta a ricordarci la drammaticità di quell’immensa, inutile carneficina che fu la prima guerra mondiale. Una meta semplicemente da non perdere.

kurukula
La Tolminka con la kurukula

Scendendo nuovamente dove si lascia l’auto, si può proseguire, rigorosamente a piedi, fino alla malga Polog da dove inizia un percorso ad anello della durata di un paio d’ore che ci porta alla malga Prode fino alla Planina pod Osojnico che si raggiunge salendo sulla kurukula, una particolare funivia “a mano” con la quale si possono attraversare le impetuose e limpidissime acque della Tolminka.

Nei dintorni

Tornando verso Zatolmin, finiti i 12km di strada sterrata, un bivio ci porta alla Tolminska Korita, una vera meraviglia della natura di cui abbiamo già parlato tempo fa. Un’altra meta assolutamente da non perdere in zona. Scendendo poi a Tolmin si raggiunge l’Isonzo/Soča, il fiume di smeraldo, con le sue ampie possibilità di praticare sport, probabilmente la più bella valle slovena, sia salendo verso Kobarid, sia tornando a sud verso Gorizia.

Tolminska korita
Tolminska korita

Orari di apertura

  • 30.3 – 26.4 – sabato, domenica e giorni festivi dalle 10.00 alle 17.00.
  • 6.5 – 17.6 – sabato, domenica e giorni festivi dalle 10.00 alle 17.00.
  • 18.5 – 14.6 – tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00.
  • 15.6 – 31.8 – tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00.
  • 1.9 – 13.10 – tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00.
  • 14.10 – 3.11 – sabato, domenica e giorni festivi dalle 10.00 alle 17.00.
  • 4.11 – 28.3 – chiuso, la visita è possibile previa prenotazione al prezzo per gruppi.

Informazioni utili

La chiesa e chiusa in caso di pioggia.
Informazioni presso l’ufficio informazioni turistiche, LTO Sotočje, Ul. Petra Skalarja 4, tel.: ++386 5 380 04 80
Biglietto d’ingresso: 4,00 euro.
Durante i mesi di luglio e agosto è disponibile un bus navetta (1.00€) con partenza da Tolmin alle 10.40 presso il grande parcheggio di fronte al parco sportivo Brajda e ritorno alle 13.30.

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Come arrivare

Da Trieste: bisogna prima andare a Gorizia; vedi indicazioni da Gorizia. Tempo di percorrenza: 2 ore.

Da Gorizia: si entra in Slovenia dal valico di Salcano/Solkan e si prosegue lungo la valle dell’Isonzo fino a Tolmin. Da lì si entra in paese e si gira a sinistra seguendo le indicazioni per Zatolmin e Tolminska korita. Tempo di percorrenza: 1 ora e 25 minuti.

Da Udine: si va a Cividale, quindi si prosegue lungo la strada per Pulfero fino ad arrivare a Kobarid (Caporetto). Da qui si segue verso Tolmin, si entra in paese e si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Tolminska korita. Tempo di percorrenza: 1 ora e 40 minuti.

Vinjeta

Non è previsto alcun tratto autostradale sloveno per raggiungere i luoghi indicati in questa pagina.

Carlo Ghio

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