C’è una Slovenia che sfugge alle rotte del turismo di massa, un cuore verde fatto di colline ondulate e fiumi pigri che nascondono tesori culturali unici. È la Dolenjska (la Bassa Carniola), una regione che abbiamo avuto il piacere di esplorare di recente con un tour di tre giorni in collaborazione con l’ente locale Visit Dolenjska. Se c’è una cosa che ci ha rubato il cuore in questo viaggio, prima ancora dei paesaggi, è stata l’incredibile ospitalità della sua gente. Qui non si è mai semplici turisti, ma ospiti attesi, accolti con calore e un’autenticità che riempie l’anima.
Ecco l’itinerario completo delle meraviglie da non perdere in Dolenjska, incentrato sulle esperienze e sui luoghi capaci di raccontare la vera essenza di questa terra.
Cosa vedere in Dolenjska: l’abbraccio della natura e delle tradizioni alla Domačija Vesel
Il nostro viaggio alla scoperta della Dolenjska è iniziato a Goljek, nel comune di Trebnje, dove abbiamo vissuto uno dei momenti più intensi e rigeneranti del tour. Alla Domačija Vesel siamo stati accolti dal sorriso radioso di Tanja Vesel, una donna eccezionale che incarna alla perfezione l’ospitalità calorosa e genuina della Dolenjska. Questa struttura non è solo una fattoria, ma un vero e proprio paradiso rurale dove il tempo sembra essersi fermato e dove l’invito a rallentare il ritmo, respirare a fondo e godersi la natura diventa irresistibile.
A dare una mano a Tanja c’è tutta la famiglia, a iniziare dalla mamma Silva con il signor Robi, vero factotum dalle mani d’oro che ha realizzato personalmente, con grande abilità e creatività, molti arredi in legno della fattoria. Matej, il compagno di Tanja, si occupa principalmente di tutto ciò che riguarda la viticoltura, dei lavori manuali e del supporto specialistico, grazie alla sua formazione di storico e politologo. I figli Kristina e Andraž collaborano nella cura degli animali e nella preparazione degli alloggi; inoltre, trascorrono molto tempo a giocare con i bambini mentre i loro genitori partecipano alle degustazioni.

La nostra visita è iniziata immersa nel verde della tenuta, dove abbiamo potuto conoscere da vicino i tanti animali che la popolano: splendidi cavalli, coniglietti, caprette curiose, gatti, un cane affettuoso e persino una maestosa mucca Highlander! Dopo una rigenerante passeggiata dedicata anche al foraging, l’arte di raccogliere erbe spontanee, fino a una sorgente d’acqua all’interno della tenuta, Tanja ci ha fatti accomodare per una degustazione indimenticabile sotto al tipico kozolec (l’essicatoio per il fieno), dove d’estate è possibile anche pernottare. Abbiamo assaggiato i loro straordinari affettati fatti in casa e altre prelibatezze locali, accompagnati dal sapore unico del praznični kruh (il tipico pane delle feste) e dall’eccellente vino Modra Frankinja (Franconia), un grande orgoglio della loro produzione.

Per l’occasione Tanja ha indossato i bellissimi abiti tradizionali delle sue antenate, un gesto simbolico che ci ha fatto sentire parte integrante della storia di questo luogo. Per chi desidera fermarsi e vivere appieno questa atmosfera slow, la struttura offre la possibilità di affittare l’intero appartamento situato nella casa rurale. Si tratta di un alloggio grande, accogliente e arredato in stile tradizionale, ideale per chi cerca una fuga dalla frenesia quotidiana in totale privacy, con il privilegio di svegliarsi circondati dal silenzio e dalla bellezza della campagna. Un inizio che ci ha fatto capire quanto qui, come in tutta la Dolenjska, la condivisione e il contatto con la terra siano sacri.




La creatività e la passione per il proprio lavoro hanno spinto Tanja a offrire ai propri ospiti una vastissima serie di proposte, dalle dimostrazioni pratiche su come si viveva e lavorava un tempo in fattoria, ai laboratori per bambini e adulti, ai teambuilding e alle passeggiate guidate. Insomma, alla Domačija Vesel è impossibile annoiarsi!
Cosa vedere in Dolenjska: la biodiversità del fiume Krka e il passato industriale al Muzej Natura 2000 di Dvor
Lasciata la quiete di Goljek, il nostro itinerario in Dolenjska ci ha portati verso sud, seguendo le anse del fiume Krka fino alla suggestiva località di Dvor. Questo paesino nasconde un legame indissolubile tra la forza dell’acqua e l’ingegno umano, che abbiamo potuto esplorare in totale autonomia visitando due piccole ma interessantissime realtà espositive situate l’una accanto all’altra, all’interno del complesso storico delle antiche fonderie dei principi Auersperg.

Il nostro percorso è iniziato al Muzej Natura 2000, una struttura moderna ospitata nell’antico edificio della Lončarija (ex laboratorio della terracotta e dei materiali refrattari). Girovagando liberamente tra i suoi allestimenti interattivi e multimediali, abbiamo scoperto i segreti del ricchissimo ecosistema della zona e la straordinaria biodiversità del fiume Krka.

La vera meraviglia, tuttavia, si rivela affacciandosi all’esterno: il museo sorge proprio in corrispondenza dei celebri lehnjakovi pragovi. Si tratta di spettacolari barriere e cascate naturali formate dal tufo calcareo, una roccia che si deposita continuamente plasmando il corso del fiume. Il contrasto tra il verde brillante della vegetazione e le sfumature smeraldo dell’acqua, unito al sottofondo rilassante dello scorrere della corrente, rende questo angolo un piccolo capolavoro naturalistico a cielo aperto.

Proprio accanto, abbiamo arricchito la nostra sosta visitando lo Železolivarski muzej in galerija (il Museo e Galleria della Fonderia). Questa piccola gemma espositiva è fondamentale per capire il passato glorioso di Dvor: nell’Ottocento, infatti, questo è stato uno dei centri di produzione di manufatti in ghisa e ferro battuto più importanti di tutto l’Impero Austro-Ungarico.

Passeggiando nella sala principale, abbiamo potuto ammirare una collezione unica di pezzi storici originali – che spaziano da raffinati oggetti per la casa e candelabri fino a maestose croci monumentali – testimonianza di una maestria tecnica e artistica che un tempo riforniva le grandi città europee, inclusa la vicina Lubiana. Una doppia tappa perfetta per chi ama viaggiare con lentezza in Dolenjska, scoprendo come la natura e la storia industriale sappiano fondersi in perfetta armonia.
Cosa vedere in Dolenjska: un salto indietro nel tempo alla Jurjeva domačija
Nel pomeriggio il nostro viaggio nella storia più autentica della Dolenjska è proseguito verso Dobrnič, precisamente nella frazione di Občine. Qui avevamo appuntamento con Uroš Primc, che ci ha aperto le porte della Jurjeva domačija. Questa struttura è un vero e proprio gioiello etnografico a cielo aperto, una delle rarissime testimonianze di architettura rurale originale ancora perfettamente conservate nella regione.


Nonostante la pioggerellina e il cielo tra il grigio e il nero, l’impatto visivo è stato magico: la fattoria si presenta con il suo caratteristico tetto in paglia, specchio fedele di come vivevano i contadini di queste colline nei secoli scorsi. Varcare la soglia della casa, costruita interamente in legno e pietra, significa fare un autentico viaggio nel tempo. Uroš ci ha guidati attraverso le stanze, mostrandoci la črna kuhinja (la cucina nera), dove il fumo del focolare annerisce ancora le travi del soffitto, e una ricca collezione di attrezzi agricoli d’epoca e utensili quotidiani.


La bellezza di questa visita sta tutta nei racconti e nell’accoglienza di Uroš, capace di trasmettere con aneddoti e dettagli storici la fatica, la resilienza ma anche la straordinaria armonia con la natura della vita rurale di un tempo. Camminare tra queste mura sospese nel silenzio della campagna ci ha permesso di connetterci a fondo con le radici più intime e contadine della Dolenjska, un’esperienza che lascia addosso un senso di profonda pace e rispetto per il passato.
Cosa vedere in Dolenjska: il relax rigenerante della Kristalna dolina
Il nostro sabato mattina in Dolenjska è iniziato immerso nel verde più profondo e nella quiete di Šmarješke Toplice, noto centro termale, dove abbiamo visitato la Kristalna dolina (la Valle dei Cristalli). Questo angolo di natura incontaminata è il luogo ideale per chi pratica il turismo slow e cerca un momento di puro distacco dalla frenesia quotidiana.

Passeggiando lungo i suoi sentieri perfettamente curati, tra il mormorio dei ruscelli e piccoli specchi d’acqua limpidissima, si respira un’aria di totale serenità. La valle funziona come una sorta di oasi rigenerante a cielo aperto: qui l’invito a rallentare il passo, ascoltare i suoni del bosco e godersi il paesaggio è spontaneo, ed è stata la carica di energia perfetta prima di dedicarci alle tappe culturali della giornata.

Ciò che rende questo posto un percorso davvero unico e sorprendente è la presenza di grandi cristalli e imponenti pietre minerali posizionati in vari punti lungo tutta la passeggiata. È proprio da questi affascinanti tesori della terra che la valle prende il suo nome evocativo.

Camminare nella vallata e trovarsi davanti a queste grandi rocce minerali, che brillano alla luce del sole che filtra tra i rami, regala un tocco di magia ed energia quasi mistica al paesaggio. È un vero e proprio santuario del benessere rurale a cielo aperto, dove l’armonia della foresta si fonde con la forza primordiale dei minerali, trasformando una semplice passeggiata in un’esperienza rigenerante non solo per gli occhi, ma anche per lo spirito, immersi nel cuore verde della Dolenjska.
Cosa vedere in Dolenjska: i tesori millenari dell’Età del Ferro al Dolenjski muzej
Lasciata la quiete della Valle dei Cristalli, ci siamo diretti nel cuore pulsante del capoluogo, Novo Mesto, per una tappa che consideriamo assolutamente fondamentale per comprendere la ricchezza culturale di questa regione: il Dolenjski muzej (il Museo della Bassa Carniola). Spesso si tende a pensare ai musei regionali come a piccole collezioni locali, ma questa struttura ribalta completamente ogni stereotipo. Si tratta di un polo espositivo d’eccellenza che custodisce una delle collezioni archeologiche più importanti, ricche e strabilianti d’Europa relative all’Età del Ferro.


Girovagando tra le sale, siamo rimasti a bocca aperta davanti alle famose situle in bronzo: vasi cerimoniali finemente decorati a sbalzo con scene di caccia, banchetti, battaglie e rituali risalenti a migliaia di anni fa. Osservare da vicino questi dettagli millenari, conservati in modo eccezionale, fa comprendere l’enorme rilevanza storica e la centralità che Novo Mesto e la Dolenjska hanno sempre avuto nel cuore del continente europeo. Il museo offre un percorso moderno, immersivo e affascinante che consigliamo davvero a chiunque, un viaggio nel tempo che ridefinisce l’identità di questo territorio ben prima dei confini moderni.
Cosa vedere in Dolenjska: Izvir cvička, la fontana del vino
Nel pomeriggio il nostro viaggio è proseguito verso Šmarjeta, a due passi dalle terme di Šmarješke Toplice, per scoprire un luogo che unisce in modo geniale la tradizione vitivinicola locale e l’innovazione: l’Izvir cvička (la Sorgente del Cviček). Non si tratta di una semplice enoteca, ma di una bellissima e avveniristica fontana pubblica situata proprio nel centro del paese, sul rinnovato Karlovškov trg.

Attraverso un moderno sistema di bicchieri dotati di chip, è possibile spillare in autonomia e degustare diverse varietà del vino locale. È stata l’occasione perfetta per assaporare la freschezza del Cviček, il vino rosso-rosato simbolo indiscusso e orgoglio della Dolenjska. Questa fontana non è solo un punto di degustazione, ma un vero e proprio luogo di aggregazione che racconta la gioia di vivere e la cultura dell’ospitalità di questa terra.

Proprio accanto alla fontana del vino, ad arricchire l’atmosfera della piazza, sorge la splendida Moletova hiša. Si tratta di un antico fienile risalente al 1890 che è stato magnificamente ristrutturato per diventare il centro pulsante della comunità e dell’accoglienza turistica. Qui ci ha accolto la simpaticissima e super ospitale Nataša Filip, direttrice dell’Ente per il turismo, la cultura e lo sport di Šmarješke Toplice.

La struttura ospita una graziosa caffetteria-vinoteca e una boutique di souvenir artigianali. È il luogo ideale in cui fermarsi per scambiare due chiacchiere, assaggiare le praline al Cviček prodotte nella zona o acquistare qualche prelibatezza da portare a casa, dai dolci tradizionali delle donne del paese fino ai prodotti a base di miele locale.

Dopo il brindisi alla sorgente, abbiamo fatto una breve passeggiata fino alla maestosa chiesa parrocchiale di Santa Margherita. La vera sorpresa di questo edificio sacro è il suo imponente campanile alto ben 52 metri, che nasconde una rarità assoluta in Slovenia: a circa 24 metri d’altezza è stato infatti ricavato uno spettacolare balcone panoramico.

Salire i 127 scalini di legno che portano in cima, fermandosi a osservare le piccole esposizioni allestite sui vari piani intermedi, è un’esperienza che vale assolutamente la pena. Una volta usciti sul balcone del campanile, la vista spazia a 360 gradi, regalando un panorama mozzafiato sull’intera valle di Šmarjeta, pettinata dai geometrici filari di vigneti e incorniciata in lontananza dai monti Gorjanci.
Cosa vedere in Dolenjska: il sapere antico allo Zeliščarski center jugo-vzhodne Slovenije
La nostra domenica in Dolenjska è iniziata avvolta dalla pace e dal silenzio dello Zeliščarski center JV Slovenije (il Centro Erboristico della Slovenia Sud-Orientale). Più che un classico museo, questa struttura è una grande e suggestiva area verde pensata per il relax e l’apprendimento slow, dove si sviluppano diverse aree didattiche all’aperto.

Passeggiando lungo i sentieri assieme al suo gestore Rok Petančič, si incontrano cartelli informativi che spiegano le peculiarità dei vari alberi presenti, e l’intera area è concepita per valorizzare l’ambiente, nascondendo persino un’area umida con una sorgente naturale nei suoi meandri. Camminando nel bosco ci si imbatte anche in un piccolo e affascinante anfiteatro all’aperto fatto di tronchi e pietra, perfetto per eventi o lezioni nella natura, e nell’immancabile e curatissimo orto delle erbe officinali, dove i profumi delle piante aromatiche e medicinali si fondono nell’aria.

A testimoniare il profondo legame di questo luogo con la storia rurale del territorio, all’interno del centro si trovano un paio di splendide case tradizionali antiche, che sono state restaurate per preservare l’architettura tipica della Dolenjska di un tempo. Una di queste affascinanti strutture in legno e pietra è aperta al pubblico e si può visitare all’interno, permettendo di dare uno sguardo ravvicinato agli spazi e alla semplicità della vita contadina del passato. La visita ci ha permesso di comprendere come la secolare saggezza popolare legata all’uso delle piante e al rispetto per la terra venga qui custodita e tramandata con grandissima dedizione.

La vera sorpresa e l’indiscusso highlight dell’intera visita è stata però la magnifica biblioteca nel bosco. Si tratta di un piccolo spazio in legno chiuso da grandi vetrate, totalmente immerso nel verde e circondato dagli alberi. All’interno si trovano due comodissime sdraio sospese e una selezione di libri che i visitatori possono prendere in prestito liberamente. Sedersi qui, dondolandosi dolcemente mentre lo sguardo spazia sul bosco circostante, permette di leggere in un silenzio assoluto, interrotto solo dai suoni autentici della natura. È un angolo di paradiso dedicato al benessere dello spirito, dove il tempo si ferma e il relax diventa totale.

La visita al Centro Erboristico della Slovenia sud-orientale è completamente libera e gratuita.
Cosa vedere in Dolenjska: Medeno doživetje, un’esperienza unica a 5 stelle!
Ci siamo quindi diretti a Irča vas, nella periferia di Novo mesto, per vivere quella che è stata l’esperienza più strabiliante, dolce ed emozionante dell’intero viaggio: il Medeno doživetje (l’Esperienza al miele). Questa straordinaria attività ha meritatamente ottenuto il prestigioso riconoscimento di Esperienza Unica a 5 stelle dell’STO (l’Ente del Turismo Sloveno), posizionandosi tra le eccellenze assolute del turismo green del Paese.

Ad accoglierci in questo angolo di paradiso abbiamo trovato la titolare Andreja Stankovič insieme a suo marito Dragan, due persone splendide che sin da subito ci hanno fatto sentire come a casa. Quella di Andreja è una realtà che porta avanti da generazioni una rara e affascinante tradizione di apicoltura tramandata per linea femminile, ma anche Dragan rappresenta un pilastro fondamentale sul campo, capace di trasmettere agli ospiti un amore e una dedizione viscerali per il mondo delle api.

Nel loro Medeni vrt (il giardino del miele, dove crescono oltre 100 varietà di piante mellifere), la famiglia Stankovič riesce a farti toccare con mano un rispetto sacrale per la natura. La Slovenia è famosa nel mondo per la sua avanguardia nella cultura apistica, ma qui l’esperienza rompe ogni barriera e tocca corde emotive profonde. La parte più incredibile e ravvicinata? Sotto la guida rassicurante ed estremamente esperta di Andreja e Dragan, siamo entrati nell’alveare che ci hanno aperto senza tute di protezione! Un po’ da panico all’inizio, ma bellissimo!

Con una serenità assoluta indotta dalla fiducia e dal controllo che la coppia sa infondere, abbiamo tenuto in mano un favo brulicante di api, potendo osservare da vicinissimo le api operaie e ascoltare il “battito” ritmico e terapeutico dell’alveare. L’esperienza sensoriale è continuata con l’apiterapia con la quale ci si rilassa respirando l’aerosol benefico direttamente dalle arnie, e quindi con una piccola degustazione guidata di vari mieli.

Ma non è mica finita qui! Dopo aver passeggiato in mezzo al loro fantastico orto mellifero, ci siamo spostati nel vicino bosco dove su un grande tavolo di legno era stato preparato un pranzo luculliano, interamente preparato da Andreja, con prodotti a km zero uno più buono dell’altro. Il tutto servito in piatti e vassoi realizzati a mano da Andreja, che è anche un’abilissima artista nella lavorazione della ceramica. Alla fine eravamo strapieni e ci siamo addormentati su un comodissimo e rinfrescante materasso sotto gli alberi del bosco – un piccolo grande lusso.

L’incredibile calore umano, la dolcezza e la sintonia di Andreja e Dragan stampano un ricordo indelebile nel cuore, rendendo questa tappa un viaggio dell’anima prima ancora che una visita turistica. Un’esperienza straconsigliatissima!
Cosa vedere in Dolenjska: i misteri di Soteska con l’Hudičev turn, le auto d’epoca e la magia della festa rinascimentale
Nel primo pomeriggio di una domenica caldissima, il nostro viaggio ci ha fatto risalire la valle del fiume Krka fino a Soteska. Questo sito storico emana un fascino magnetico e nostalgico, ma quel giorno abbiamo avuto la fortuna unica di vederlo sotto una luce completamente diversa. Siamo infatti capitati nel bel mezzo della Renesančna Soteska (Soteska Rinascimentale), una spettacolare rievocazione storica che ogni anno fa letteralmente viaggiare nel tempo l’intero borgo.

Le rovine del monumentale castello dei principi Auersperg erano animate da accampamenti medievali, mercati di antichi mestieri, tornei di tiro con l’arco, sfilate in costume e duelli tra spadaccini di svariate compagnie d’armi giunte da tutta la Slovenia e dalla Croazia. Un’atmosfera vibrante, allegra e colorata, capace di far dimenticare la temperatura rovente della giornata.

Il cuore pulsante del complesso è l’Hudičev turn (la Torre del Diavolo), un padiglione barocco del XVII secolo a pianta quadrilobata (a forma di quadrifoglio) che fungeva da padiglione da giardino per i balli e gli svaghi della nobiltà. Il nome sinistro è legato alle leggende locali sui festeggiamenti lussuriosi dei vecchi proprietari, ma l’interno è pura arte: salendo la scala a chiocciola in pietra si viene avvolti da splendidi e rari affreschi barocchi illusionistici attribuiti al pittore olandese Almanach. La torre vanta anche un’acustica davvero notevole.

Subito accanto, all’interno del grande ex granaio del castello, abbiamo visitato il deposito espositivo del Museo Tecnico della Slovenia. Questo spazio è un vero paradiso per gli amanti della storia dei trasporti su ruote: accanto alle storiche carrozze padronali e alle slitte invernali dell’Ottocento, il museo espone un’interessante collezione di auto d’epoca.
Cosa vedere in Dolenjska: il gran finale aromatico da Berryshka
Il perfetto coronamento di questo intenso viaggio di tre giorni alla scoperta della Dolenjska ci ha portati a Obrh, nei pressi di Dolenjske Toplice. Alle 18:00 in punto siamo arrivati da Berryshka, una splendida azienda a conduzione familiare che è una vera e propria istituzione in Slovenia, rinomata per la produzione artigianale di liquori, gin e distillati premiati a livello internazionale, oltre che per il cioccolato d’autore.

La nostra esperienza è iniziata con un’interessante visita guidata all’interno della distilleria. Abbiamo potuto scoprire da vicino i segreti dei processi di distillazione, l’estrazione degli oli essenziali naturali e la meticolosa lavorazione delle materie prime (il ginepro, soprattutto), che includono le migliori bacche selvatiche e la frutta locale. La passione dei proprietari si percepisce in ogni dettaglio, dalla scelta dell’acqua di sorgente purissima che scorre proprio accanto alla struttura fino alla cura maniacale per il design delle bottiglie.

Il momento clou è stato senza dubbio la degustazione guidata finale. Accomodati nella loro fresca e accogliente sala, abbiamo assaggiato i loro liquori in abbinamento a praline artigianali create su misura ed è stato il modo perfetto per brindare ai tesori, alla natura incontaminata e all’indimenticabile ospitalità della Dolenjska, lasciandoci in bocca il sapore dolce di una terra che sa come farsi amare.

Cosa vedere in Dolenjska: il nostro VIDEO
Poteva mancare un nostro nuovo video di questa bellissima regione slovena? Certo che no! Qui sotto (e sul nostro canale Youtube) trovate il video in 4K “Discovering Dolenjska – Il fascino verde della Dolenjska”.
Ringraziamo di cuore tutte le persone che ci hanno accolto e guidato attraverso le bellezze della Dolenjska, e in particolare Mojca Badovinac che ha magistralmente organizzato per noi un itinerario che si è trasformato in un’esperienza indimenticabile.




Sembra di sentire il suono di quelle fresche cascate naturali!! Che posti strepitosi che ho trovato oggi sul tuo blog. Mi piacerebbe molto vivere l’esperienza nella fattoria tipica, per poter testare con mano l’accoglienza, la gastronomia locale e la vita bucolica di un tempo. Un territorio dalle mille sfaccettature che vale la pena visitare a passo elnto e consapevole
Già il Museo Natura 2000 sarebbe entrato all’interno di un mio itinerario, quando poi avete parlato della Valle dei Cristalli mi avete totalmente conquistata. Ammoniti, minerali, rocce… Questo è il mio EDEN!
Già con il Museo Natura 2000 avete solleticato il mio interesse, trattandosi di biodiversità (Natura 2000 è anche la rete di aree protette presente in Italia e non solo).
Quando poi avete parlato della valle dei cristalli mi avete conquistata: ammoniti, rocce, minerali… Insomma il mio EDEN!
Che territorio magnifico! Di tutto ciò che racconti ho visitato solo Novo Mesto e il museo delle situle, ma scopro grazie a questo articolo che c’è tantissimo da scoprire e da vedere. In particolare mi ispira il Museo natura 2000 con tutta la biodiversita del fiume Krka e anche la Jurjeva domačija.
Ogni volta che leggo i tuoi articoli rimango colpita dalla tua capacità di scovare itinerari autentici come la Dolenjska di cui non conosco nulla. Mi piace il modo in cui racconti luoghi dove le tradizioni sono ancora vive e valorizzate, come quelle splendide fattorie con il tetto di paglia. E ritrovo sempre un elemento che, secondo me, è uno dei tratti più belli della Slovenia: la gentilezza delle persone. È una qualità che emerge in ogni tuo viaggio e che rende questi luoghi ancora più invitanti.
La biblioteca nel bosco è un sogno! E vogliamo parlare di quei campi di elicriso? Credo che mi ci troverei benissimo. Altro che tappa di qualche giorno: in un posto così passerei tranquillamente tutte le vacanze. Del resto, della Slovenia ho sempre amato proprio questa dimensione così verde e rurale.
Stavo giusto cercando idee per una piccola vacanza in Slovenia fuori dai soliti circuiti turistici. Sì ok Lubiana, Pirano, le grotte di Postumia… Ma io cerco proprio le cose di cui avete parlato in questo articolo! Grazie per le dritte, cercherò di organizzarmi per l’inizio dell’autunno e visitare i luoghi da voi descritti (incluso il pernottamento nella cantina tradizionale, davvero splendido!).