Celje è la quarta città in Slovenia per numero di abitanti, dopo essere stata a lungo al terzo posto, sorpassata di poco da Kranj. È il principale centro della Savinjska dolina, con importanti industrie e un passato davvero ricchissimo. Di fondazione romana, l’antica Celeia era una delle città più importanti dell’odierna Slovenia. Con la caduta dell’impero romano, proprio a Celje si è formata l’unica famiglia nobiliare slovena, quella dei conti di Celje, il cui stemma a tre stelle campeggia ancora oggi sulla bandiera della Slovenia.
Celje: la Celeia dei romani
La piana di Celje fu abitata da tempi antichissimi e pare che un primo insediamento celtico col nome di Kelea possa aver dato i natali all’odierna Celje. Nel 15 avanti Cristo arrivano i romani che annettono la Civitas Celeia all’interno dell’Impero, per poi concedere i diritti di città nel 45 d.C., sotto l’imperatore Claudio, col nome di Claudia Celeia. Celeia crebbe di importanza e dimensioni, trovandosi lungo la strada che da Aquileia andava verso la Pannonia.

Del periodo romano a Celje non sembrava essere rimasto molto, almeno finché non ci si è messi a scavare. All’interno di quello che oggi è l’ufficio turistico (TIC) si possono ad esempio ammirare antichi pavimenti con mosaici di epoca romana, appartenenti a una villa, così come resti di mura medievali costruite in seguito nella stessa zona. Un antipasto per chi arriva a Celje per chiedere informazioni turistiche e si trova improvvisamente catapultato ai tempi dell’Impero Romano.

Altri importanti resti del periodo romano si trovano invece al Museo Regionale di Celje (Pokrajinski Muzej Celje), in particolare nel Knežji dvorec, il palazzo del principe, restaurato negli ultimi anni. Qui, al piano seminterrato, si trova la mostra permanente chiamata “Celeia – la città sotto la città odierna” (Celeia – mesto pod mestom), che con un po’ di enfasi è stata chiamata “la Pompei slovena”. Non ce ne vogliano gli amici campani, non c’è alcun confronto con la Pompei vera, ma di certo è una mostra davvero interessante e unica in Slovenia.

Il sito espositivo archeologico situato in quelle che furono le cantine del Palazzo del Principe è la più grande presentazione in situ dei resti della Celeia romana. La cosa più bella è la possibilità di camminare più o meno liberamente tra le sue antiche mura, le fondazioni delle case, testimonianza silenziosa della ricchissima e lunghissima storia della città di Celje. Assolutamente un sito da non perdere.
Celje: la città dei conti e dei cavalieri
Al di là delle sue importantissime radici romane, Celje è conosciuta in tutta la Slovenia come “la città dei Conti“. I Conti di Celje sono stati l’unica casata nobiliare slovena e pertanto la città di Celje può essere senza dubbio considerata la culla della nobilà slovena.

La città fu sede dei Conti di Celje dal 1341 al 1456, ottenendo lo status principesco dal 1436. Nella prima metà del XIV secolo Celje acquisì lo status di città-mercato mentre l’11 aprile del 1451 le furono concessi i privilegi di città dal conte Frederik II. Le vicende del conte Frederik II di Celje sono molto note in Slovenia, in particolare per la sua tragica storia d’amore con Veronika Deseniška alla quale sono state dedicate numerose opere letterarie.

Con la fine della casata dei Conti di Celje nel 1456, la città passò sotto gli Asburgo, sotto il potere del Duca di Stiria. Oggi restano i palazzi e castelli dell’epoca a ricordaci i fasti di questa gloriosa casata: il castello vecchio (Stari Grad, ne abbiamo parlato QUI, sicuramente l’attrazione più nota di Celje), il Palazzo del Principe e l’antico Palazzo dei Conti, questi due in pieno centro e oggi sedi del Museo Regionale di Celje.

Se la Celje romana si può ammirare nelle cantine, la storia dei Conti di Celje viene raccontata ai piani superiori del Palazzo del Principe (lo trovate QUI). Il Palazzo dei Conti (Stara Grofija, lo trovate QUI), con le sue splendide arcate, è oggi la sede principale del Museo Regionale di Celje ed è noto per il Celjski strop, il soffitto di Celje: l’unico esempio in Slovenia di pittura profana del periodo di transizione tra il tardo Rinascimento e il primo Barocco. Da rimanere a testa in su con la bocca aperta.
Celje: la Cilli asburgica
Dal XV secolo fino alla fine della prima guerra mondiale Celje fa parte dei possedimenti asburgici, come del resto tutta la Slovenia. In questo lungo periodo la città è nota col nome di Cilli e il tedesco è la lingua ufficiale della nobiltà e della ricca borghesia cittadina. La città nel tardo medioevo era circondata da mura che la proteggevano dalle invasioni turche. Ancora oggi sono visibili resti delle mura (oggi in parte sovrastate dalle case) e due torri.

Nel XIX secolo Celje comincia a rifiorire in particolare grazie all’arrivo della ferrovia nel 1846 (ne abbiamo parlato nel nostro articolo sulla vicina Šentjur) e nel 1895 anche la sua componente slovena ottiene l’insegnamento della propria lingua al ginnasio. Nonostante ciò Celje, o meglio Cilli, restava una roccaforte del nazionalismo germanico e la vita per gli sloveni non era affatto facile.

Simbolo del potere germanico era la Deutsches Haus, oggi chiamato Celjski Dom, uno degli edifici più belli e inconfondibili di Celje, affacciato su un’ampia piazza pedonale a due passi dalla stazione ferroviaria, costruito nel 1907 nel tipico stile Secession in voga all’epoca nell’Impero Austriaco. Altro edificio notevole è il Narodni Dom, vicino al Palazzo del Principe, oggi sede del municipio di Celje.

Il centro storico di Celje è molto carino, compatto e largamente pedonalizzato. È estremamente gradevole passeggiare lungo le sue vie perpendicolari (che ricalcano le antiche strade romane) circondate da belle case, in parte restaurate, dallo stile tipicamente austriaco coi loro colori pastello. Una delle zone più interessanti è quella accanto al duomo. Qui si trovano resti delle mura medievali, il Vodni Stolp (la torre dell’acqua) e lo Špital, antico ostello poi adibito a ospedale, oggi abitazione privata, con la sua piccola cappella (purtroppo chiusa e bisognosa di restauri).

Il Duomo di Celje (Stolnica Sv. Danijela) dedicato a San Daniele, è assolutamente da non perdere. Risalente al XIV secolo, è uno splendido esempio di architettura gotica, costruito sui resti di una precedente chiesa romanica. Nel presbiterio, ai lati dell’altare, si possono ammirare resti di affreschi del XIV e XV secolo. La parte più interessante del Duomo è senza dubbio la cappella nord dedicata all’Addolorata Madre di Dio.

L’ambiente è costituito da un’unica navata con bifora tripartita, a pianta longitudinale, con quattro campate di arco trasversale e una ricca decorazione lapidea lungo le pareti dove sono presenti quattro nicchie affiancate da decorazioni in muratura. La cappella, originariamente dedicata ai Re Magi, era interamente affrescata; ora restano gli affreschi sul soffitto. Sull’altare si trova una splendida Pietà gotica dell’inizio del Quattrocento.
Celje: la città di Alma Karlin
Se i Conti di Celje sono sicuramente i più famosi aristocratici abitanti di questa città, c’è una donna, nata proprio qui, che non è decisamente da meno: Alma Karlin. Viaggiatrice, scrittrice, poetessa, collezionista, poliglotta, teosofa… Alma Karlin era innanzi tutto una donna libera, indipendente che, tra le prime al mondo, viaggiò per tutto il globo rigorosamente da sola con la sua macchina da scrivere chiamata Erika, scrivendo e raccogliendo testimonianze di ciò che incontrava lungo il suo cammino.

Figlia di un militare austriaco e di un’insegnante, Alma, di madrelingua tedesca, fu una vera poliglotta. Oltre a parlare lo sloveno, imparò numerosissime altre lingue: inglese, francese, latino, italiano, norvegese, danese, finlandese, russo e spagnolo. Negli ultimi anni della sua vita imparò anche il persiano, il cinese, il giapponese, nonché l’esperanto.

Alma studiò prima a Graz, quindi a Londra da dove fu cacciata durante la prima guerra mondiale in quanto cittadina austriaca, trovando rifugio in Scandinavia, per poi tornare nella sua Celje nel 1919, sotto il Regno di Jugoslavia. Qui insegnò lingue guadagnandosi denaro sufficiente prima di intraprendere uno straordinario viaggio di 9 anni attorno al mondo in solitaria.

Visitò il Sud e il Nord America, le isole del Pacifico, l’Australia, la Nuova Zelanda, il Giappone, la Cina, la Malesia, le Filippone e l’Indonesia. L’ultima tappa del suo viaggio intorno al mondo fu l’India. Sebbene sia spesso considerata la prima donna europea ad aver compiuto il giro del mondo in solitaria, fu in realtà la seconda, preceduta da Ida Pfeiffer.

Tornò quindi ancora una volta a casa, a Celje, al capezzale della madre malata, dove si dedicò alla scrittura e all’insegnamento delle lingue. Con l’avvento del nazismo smise di scrivere in tedesco in segno di protesta. Fu arrestata dai nazisti, salvata grazie all’intervento dell’amica Thea Schreiber Gamelin, tornò a Celje agli arresti domiciliari prima di scappare nella Bela Krajina liberata dai partigiani.

Alma Karlin morì nel 1950, a Pečovnik, vicino a Celje, di tumore ai polmoni e tubercolosi. È sepolta nel piccolo cimitero parrocchiale di Svetina assieme alla compagna Thea Schreiber Gamelin. Al Museo Regionale di Celje, nel palazzo dei conti, è allestita una mostra permanente su Alma Karlin con la sua storia e alcuni degli oggetti da lei raccolti in giro per il mondo. Assolutamente da non perdere.

Una statua di Alma Karlin a grandezza naturale si trova di fronte al Celjski Dom nel cuore di Celje. La casa dove visse e morì Alma Karlin si trova invece a Pečovnik, in mezzo al bosco nei dintorni della città. È visitabile da maggio a settembre il sabato dalle 10 alle 17 o previo appuntamento.
Celjski vsi: teatro immersivo al castello di Celje
Durante il nostro soggiorno nella zona di Celje abbiamo avuto il piacere di assistere al nuovo spettacolo di teatro immersivo “Celjski vsi” (traducibile con “Tutti di Celje”), che si è tenuto nella suggestiva cornice del castello di Celje.

Ma che cos’è il teatro immersivo? Si tratta di un modo nuovo di concepire lo spettacolo teatrale, dove la separazione tra attori e pubblico viene a cadere e il pubblico stesso è invitato a diventare parte attiva nella rappresentazione. L’azione non si svolge più (solo) sul palcoscenico, ma si sposta in vari spazi. Nel nostro caso, lo spettacolo si è svolto in tutto il complesso del castello, dal tramonto fino alle suggestive luci della notte.

All’ingresso al castello ci è stato offerto un drink di benvenuto e ci sono stati dati una maschera da indossare a mo’ di travestimento scenico e una mappa. Oltre alle scene principali, infatti, lo spettacolo è composto da tante scene secondarie con protagonisti i diversi personaggi. Ogni spettatore può scegliere quale personaggio seguire, orientandosi con la mappa. Davvero un modo originale di vivere il teatro!

Al di là dell’originalità, lo spettacolo è notevole per il livello di bravura degli attori, che sono contemporaneamente anche ballerini, per le musiche originali e per la spettacolare messa in scena con giochi di luce che valorizzano lo scenario del castello.

Ma di cosa parla “Celjski vsi”? Lo spettacolo inizia come una festa dei conti di Celje per celebrare l’ottenimento dei diritti cittadini, ma poi l’attenzione si sposta tutta sulla parte più famosa della storia di questi importanti conti: la tragica storia d’amore del conte Friderik II e di Veronika Deseniška.

Per le mire espansionistiche del padre, Friderik fu obbligato a sposare una ricca nobile croata. Alla morte della moglie (in circostanze sospette), Friderik si unì al suo vero amore, Veronika. Il padre di Friderik, Herman, che non approvò mai quest’unione, fece assassinare Veronika e rinchiudere Friderik in una torre del castello. Questa tragica storia è stata resa magistralmente dall’attore Luka Bokšan, originario di Celje, che ha interpretato Friderik, e dalla ballerina Urša Rupnik nel ruolo di Veronika.

Partecipare a “Celjski vsi” è stata per noi un’esperienza ricca di emozioni e sorprese (a un certo punto mi sono ritrovata sul palco a ballare con i figuranti in costume d’epoca!) che ripeteremmo molto volentieri, anche perché con questo tipo di spettacolo ogni volta è un’esperienza diversa. Dato il successo di pubblico (nonostante la limitazione a massimo 150 spettatori) speriamo che lo spettacolo venga riproposto in futuro, perché rappresenta un bellissimo arricchimento per il già spettacolare castello di Celje.




Non avevo mai sentito parlare dei dei Conti di Celje, e non sapevo quindi che appartenessero a una delle famiglie nobiliari più potenti dell’Europa centrale. Sarei curiosa di visitare il loro castello, per vivere di persona la storia della dinastia.
Che passato davvero ricco! Si può dire che da Celje sia passata veramente tutta la storia europea!
Molto interessante questo paesino! Ci sono tantissime storie che lo caratterizzano e sicuramente vale la pena farci un salto.. chi lo sa.. prima o poi..
La parte che più mi ha affascinata è stata la scoperta della “Celeia – la città sotto la città odierna”, un’immersione unica nel passato romano. Anche il racconto della vita di Alma Karlin, una donna così intraprendente e cosmopolita, mi ha emozionata, soprattutto il dettaglio della sua macchina da scrivere Erika, compagna di viaggio e simbolo della sua indipendenza. Un articolo davvero ispirante!
Molto bella la stratificazione della storia narrata da Celje. Adoro i resti di epoca romana, le pietre che delimitavano le case raccontano quella che era la vita quotidiana e trovo molto belle anche le reminiscenze asburgiche, decisamente eleganti. Non sapevo dell’esistenza della coraggiosa e anticonformista Alma Karlin: una grande donna!
Non conoscevo questa città dalla storia così antica e affascinante. La cosa che mi ha colpito di più è la storia di Alma, che ha vissuto una vita davvero intensa, soprattutto considerando il tempo in cui visse. Il giro del mondo: che esperienza!
C’è poco da dire, dobbiamo trovare il tempo e organizzare un itinerario di almeno una settimana o sarebbe meglio 2 per visitare la Slovenia. A causa tua la mia mappa delle cose da vedere è diventata un dalmata, per colpa di tutti i punti d’interesse che ho inserito, e ovviamente ho aggiunto anche Celje.
Sono appassionata di storia, musei e siti archeologici, un luogo così ricco di luoghi di interesse (compresi i resti romani) non me lo posso proprio perdere. Spunti davvero interessanti.
La torre dell’acqua mi ricorda il Barbacane di Varsavia! Ma che carina Celje, molto romantica e con un centro storico tutto colorato, pittoresco! Non la conoscevo affatto e mi farebbe piacere scoprirla in una delle mie prossime capatine in Slovenia!
Celje è un’altra bella cittadina della Slovenia, i palazzi che animano le strade sono veramenti deliziosi. E’ meravigliosa la macchina da scrivere !!
La storia della Slovenia Si misura pari passo a quella italiana. Un concentrato di cultura, arte e architettura che per millenni ha permesso al continente di diventare, oggigiorno, una delle mete turistiche più gettonate. Mi ha fatto poacere scoprire anche i tesori di Celje, una cittadina davvero eclettica.
Io non so come è possibile che io non abbia ancora visitato Celje. Leggendo il vostro articolo mi sembra una meta fantastica, piena di cose da vedere. Come mai se ne parla così poco? Grazie per tutte le informazioni, credo che ci andrò in occasione delle vacanze di Natale.
Fantastico lo spettacolo all’interno del castello! Sapete se verrà riproposto?