Kal nad Kanalom è un paesino, o meglio un insieme di piccoli villaggi, a 700 e più metri sopra la valle dell’Isonzo-Soča. In linea d’aria siamo a due passi da Gorizia e Nova Gorica, ma le strade per arrivare fin quassù sono impervie, piene di curve, ci vuole un po’ di pazienza. Ma una volta arrivati si può godere di uno dei panorami più belli della zona e, nel periodo giusto, si possono riscoprire i riti di un carnevale antichissimo a lungo dimenticato.
Kal nad Kanalom: un carnevale antico
Nei paesi isolati abbarbicati sulle montagne che circondano la valle dell’Isonzo-Soča si sono mantenute molte tradizioni antiche. Tra esse sicuramente il carnevale, con alcuni tra i riti più particolari e unici come il carnevale di Drežnica vicino a Kobarid o i carnevali delle Valli del Natisone, sul versante italiano. La zona tra l’altopiano di Banjšice (Bainsizza), Kanal e Lig è una zona particolarmente ricca in questo proposito.

Anni fa siamo stati al coinvolgente carnevale di Grgarske Ravne e Bate, quest’anno abbiamo proseguito lungo la stessa strada fino a Kal nad Kanalom. Lì ad attenderci c’era Darja Rijavec in rappresentanza del Gruppo Folkloristico del paese (Folklorna Skupina Kal nad Kanalom) che negli ultimi anni è riuscito in una grande impresa: quella di far rivivere le antichissime tradizioni del carnevale che in qualche modo si erano perdute negli anni.
Il carnevale a Kal nad Kanalom in realtà non è mai scomparso del tutto, la tradizione è sempre rimasta viva negli anni, quel che era andato perso, ed è stato ritrovato, sono gli antichi riti e, soprattutto, le maschere tradizionali. Negli anni dopo la prima guerra mondiale l’occupazione italiana non vedeva di buon occhio queste tradizioni e dopo la seconda guerra le maschere tradizionali furono pian piano soppiantate da maschere moderne (ma senz’anima) in plastica comprate in Italia.

Per riscoprire l’antica tradizione si è dovuti tornare al periodo antecedente la grande guerra. Secondo la tradizione ancestrale le maschere primitive, cosiddette “tauriščne“, erano il “makinc” e il “mahošar“, il “cundrin” e il “pu ‘n pu”, che rappresentavano gli spiriti della foresta che scacciano l’inverno affinché il sole potesse riprendere il suo potere e riportare il verde e un buon raccolto.
Kal nad Kanalom: un carnevale ritrovato
I membri del Gruppo Folkloristico di Kal nad Kanalom hanno intrapreso con grande impegno un lavoro di ricerca per riuscire a ricreare l’antico patrimonio carnevalesco che era andato perso, sopravvissuto solo nei ricordi degli anziani del paese e nei documenti etnologici.

Di fondamentale importanza per la ricostruzione delle maschere sono state le ricerche dell’etnologo Pavel Medvešček e i consigli degli artigiani Branko Žnidaršič (autore delle maschere dei Liški pustje) e Franc Jerončič. A preparare gli schizzi per i costumi in base a questi studi è stata la designer Elza Pavšič, che ha anche realizzato a mano le maschere in cartapesta secondo un metodo tradizionale.
A questo punto il compito è passato alle donne del paese abili a cucire, come Janja Zupančič, che è stata subito ingaggiata da Darja in quanto ottima sarta. A loro dobbiamo la realizzazione degli splendidi costumi che oggi indossano le maschere del carnevale tradizionale di Kal nad Kanalom.

Durante la settimana del carnevale, il gruppo folkloristico debitamente mascherato ripercorre il giro che si faceva un tempo: una sfilata di maschere che passa di casa in casa a chiedere un’offerta (uova, salame, salsicce e magari anche qualche euro per contribuire alle spese) e, soprattutto, a portare l’allegria, il ballo, la primavera e anche un po’ di “emozioni forti” ai bambini del paese, spaventati dalle maschere più ancestrali!
Kal nad Kanalom: le maschere tradizionali
Ma andiamo a conoscere le maschere tradizionali, ben 19, di questo carnevale davvero molto antico e particolare.
Ad aprire il corteo sono due maschere, le più temute dai bambini: il Pust e la Pustovka. Il Pust, vestito di pelli di pecora, indossa una maschera spaventosa con le corna e grandi campanacci in vita. Ha un lungo bastone con in cima una “kalceta” (calzetta) piena di cenere che usa per spaventare i bambini. La Pustovka è una vecchia signora con una grande gobba (può ricordare la nostra befana), vestita di nero, che gira con una scopa di betulla a far danni e spaventare i bambini.

Dietro di loro arriva il Klabason che raccoglie i doni, li mette in una grande gerla che porta sulle spalle e annuncia la primavera, accompagnato da una piccola banda di musicanti, in questo caso due persone che suonano la fisarmonica e il contrabbasso ininterrottamente per tutta la giornata (un ruolo davvero faticosissimo!). Questi 3 personaggi sono gli unici del gruppo a non indossare una maschera sul volto.
Dietro di loro inizia il corteo vero e proprio che sta a rappresentare alcuni dei mestieri e ruoli principali della gente del paese di un tempo. Lo sposo e la sposa, vestiti eleganti, che rappresentano la fertilità, il contadino e la contadina, che rappresentano l’operosità, la guardia con la moglie, che rappresentano l’ordine e l’autorità, il medico e l’infermiera, che rappresentano la salute e la scienza, il signore e la signora di città, che rappresentano la ricchezza, seguiti dal mendicante e dalla mendicante, che rappresentano la povertà.
Ci sono poi le due maschere più antiche. Il “pu ‘n pu“, detto anche “ne teč ne meš“, è una maschera molto particolare, con due teste, per metà uomo (a destra) e per metà donna (a sinistra), con il vestito rigorosamente diviso a metà, da un lato maschile e dall’altro femminile. E il “cundrin“, una specie di fantasma avvolto in un lenzuolo bianco su cui sono cuciti vari pezzi di stoffa svolazzanti, che suona una grande campana e si muove in mezzo al corteo.
Kal nad Kanalom: il nostro video di carnevale
Il primo marzo 2025 abbiamo passato l’intera giornata assieme al gruppo folkloristico di Kal nad Kanalom dal mattino fino alla sera, facendo foto, video, mangiando, bevendo e scherzando assieme a queste splendide persone che ci hanno accolto fin dall’inizio come se fossimo vecchi amici. Sono orgogliosissimi del proprio splendido lavoro e delle proprie tradizioni e per noi è stato davvero un piacere e un onore stare con loro.
Kal nad Kanalom: il carnevale oggi
Grazie al fantastico lavoro della Folklorna Skupina Kal nad Kanalom, il carnevale tradizionale di questi piccoli villaggi abbarbicati sulle montagne è oggi più vivo che mai. Il gruppo si riunisce presso la chiesa del paese il sabato prima del martedì grasso e inizia la mattina presto il giro tra le numerose frazioni del paese, dall’alto verso il basso. La strada da percorrere è tanta ed estremamente scoscesa. Un tempo si faceva tutto a piedi, oggi, vista anche l’età media dei partecipanti, si va un po’ a piedi un po’ con un furgone.

Non è una sfilata “turistica”, è un rito ancestrale che gli abitanti dei villaggi amano e attendono tutto l’anno. In particolare i più anziani, spesso soli, che ancora si ricordano delle antiche tradizioni e che in quel giorno possono rivivere momenti della propria giovinezza e avere un po’ di allegra e chiassosa compagnia.
È bellissimo vedere i sorrisi e l’entusiasmo di queste persone con tanti anni sulle spalle quando arriva il Pust con tutto il gruppo.

Il martedì grasso il gruppo si ritrova invece a Kanal ob Soči, a fondovalle, nella Kontrada, la deliziosa vecchia piazza di Kanal, da dove inizia una sfilata assieme alle altre splendide maschere di Lig, i Liški pustjé, attraversando le strade del comune fino alle scuole dove si balla e si mangia tutti assieme. È una festa che coinvolge soprattutto i bambini e gli abitanti del capoluogo.

Il mercoledì delle ceneri, in paese (presso l’ex negozio), viene invece celebrato il funerale del Pust. Tradizione vuole che, alla fine del periodo di carnevale, il personaggio del Pust venga simbolicamente ucciso e quindi bruciato. Ovviamente non viene bruciata la preziosa maschera del Pust, bensì un fantoccio che rappresenta l’inverno che viene definitivametne scacciato dal fuoco.
Purtroppo, come in tanti paesi piccoli e sulle montagne, c’è una certa carenza di giovani. Il gruppo folkloristico ha fatto e sta facendo un lavoro encomiabile, ma sarà fondamentale un ricambio generazionale nei prossimi anni per poter mantenere viva questa bellissima e antichissima tradizione.




Mi ha colpito profondamente la passione con cui gli abitanti di Kal nad Kanalom hanno riportato in vita il loro carnevale. È bello vedere come una comunità, anche piccola e isolata, riesca a riscoprire le proprie radici e a trasformarle in un momento di festa autentica. Mi ha fatto riflettere su quanto sia preziosa la memoria condivisa.
Ammetto che queste maschere mi inquietano molto ma tutto fa parte di questa sorta di rituale: non è solo una festa ma qualcosa che incarna lo spirito della popolazione di Kal nad Kanalom. Complimenti al Gruppo Folkloristico che permette la realizzazione di un evento così peculiare!