Kranj: cosa vedere tra campanili panoramici, città sotterranea e musei “insoliti”

Kranj: cosa vedere tra campanili panoramici, città sotterranea e musei “insoliti”

Affacciata su uno sperone roccioso tra i fiumi Sava e Kokra, Kranj , terza città della Slovenia e capoluogo della Gorenjska, è una delle città storiche più affascinanti della Slovenia. Non è solo una “porta” alle montagne e alle mete turistiche della Gorenjska come Bled e Bohinj: Kranj ha una personalità forte, legata alla poesia di France Prešeren, alla fotografia d’avanguardia di Janez Puhar e a una rete di tunnel che custodisce perfino un centro per la protezione del proteo, l’animale simbolo delle grotte slovene.

Kranj: città tra due fiumi

Il centro storico di Kranj sorge su una rupe di conglomerato alla confluenza dei fiumi Sava e Kokra: una posizione difensiva che ne ha orientato lo sviluppo fin dall’antichità (i Romani chiamavano il luogo Carnium, da cui il nome Carniola). Resti e reperti attestano insediamenti già dalla preistoria; nel Medioevo Kranj era un nodo importante della Carniola e divenne città nel XIII secolo.

Oggi il nucleo storico conserva torri, mura, chiese e palazzi mercantili, ma anche scorci inattesi sul canyon del fiume Kokra, profondo una trentina di metri sotto i bastioni. Per gli amanti della letteratura, qui si trova anche il Prešernov gaj, il parco/memoriale dove è sepolto il sommo poeta France Prešeren insieme ad altre figure della cultura slovena.

Il centro storico di Kranj è compatto e formato praticamnete da tre strade parallele. Quella centrale, chiamata Glavni trg, piazza principale, è la classica piazza allungata di stile austriaco, contornata da begli edifici borghesi, alcuni restaurati, altri purtroppo ancora bisognosi di cure. Il centro è completamente pedonalizzato. Accanto alla chiesa parrocchiale di San Canziano si trova il Prešernovo Gledališče, il teatro dedicato a Prešeren, progettato dall’architetto Jože Plečnik.

Superata la chiesa parrocchiale, Glavni trg si restringe e diventa Cankarjeva ulica. Qui si trova la chiesa di Santa Maria del Rosario (Cerkev Rožnovenske Matere Božje), oggi sede della chiesa ortodossa macedone, con la scalinata monumentale costruita anch’essa da Jože Plečnik. Proseguendo fino alla punta dello sperone su cui sorge Kranj si arriva alla piccola Chiesa dei Santi Fabiano, Sebastiano e Rocco (oggi ospita la chiesa ortodossa serba) e al Pungert, antica torre di guardia, un tempo parte delle mura della città.

Le due viuzze parallele, Tavčarjeva e Tomašičeva, sono più piccole e meno maestose della via/piazza principale, sormontate da palazzi più piccoli, con l’eccesione del castello Khiselstein, oggi sede del Gorenjski Muzej.

Cosa vedere a Kranj: 6 tappe imperdibili

1) Il campanile della chiesa di San Canziano: Kranj dall’alto

La chiesa di San Canziano (Župnijska cerkev sv. Kancijana) domina il profilo della città con il suo campanile di circa 60 metri. Una serie di scalinate porta alla piattaforma panoramica: lo sforzo è ricompensato da una spettacolare vista a 360° che abbraccia i tetti del centro, il solco del fiume Kokra e, nelle giornate limpide, le alte cime delle Alpi Giulie (incluso il Triglav), delle Caravanche e delle Alpi di Kamnik. Noi purtroppo abbiamo trovato un po’ nuvoloso, ma era bello lo stesso!

Consigli pratici: la scalinata è ripida e lunga 163 gradini, una parte in pietra e una in legno; servono scarpe con buon grip.

Attenzione: ogni 15 minuti le enormi campane della chiesa suonano e per arrivare alla terrazza panoramica ci si passa proprio accanto. Meglio evitare le ore piene e 15 minuti prima della messa quando si mette a scampanare all’impazzata! Il biglietto si compra al TIC e si entra scannerizzando il QR code all’ingresso del campanile.

Curiosità: oltre alle grandi campane che battono le ore, tra le 9:30 e le 17:30 si attiva puntuale anche un glockenspiel composto da 10 campane di bronzo che suonano melodie tra cui l’Inno alla Gioia e la famosa canzone slovena “Oj Triglav moj dom”.

2) Kranj sotterranea: i tunnel sotto la città vecchia

Dopo aver visto Kranj dall’alto è tempo di andare… sottoterra! Sotto le piazze e le case del centro si snoda una rete di gallerie lunga circa 1,3 km, scavata nel conglomerato durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugio antiaereo. Oggi i Rovi pod starim Kranjem (“tunnel sotto la città vecchia”) sono visitabili con tour guidati (anche in italiano, su richiesta) oppure con un percorso autoguidato.

L’ambiente conserva umidità e temperatura da grotta (10–12 °C), con piccole stalattiti e fauna cavernicola (grilli e ragni delle caverne). Lungo il percorso si trovano mostre permanenti e temporanee, quando l’abbiamo visitato noi c’era un’interessante mostra fotografica sulla ditta di costruzione Slavec di Kranj. Verso la fine del percorso si può anche provare l’ebrezza, si fa per dire, di rifugiarsi in un bunker durante un bombardamento aereo: un’esperienza immersiva adatta anche ai ragazzi.

Consigli pratici: qualunque sia il periodo dell’anno, portatevi felpa e giacca, perché nei sotterranei fa sempre freddo e umido. I tour autoguidati si possono fare ogni giorno tra le 9 e le 18. Il biglietto va acquistato presso il TIC dopo di che va scannerizzato il QR code per entrare.

3) SOS Proteus: incontrare il “drago” delle grotte

Nel cuore dei tunnel sotto il centro storico di Kranj ha sede anche SOS Proteus – Information Center, un centro divulgativo e di ricerca gestito dal Tular Cave Laboratory di Kranj. Ad accoglierci abbiamo trovato Gregor Aljančič che, assieme a sua moglie, gestisce con passione il laboratorio e il centro divulgativo, oltre a fare da guida per i tunnel di Kranj sotterranea.

Nel centro SOS Proteus si scopre da vicino il proteo (človeška ribica), questo curioso animale anfibio completamente cieco che popola i sistemi carsici della Slovenia (e non solo) e che occasionalmente, durante piene e alluvioni, può essere trasportato in superficie, rischiando di morire se esposto alla luce e al calore del sole, senza poter ritornare al buio delle sue amate grotte.

Nei tunnel all’interno di SOS Proteus sono presenti diversi schermi dove vengono proiettate informazioni, foto e video riguardanti questi animali, il loro stile di vita e la loro conservazione, messa ogni giorno a rischio dalle attività dell’uomo e dall’inquinamento.

Ma la parte che sicuramente colpisce di più è quella finale, dove sono presenti delle vasche contenenti i mitici protei. Gli esemplari che vediamo sono animali soccorsi e sottoposti a cure, e l’intero progetto è pensato per educare e finanziare la tutela del fragile ecosistema di falda (da cui proviene la gran parte dell’acqua potabile slovena). La visita, riservata a piccoli gruppi, è guidata e si svolge all’interno dei tunnel sotto a Kranj (ricordatevi la giacca!)

Perché è speciale: è uno dei primi centri al mondo a monitorare l’impatto dei visitatori sul proteo e nel 2023 è entrato nelle Green Destinations Top 100 Stories.

4) Casa di France Prešeren: nel salotto del poeta

A pochi passi dal centro di informazioni turistiche TIC si trova la Prešernova hiša, ovvero la casa dove il poeta nazionale sloveno France Prešeren (autore anche dell’inno sloveno Zdravljica), nato a Vrba, visse gli ultimi anni della sua vita fino alla morte. Si tratta di un piccolo museo raccolto, che racconta la sua vita attraverso manoscritti, edizioni, oggetti personali e un’agile programmazione di mostre tematiche.

La casa di Prešeren è una tipica antica casa borghese di Kranj ed è emozionante poterla visitare anche al suo interno. Al piano inferiore vengono proposte mostre temporanee, mentre al piano superiore si trova lo studio di Prešeren, col suo tavolo di scrittura originale e la sua stanza, col letto, un’antica cassapanca e anche… i suoi mutandoni! L’arredamento è quello d’epoca, ottimamente conservato.

Per chi volesse approfondire la storia di Prešeren a Kranj, è d’obbligo anche una visita al parco memoriale Prešernov Gaj, fuori dal centro, dove è sepolto il grande poeta. Curiosità: all’inizio Prešeren non aveva nemmeno una tomba né una croce. Fu l’intellettuale Janez Bleiweis a occuparsi di dare una degna sepoltura a colui che poi diventò il padre della letteratura slovena.

5) Grad Khislstein – Gorenjski muzej

Nel complesso del castello Khislstein (in sloveno Grad Khislstein), affacciato sui giardini estivi e sulle mura della città di Kranj, ha sede il Gorenjski muzej, il museo regionale dell’Alta Carniola. Qui spicca la mostra permanente “Prelepa Gorenjska” (“La bellissima Gorenjska”), un percorso curato e contemporaneo che racconta cultura materiale, costumi, artigianato, rituali e la vita quotidiana nelle valli alpine. Il castello è anche un palcoscenico per rassegne, cinema all’aperto e concerti estivi, il che rende la visita piacevole in ogni stagione.

Perché andarci: è la chiave per leggere la regione oltre la città, tra tradizioni e modernità, prima magari di spostarti verso Radovljica, Bled o Škofja Loka.

6) Museo-laboratorio del fotografo Janez Puhar: ritratti d’epoca… su vetro

A due passi dal castello di Khislstein, affacciato sulla pittoresta Tomšičeva ulica, c’è un vero piccolo tesoro nascosto di Kranj: il laboratorio fotografico di Janez Puhar. Ma chi era Janez Puhar? Inventore nel 1842 della fotografia su vetro (procedimento riconosciuto dall’UNESCO), Janez Puhar è una figura geniale della storia della tecnica slovena.

Il laboratorio di Janez Puhar è situato al piano terra di una casa storica di Kranj. Dopo essere entrati scannerizzando il QR code del biglietto comprato al TIC, si possono ammirare liberamente le 3 stanze che compongono il museo. Nella prima si ripercorre la storia dell’inventore, nella seconda si possono provare alcune delle sue invenzioni mentre la terza riproduce, con mobili, attrezzatura e abbigliamento d’epoca, il suo atelier fotografico.

Oggi si può entrare nel suo atelier storico e partecipare a un’esperienza davvero particolare (e molto instagrammabile!): farsi scattare un “ritratto d’epoca” con tecnica su vetro, assistiti da un fotografo in costume storico. Al di là della foto ricordo, è un tuffo nel dietro le quinte della fotografia ottocentesca, tra chimica, camere oscure e luce naturale. L’esperienza va prenotata presso il TIC di Kranj.

Lo sapevi che… il canyon del Kokra passa proprio sotto Kranj?
Con i suoi 30 metri di profondità e oltre 1,5 km di estensione, è il secondo canyon urbano più grande d’Europa e si trova a pochi passi da Glavni trg, la piazza principale.
Un sentiero naturalistico segue il corso del fiume, ideale per passeggiare al fresco nelle giornate estive. Dall’alto della città storica, in particolare dal ponte “Most čez Kokro” puoi scattare foto spettacolari con il contrasto tra natura selvaggia e architettura urbana.
Un angolo verde e inatteso che rende Kranj diversa da qualunque altra città slovena!

Due “chicche” fuori città

A) Il castello di Preddvor: interni eccentrici, feste e set fotografici

A una decina di minuti d’auto da Kranj verso le montagne, Preddvor conserva diversi manieri. Quello oggi più curioso è Grad Dvor, riaperto di recente con un progetto “teatrale” che abbina ambientazioni scenografiche (stanze arredate in modo eccentrico, una vera e propria “casa delle meraviglie”) ad attività creative, shooting fotografici ed eventi. L’idea è di restituire vita al castello come luogo di esperienze contemporanee, senza la pretesa di un restauro filologico, ma con un certo gusto per il bizzarro e l’eccentrico.

Tanja Šubelj e Florjan Sušnik, che si fanno chiamare “grof in grofica“, letteralmente il conte e la contessa, hanno preso in affitto il castello di Preddvor negli ultimi anni e lo hanno completamente trasformato. Il restauro è ancora in corso ma già si può visitare buona parte del castello, oppure partecipare a una delle tante feste a tema o eventi che vengono ospitati all’interno di queste antiche mura.


È possibile fare anche una semplice visita guidata del castello, come abbiamo fatto noi assieme alla nostra guida. Si comincia visitando una ricostruzione di un negozio di una volta, una di quelle botteghe dove si vendeva un po’ di tutto, dove andavano a fare la spesa i nostri nonni. Si prosegue quindi in un’antica farmacia, ricca di barattoli, pozioni e strumenti medici. Ma la parte più eccentrica sono sicuramente i due piani superiori, arredati in modo ricchissimo, come in una favola. Il secondo piano è al momento ancora in fase di restauro (ma più “autentico” rispetto al primo).

B) Koruzni Labirint: il labirinto di mais

In estate, vicino all’uscita autostradale di Kranj spunta il Koruzni Labirint, un labirinto di mais pensato per famiglie, gruppi di amici e team building. Aperto ogni giorno, fino al tramonto, il percorso cambia ogni anno e spesso include giochi, quiz ed eventi serali. È una sosta divertente per spezzare il viaggio o per far correre i bambini in sicurezza tra i filari, con parcheggio comodo e accesso immediato dall’autostrada, a due passi da Kranj.

Dopo aver preso il biglietto viene dato un foglio con la mappa del labirinto, sulla quale sono segnati alcuni punti dove ci si dovrà sottoporre a quiz o giochi. Le risposte ai quiz dovranno essere scritte in una specie di parole crociate (in sloveno, inglese o tedesco) sul retro della mappa. Una parte del labirinto, indicata con una torre, è però esclusa dalla mappa e andrà esplorata con l’aiuto solamente del proprio istinto e senso dell’orientamento!

Il labirinto è diviso in due parti, una dedicata ai più piccoli, sulla destra dell’ingresso, indicata da dei topolini, e una per i più grandi. Noi avevamo poco tempo e ci siamo concentrati sulla parte “per adulti” e in circa un’oretta, andando un po’ spediti, siamo riusciti a uscire con tutte le risposte al quiz!

Consiglio pratico: l’apertura è stagionale e le date variano; controlla i canali social ufficiali per calendario, biglietti e orari nel periodo della tua visita.

Dove mangiare a Kranj e cosa assaggiare

Kranj è nel cuore di Gorenjska: i piatti tipici sono minestre sostanziose, piatti di carne, štruklji (rotoli di pasta ripiena, dolci o salati), formaggi alpini e soprattutto lei, la Kranjska klobasa, la cosiddetta “salsiccia di Cragno”, simbolo della Gorenjska, che prende il nome proprio dalla città di Kranj. Nel centro di Kranj si trovano diversi ristoranti, più o meno tipici, ma noi siamo capitati di domenica e non c’era moltissima scelta per cui siamo andati a pranzo fuori città. E abbiamo fatto bene!

Agriturismo Pr ‘Končovc

Nel paese di Javornik, a un quarto d’ora d’auto da Kranj, ai piedi della gettonatissima collina di Sveti Jošt nad Kranjem, strapiena di camminatori domenicali, si trova l’agriturismo Pr ‘Končovc. E non è un agriturismo qualsiasi. Qui da più di 100 anni si fa ristorazione e si vede – ma soprattutto si sente!

Da Pr’ Končovc si può mangiare à la carte oppure con dei menu degustazione, che consigliamo assolutamente e che hanno un rapporto qualità prezzo davvero ottimo. La maggior parte dei prodotti cucinati vengono dall’orto o dagli animali dell’azienda agricola biologica Končovc. I piatti sono quelli della tradizione, a volte rivisitati in chiave più moderna, ma sempre cucinati con una maestria invidiabile da parte di Aleš Kristan, chef del ristorante, accompagnato dalla gentilissima moglie Katarina.

Tutti i piatti che ci sono stati proposti nel menu degustazione erano a dir poco prelibati, dagli antipasti con i pomodorini dell’orto che si scioglievano in bocca, il carpaccio di manzo e il paté, per passare ai favolosi štruklji all’ortica, ai piatti di carne (cinghiale e cervo) per concludere con dei dolci deliziosi.

Non è una trattoria dove ci s’ingozza di cibo dozzinale (un tempo) economico: qui si paga forse un po’ di più, ma si esce più che sazi e soprattutto si mangia cibo buonissimo e genuino. Si tratta di uno dei ristoranti migliori in cui siamo stati in Slovenia, in particolare nella regione della Gorenjska. Davvero una (graditissima) sorpresa.

Carlo Ghio

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