Sono tantissime le chiese della Slovenia, ma non mancano di certo neanche i monasteri. Un tempo in Slovenia sorgevano ben quattro monasteri cistercensi. Oggi solo uno, quello di Pleterje, è ancora attivo. Uno è stato trasformato in museo della tecnica (Bistra, vicino a Lubiana), uno purtroppo è largamente in rovina (Jurklošter) mentre il quarto, il più antico e oggi parzialmente restaurato, è uno dei luoghi più affascinanti del paese: Žička kartuzija, la certosa di Žiče.
Žička kartuzija: l’ordine certosino nella Stiria slovena
La certosa di Žiče si trova nel villaggio di Špitalič nella valle alle pendici sud della Konjiška gora (sull’altro versante si trova la cittadina di Slovenske Konjice). Attorno al 1160 il conte Ottokar I di Traungau invitò i monaci certosini a stabilirsi in Stiria, in questa valle remota, dove nel 1165 inaugurarono il primo monastero, sotto la guida del monaco architetto Aynard.

La Žička kartuzija crebbe nel corso dei secoli e venne fortificata attorno al XV/XVI secolo con cinta muraria, torri e fossato. I monaci dovevano proteggersi dalle invasioni turche e il monastero assunse quindi l’aspetto di una fortezza, con all’interno la grande chiesa, le celle dei monaci e gli altri edifici necessari a un monastero come il refettorio, la biblioteca, la cantina, etc…
Nel 1782 anche il monastero Žička kartuzija, come tanti altri, venne soppresso per volere dell’imperatore Giuseppe II d’Asburgo che abolì gli ordini religiosi. Da lì iniziò il declino. Gli edifici ormai abbandonati dai monaci finirono per crollare e tutto il complesso andò completamente in rovina fino ai giorni nostri. Per fortuna una grande opera di ristrutturazione (ancora in corso) ci permette oggi di godere al meglio di quanto rimasto dopo più di 2 secoli di abbandono.
Žička kartuzija oggi: il Gastuž
Oggi la Žička kartuzija è un museo gestito dall’ufficio del turismo della vicina Slovenske Konjice, nessun monaco vive qui da più di duecento anni, ma turisti curiosi e, come noi, amanti dei luoghi un po’ fuori mano vengono a visitare questo luogo dal fascino davvero unico che consigliamo davvero a tutti.
Il primo edificio che s’incontra dopo il parcheggio (gratuito) è il cosiddetto Gastuž. La parola viene dal tedesco Gasthaus e sta ad indicare la foresteria, l’unico luogo aperto al “pubblico”, ovvero i viandanti che venivano da queste parti. Il monastero era infatti precluso a chiunque non facesse parte dell’ordine monastico. Il piano terra risale al 1467 e ospitava un’osteria (la più antica della Slovenia) mentre il piano superiore era usato come ricovero.

Oggi il Gastuž al piano terra continua a sfamare i viandanti con una limitata scelta di cibo semplice, mentre al piano superiore è stato aperto negli ultimi anni il prestigioso ristorante Spargus, di alto livello, dove assaporare la migliore cucina della Stiria slovena in un ambiente storico davvero unico (è necessaria la prenotazione).
Al piano terra del Gastuž si trova anche la biglietteria con un piccolo negozio di souvenir. È necessario passare di qui per acquistare i biglietti e prendere l’audioguida (disponibile anche in italiano) che sarà di fondamentale aiuto nella scoperta della Žička kartuzija.
Žička kartuzija oggi: il complesso monastico
Superato l’edificio del Gastuž ci troviamo davanti alle possenti mura delle fortificazioni del XVI secolo della Žička kartuzija, l’immagine più bella e nota di questo complesso monastico. Le mura sono ottimamente conservate, così come le torri. Manca però la porta di accesso al monastero. Superato un ponticello su quel che resta del fossato, si può quindi entrare attraverso la breccia nelle possenti mura.

L’edificio più imponente delle rovine della Žička kartuzija è senza dubbio la chiesa, a destra dell’entrata; costruita in stile romanico, a navata unica con abside poligonale disposta verso oriente, fu ampliata e modificata in stile gotico nel corso dei secoli. Con il crollo del tetto andò in rovina. Dopo lunghi lavori di restauro è stato di recente installato un tetto semovente che ripara l’interno della chiesa in caso di maltempo e viene aperto nelle belle giornate.

La chiesa è molto semplice nella sua maestosità gotica. Nel lato sud dell’abside si trova quel che resta della cappella di Ottokar, con le tombe del conte e dei suoi familiari. Sul lato nord si entrava nel piccolo chiostro e da lì nel refettorio. Oggi restano solo le fondamenta. Da lì si arriva al grande chiostro attorno al quale erano posizionate le celle dove ogni monaco viveva, rigorosamente da solo e in silenzio, prendendosi cura del proprio piccolo orto.

Al centro del grande chiostro fu costruita nel 1469 una chiesa cimiteriale a pianta ottagonale e soffitto a volte stellari. La chiesetta è per fortuna sopravvissuta al degrado del tempo. A ovest del grande chiostro è sopravvissuta anche un’ala del monastero in stile gotico, al cui esterno si trova un affresco. In un paio di celle è stato allestito un interessante lapidario.

Di fronte alla chiesa si trova un altro interessante edificio monastico restaurato, al cui interno è stato allestito nel 2007 un piccolo museo con una mostra permanente di manoscritti provenienti dal monastero. I monaci certosini diffondevano la fede soprattutto utilizzando la parola scritta.

Per poter entrare nell’ordine era fondamentale possedere una profonda conoscenza della lingua e della scrittura e i monaci passavano buona parte della propria vita a scrivere. Tra i testi conservati vi sono numerose opere famose che costituiscono un importante patrimonio intellettuale per tutta l’Europa centrale.
Žička kartuzija oggi: all’esterno del monastero
La vita del monastero non si consumava solo all’interno delle possenti mura di Žička kartuzija, ma anche fuori. Proprio di fronte all’entrata si trova un grande orto coltivato con erbe aromatiche, accuratamente progettato per rispecchiare la disposizione degli antichi orti certosini. Oltre 50 varietà di piante medicinali si trovano in questo orto. Accanto sorge un boschetto di carpini circondato da una piantagione di rose canine.

Sotto agli alberi si trova la replica di una grande tavola di pietra costruita dai certosini nel XVI secolo. L’originale si trova negli spazi museali all’interno di Žička kartuzija. Ancora oggi vengono preparati prodotti a base di erbe, liquori e altre prelibatezze che si possono comprare in un negozietto allestito in una delle torri all’interno delle mura, oppure presso la biglietteria.

Il monastero di Žička kartuzija è stato a lungo venerato come un santuario di sollievo spirituale, silenzio e profonda energia. Nell’ottobre 2020 è stato quindi creato un percorso tematico “energetico” che conduce attorno al monastero certosino. Il percorso è munito di pannelli informativi posizionati nei vari punti energetici. Secondo Jože Munih, il creatore di questo sentiero, il monastero di Žička kartuzija emana un’energia straordinaria, particolarmente potente nelle acque che scorrono all’interno dei suoi confini. Di sicuro è un luogo meraviglioso in cui ci si sente in pace e armonia con la natura.
Nelle vicinanze di Žička kartuzija: Slovenske Konjice
Il monastero di Žička kartuzija si trova nel cuore della Stiria slovena. La città più vicina è la graziosa Slovenske Konjice che possiede un piccolo centro storico ottimamente restaurato, attraversato da un piccolo corso d’acqua che rinfresca nelle calde giornate estive. Quasi tutte le case che circondano la lunga piazza Stari trg sono patrimonio architettonico storico. Qui si trova anche l’ufficio del turismo TIC.

Sono tante le gite e camminate che si possono fare da Slovenske Konjice. Ve ne segnaliamo un paio che meritano. Una delle vestigia più affascinanti della zona, oltre alla Žička kartuzija, sono le rovine del castello di Slovenske Konjice, chiamato Stari Grad (castello vecchio). Si può salire a piedi in circa mezz’ora dal centro, magari percorrendo la Zmajčkova gozdna učna pot, il sentiero del drago nel bosco!

Una seconda camminata ci porta dal lato opposto della città, completamente ricoperto di vigneti. Qui sorge la splendida tenuta dell’azienda vitivinicola Zlati Grič. All’interno della tenuta trovano spazio un campo da golf, un ristorante in cima alla collina, un’antica casa colonica dove si può pernottare e ovviamente si possono effettuare tour con degustazioni dei loro vini. Ma è bellissimo anche solo andare a fare una passeggiata in mezzo ai vigneti, in più non costa nulla!

Slovenske Konjice è anche un’ottima base per esplorare la zona ovest del Pohorje con le sue piste da sci, le sue attrazioni come Pot med krošnjami oppure andare a rilassarsi nelle vicine terme di Zreče. Insomma, sia per gli sportivi che per gli amanti del relax c’è l’imbarazzo della scelta!




Un luogo che ispira pace e tranquillità, e non potrebbe essere diversamente. Molto bello il progetto dell’orto ancora in uso e la produzione di prodotti a base di erbe e i liquori.
Mi ispira molto anche il ristorante Spargus: ho dato un’occhiata al menù online e sembra molto interessante, e poi il posto in cui si trova aggiunge quel qualcosa in più.
Ho letto con grande interesse il tuo articolo sulla Žička Kartuzija, la più affascinante certosa della Slovenia. La tua descrizione dettagliata della storia e dell’architettura del complesso monastico offre una prospettiva approfondita su questo luogo ricco di spiritualità e cultura. Le informazioni sulle fortificazioni aggiunte nel XV/XVI secolo, con cinta muraria, torri e fossato, arricchiscono la comprensione dell’evoluzione storica del sito. Apprezzo particolarmente come hai saputo intrecciare elementi storici e architettonici, rendendo la lettura coinvolgente e informativa. Grazie per aver condiviso questa preziosa testimonianza del patrimonio sloveno.
Io ho una vera passione per i monasteri e non è solo dopo aver letto il nome della Rosa! Non so perché ma queste piccole cittadelle dove la vita era ritmata solo dalle ore di preghiera mi regalano un grande senso di pace. Trovo geniale l’idea del tetto semovente che quando è aperto mostra la chiesa come è adesso, con l’impronta degli anni trascorsi
Ma quanto sono belle queste strutture con i tetti triangolari… le adoro. Sembrano uscite dai libri di fiabe per bambini e non metto in dubbio che i più grandi illustratori di albi illustrati Si siano ispirati a questi paesaggi per creare i loro disegni! Un’altro posto da segnare nell’agenda di viaggio!
L’orto delle aromatiche mi ha ricordato l’hortus conclusus della Chiesa di San Pietro di Perugia, riallestito il più fedelmente possibile a quelli medioevali con le essenze aromatiche e le piante medicinali del luogo. Interessante anche il percorso “energetico” che propone una visita alternativa a questo luogo eccezionale!
Questa Žička kartuzija (non avrei la minima idea di come pronunciarlo) è un luogo d’incanto, che le tue splendide fotografie esaltano ancora di più. Penso che l’idea di ri-utilizzare questi luoghi anche per farci ristoranti di pregio, sia un ottimo modo per mantenerli in buono stato, diversamente temo che cadrebbero nell’oblio
Io continuo a professarmi innamorata dei tuoi articoli!
Questo posto è esattamente il genere che mi farebbe partire domani (no, non è vero… aspetterei almeno la primavera perchè adesso sono in letargo ma non è quello il punto!) perchè un’antico monastero gotico con la genialata del tetto semovente già mi piace.
In più mi dici che l’audioguida è valida e questo per me è sempre un punto importante perchè in alcuni posti sono… ehm… inascoltabili è ancora riduttivo.
E in più io continuo ad apprezzare infinitamente le note su dove mangiare perchè sono golosa!