GO2025: in bicicletta lungo il confine attorno a Nova Gorica

GO2025: in bicicletta lungo il confine attorno a Nova Gorica Capitale Europea della Cultura

L’autunno è tradizionalmente uno dei periodi dell’anno, assieme alla primavera, in cui veniamo invitati a dei press-tour sempre interessanti in giro per la nostra amata Slovenia. Questo ottobre abbiamo fatto pochissima strada, visto che l’ufficio turistico del comune di Miren-Kostanjevica ha organizzato un tour in bicicletta lungo il confine tra Slovenia e Italia, attraverso i luoghi che saranno anch’essi protagonisti durante GO2025, ovvero la Capitale europea della cultura Nova Gorica – Gorizia.

In bicicletta lungo il confine: da Nova Gorica a Vrtojba

Il luogo di partenza del nostro tour in bicicletta lungo il confine non poteva che essere Nova Gorica, cuore, assieme alla gemella Gorizia, di GO2025. Ad accoglierci è Lidija Urankar di Cycling Holidays che sarà la nostra guida per questi tre giorni, dove pedaleremo in bicicletta lungo il confine in compagnia di Rudolf Abraham, scrittore e fotografo inglese, la cui guida della Slovenia uscirà nel 2025 per l’editore inglese Bradt (di cui siamo grandi estimatori). Si parte dalla zona più antica di Nova Gorica, Solkan (Salcano) e pedaliamo subito verso i 3 ponti sull’Isonzo/Soča.

In bicicletta lungo il confine sul ponte di Solkan, simbolo di GO2025!

Il ponte ciclopedonale sospeso sull’Isonzo/Soča è sicuramente uno dei simboli di GO2025: pur collegando due sponde slovene del fiume, è spesso considerato il ponte-simbolo dell’unione tra Slovenia e Italia in vista di GO2025. Dal ponte sull’Isonzo parte la bella pista ciclabile che arriva fino a Plave (12km), mentre nella direzione opposta si può entrare in Italia e pedalare lungo i campi dove è coltivata la celebre rosa di gorizia (solkanski redič).

Secondo luogo simbolo di Nova Gorica e del confine, nonché cuore di GO2025 è senza dubbio la stazione ferroviaria di Nova Gorica, lungo la mitica Ferrovia Transalpina (Bohinjska proga) e l’adiacente piazza Trg Evrope/Piazza della Transalpina. A ottobre erano in pieno svolgimento grandi lavori di risttutturazione e purtroppo la celeberrima piazza, così come la rinnovata stazione, non erano agibili, ma dal 31 gennaio 2025 torneremo a poter stare con un piede in Italia e uno in Slovenia. All’interno della stazione si trova il piccolo museo Kolodvor che racconta la storia del confine tra Gorizia e Nova Gorica.

Ci rimettiamo in sella e proseguiamo il nostro tour in bicicletta lungo il confine facendo una piccola deviazione fino al Monastero di Kostanjevica (Castagnevizza), dove ad attenderci c’è la simpaticissima guida Mirjam Brecelj. Si tratta la chiesa più antica di Nova Gorica e dalla collina su cui sorge si può godere di una splendida vista sulle 2 città. Qui sono sepolti gli ultimi re di Francia, nella cripta dei Borbone, ma il vero tesoro del monastero è la sua biblioteca al cui interno sono conservati numerosi antichi e preziosi libri. Da non perdere il roseto, specialmente nel mese di maggio.

La cripta dei Borbone, dove sono sepolti gli ultimi re di Francia.
In bicicletta lungo il confine.
La cripta dei Borbone, dove sono sepolti gli ultimi re di Francia.

Torniamo in pianura e ci rimettiamo a pedalare in bicicletta lungo il confine: superiamo la galleria della Kostanjevica e costeggiamo il confine del “Rafut” a Rožna Dolina (Valdirose). Qui sorgono ben due musei dedicati al confine: sul lato sloveno c’è il Museo del contrabbando (Muzejska zbirka Pristava) mentre su quello italiano si trova la nuova mostra multimediale Lasciapassare/Prepustnica.

Proseguiamo la nostra pedalata lungo il confine fino a raggiungere un terzo museo: la torre di guardia eretta dai militari Jugoslavi nel 1948 nei pressi di Vrtojba. La torre di guardia di Vrtojba è il più piccolo museo della Slovenia. Si sale lungo la stretta scala a chiocciola fino ad arrivare in cima, da dove si gode di uno splendido panorama sulla pianura goriziana, il Carso e le montagne. È uno degli ultimi ricordi della guerra fredda rimasti nel nostro territorio. Salendo le scale si possono ammirare immagini di vita lungo questo confine, che in realtà era molto più permeabile di quanto spesso venga raccontato.

La torre di guardia di Vrtojba: il più piccolo museo della Slovenia.
In bicicletta lungo il confine.
La torre di guardia di Vrtojba: il più piccolo museo della Slovenia.

Nel frattempo si è fatto già buio, risaliamo in sella verso l’abitato di Vrtojba fino a raggiungere degli antichi vigneti. Sono di proprietà dell’azienda vitivinicola Koglot, il cui proprietario Denis ci accoglie con una bottiglia di spumante per festeggiare il nostro arrivo e la fine della prima giornata in bicicletta lungo il confine.

L’azienda vitivinicola Koglot ha sede a Vrtojba in un’antico casolare, il più grande del paese. Al suo interno racchiude un piccolo tesoro: una splendida antica distilleria, perfettamente conservata e ancora in uso. Qui Denis distilla grappa, gin, brandy, cognac e altri liquori. Ci siamo sacrificati ad assaggiarli tutti per voi (:D) e possiamo assicurare che sono davvero buonissimi, così come i vini, specialmente la Malvasia!

L'antica distilleria dell'azienda vinicola Koglot a Vrtojba.
L’antica distilleria dell’azienda vinicola Koglot a Vrtojba.

La nostra prima giornata in bicicletta lungo in confine è giunta al termine e ci concediamo un po’ di riposo presso uno degli alberghi storici di Nova Gorica: Hotel Sabotin, situato a Solkan. Situato in una dimora storica, è un albergo bike-friendly, quindi perfetto per il nostro tour. La nostra stanza era stata rinnovata da poco e il letto era decisamente comodo, quel che ci vuole dopo una giornata in bici!

In bicicletta lungo il confine: dalla Vipavska dolina (Valle del Vipacco) al Carso

Dopo una buona colazione all’Hotel Sabotin ci attende il nostro pulmino per portarci in una delle più belle vallate del goriziano, la Vipavska dolina (Valle del Vipacco). Prima tappa sarà il paese di Prvačina dove visiteremo un piccolo museo particolarmente importante per la storia di tante donne che vivevano da queste parti tra l’800 e l’inizio del ‘900: il museo delle Aleksandrinke (Muzej aleksandrink).

Ad accoglierci c’è la signora Neva Leban, curatrice del museo e guida ufficiale. Ma chi erano le Aleksandrinke? Erano donne slovene, per lo più della Vipavska dolina e in particolare della zona di Prvačina, che tra la fine dell’800 e la Seconda guerra mondiale lasciarono i loro poverissimi paesi per andare in Egitto a lavorare come balie e governanti nelle case delle ricche famiglie europee ed arabe durante gli anni d’oro della costruzione del canale di Suez.

La nostra guida al museo delle Aleksandrinke a Prvačina.
La nostra guida al museo delle Aleksandrinke a Prvačina.

Coi soldi che guadagnavano contribuivano al benessere della famiglia rimasta in Slovenia, ma al tempo stesso venivano malviste dal resto del paese poiché avevano abbandonato la propria famiglia, inclusi i figli ancora molto piccoli. Una scelta di vita estremamente difficile e molto sofferta che queste donne facevano per garantire un futuro alla propria famiglia e anche a loro stesse.

Alcune di queste donne tornarono al proprio paese, altre rimasero in Egitto e vi furono sepolte. Alcune (poche, per la verità) si rifecero una vita, trovarono un marito facoltoso e andarono a vivere in qualche importante capitale europea. Le Aleksandrinke erano donne molto apprezzate in Egitto. Erano educate, forti, fedeli e apprendevano le lingue molto rapidamente. Il museo delle Aleksandrinke rende giustizia a queste donne a lungo dimenticate quando non addirittura bistrattate e ci racconta una storia ancora poco conosciuta. Una tappa da non perdere per chi visiterà GO2025!

Lasciamo Prvačina e ci dirigiamo verso il delizioso villaggio di Pedrovo, un minuscolo abitato abbarbicato sulle ripide colline tra la Vipavska dolina e il Carso. Questo paese è stato abbandonato per diverso tempo, ma per fortuna negli ultimi anni c’è stato un ritorno favorito dalla presenza di due attività commerciali legate alle bontà del territorio. La prima, la fattoria turistica Toncevi Eco Estate, ci attende per un sontuoso pranzo!

All'agriturismo Toncevi di Pedrovo veniamo accolti così!
All’agriturismo Toncevi di Pedrovo veniamo accolti così!

Il luogo è a dir poco idilliaco. Ad accoglierci è il padrone di casa, Mark Smerajc, che subito ci porta uno sfizioso mini tagliere con frittata tipica, formaggi e affettati della zona. Proseguiamo il pranzo con un menu tipico del goriziano che varia in base stagioni. Tutto è casalingo e davvero buono, inclusa l’ottima malvasia della casa. La fattoria Toncevi risale al 1896, ma nel 2006 è stata completamente rinnovata e oggi, oltre all’agriturismo, offre anche la possibilità di pernottare in camere o appartamenti fino a 21 posti letto. Non mancano una piscina e due saune.

Quasi di fronte all’agriturismo Toncevi si trova la seconda attivà del paese: il caseificio Domačija Čilčevi. Ad accoglierci sono Borut e Tom che qui sono venuti a vivere e a produrre i loro squisiti formaggi, marmellate e altri prodotti caseari. Non ci potrebbe essere formaggio senza i loro animali: le pecore di razza pramenka istriana e le caprette di Drežnica. Gli animali pascolano sugli altopiani del Carso a poca distanza dal paese. Dal loro piccolo caseificio si gode di una vista spettacolare sulla Vipavska dolina e sulla Selva di Tarnova (Trnovski Gozd).

Borut ci accoglie alla Domačija Čilčevi coi loro formaggi e marmellate!
Borut ci accoglie alla Domačija Čilčevi coi loro formaggi e marmellate.

In compagnia di Borut assaggiamo 3 tipi di formaggio di pecora e capra accompagnati da altrettanti tipi di marmellata. Gli accoppiamenti sono davvero deliziosi così come l’ospitalità di questi giovani abitanti di Pedrovo che col loro impegno e devozione per la natura e i suoi prodotti stanno contribuendo alla rinascita di questo minuscolo villaggio. Ma è tempo di riprendere il tour in bicicletta lungo il confine.

Saliamo sull’altopiano carsico e il paesaggio muta radicalmente rispetto alla verdissima Vipavska dolina (specie in questo autunno super piovoso). Arriviamo fino all’abitato di Lipa na Krasu, uno dei più caratteristici del Carso goriziano, dove ad attenderci c’è Petra Pika Moze, una maestra scalpellina che ci insegnerà come lavorare la pietra, l’elemento simbolo del Carso.

L'esuberante Petra ci spiega i segreti del mestiere di scalpellino a Lipa na Krasu.
L’esuberante Petra ci spiega i segreti del mestiere di scalpellino a Lipa na Krasu.

Avete mai provato il mestiere di scalpellino? Noi no, lo ammettiamo, ma l’incredibile simpatia ed esuberanza della nostra nuova insegnante sono riuscite nell’impresa di farci creare qualcosa di bello con la dura pietra del Carso. L’atelier di Petra (mai nome fu più azzeccato!) è un’antica casa carsica col suo cortile, dove tra caldarroste, scalpellini e milk-shake carsolino impariamo i rudimenti di questa antica arte che ha reso migliore e più bella la vita sul duro Carso.

Ci siamo divertiti moltissimo in compagnia di Petra e il tempo è a dir poco volato, per cui si deve tornare in sella a pedalare in bicicletta lungo il confine per raggiungere la nostra prossima meta, il monumento della pace di Cerje. Ci troviamo nel comune di Miren-Kostanjevica e l’altura di Cerje è l’ultima prima del confine italiano. Da qui si gode di una vista meravigliosa a perdita d’occhio sul Goriziano da una parte, sul golfo di Trieste e il mare Adriatico dall’altra.

La torre di Cerje, monumento alla pace, uno dei simboli del Carso goriziano.
La torre di Cerje, monumento alla pace, uno dei simboli del Carso goriziano.

La torre panoramica di Cerje è un monumento costruito non molti anni fa. È alta 25 metri e al suo interno contiene un museo dedicato ai difensori della terra slovena, in parte ancora in fase di realizzazione, oltre a una terrazza chiusa panoramica in cima alla torre e a un bar/bistrò al piano interrato. È un luogo diventato subito molto popolare tra i goriziani che vengono qui a fare passeggiate, a pedalare in mountain bike o anche solo a godersi lo splendido panorama, magari al tramonto.

Noi arriviamo che già sta diventando buio, ma accolti da Anja Sedevčič Lasič dell’ufficio del turismo Miren-Kras, abbiamo modo di visitare le stanze del museo di Cerje e di goderci un ottimo apertivo in cima alla torre, offerto dall‘agriturismo Leban di Lipa na Krasu (che due volte l’anno apre anche come osmica ed è da non perdere!).

Gostilna Štirna, una trattoria come una volta: e si mangia benissimo!
Gostilna Štirna, una trattoria come una volta: e si mangia benissimo!

Come se l’aperitivo con prosciutto del carso e ottimo vino terrano non bastasse, poco dopo andiamo a cena, alla Gostilna Štirna di Opatje Selo. È una trattoria familiare di paese, di quelle come una volta, dove la bravissima (nonché simpaticissima e nostra affezionatissima follower!) cuoca Jasmina Golob ha dato un tocco di modernità alla sua cucina davvero squisita che valorizza al meglio i sapori del Carso. Un indirizzo da non perdere!

Stanchi morti ci dirigiamo infine nel paese di Temnica dove ci attende un letto. E che letto! Dormiamo infatti nel B&B Brinovka ospitato in quella che fu la villa del podestà italiano durante gli anni dell’occupazione, proprio di fronte alla chiesa del paese. Ad accoglierci è il proprietario Andrej Lavrič che ci fa subito sentire come a casa.

La nostra splendida stanza da Brinovka, a Temnica.
La nostra splendida stanza da Brinovka, a Temnica.

Nonostante la stanchezza veniamo subito conquistati dall’ospitalità di Andrej con cui ci tratteniamo a sorseggiare un buon bicchiere di vino. La villa è stata perfettamente restaurata e ammodernata. Occasionalmente ospita anche una colonia di artisti diventando ambasciata artistica della Repubblica Ceca. La nostra stanza è meravigliosa, il letto enorme e comodissimo e la colazione non è da meno. Sicuramente un’accomodation di lusso dove farsi coccolare nel cuore del Carso. Vale il viaggio.

In bicicletta lungo il confine: dal Carso a Goriška Brda

Lasciamo l’altopiano carsico per raggiungere un’altra terra di confine, ogni anno sempre più apprezzata dai turisti sloveni e internazionali: stiamo parlando di Goriška Brda. Per quei pochi che non lo sapessero: Brda è una piccola regione collinosa al confine con il Friuli (in Italia si chiama Collio) ed è famosa in tutto il mondo per i suoi apprezzatissimi vini.

La torre panoramica di Gonjače, uno dei simboli di Goriška Brda.
In bicicletta lungo il confine.
La torre panoramica di Gonjače, uno dei simboli di Goriška Brda.

Purtroppo il meteo non ci è d’aiuto e nell’ultima giornata di tour in bicicletta lungo il confine finiremo per spostarci per lo più in auto. Solo un breve tour dalla torre panoramica di Gonjače fino al paese più in alto di Brda, Vrholje, da dove si scende giù fino a uno dei simboli di questa regione, il castello di Dobrovo, sotto al quale si trova la grande cantina sociale di Goriška Brda.

E se non possiamo andare più di tanto in bicicletta a causa della pioggia, consoliamoci col cibo! 🙂 Il pranzo lo consumiamo in uno dei locali ormai storici di Brda: la Domačija Belica, a Medana. Veniamo spesso a mangiare qui, la vista sui vigneti di Brda è di quelle meravigliose, si mangia molto bene a prezzi corretti e… ci sono anche 2 gattoni molto affettuosi! Il pranzo da Belica come sempre non delude nemmeno questa volta!

Da Belica si mangia benissimo, è una garanzia!
Da Belica si mangia benissimo, è una garanzia!

Ci spostiamo quindi nel vicino paese di Šmartno, il più pittoresco di Goriška Brda. Qui si trovano l’ufficio del turismo, una bella chiesa affrescata dal famoso pittore Tone Kralj all’inizio del ‘900, la Briška hiša, tipica casa di Brda ottimamente restaurata e la Hiša Kulture, la casa della cultura, al cui interno è ospitato l’Oljčni bar, il bar dell’olio, dove siamo pronti per fare una degustazione di olio d’oliva.

Ci accoglie la signora Tatjana Šundovski Bašin e ci fa accomodare in una cucina d’altri tempi, molto accogliente. Tatjana ci spiega le diverse varietà di olio extra vergine d’oliva che si coltivano in Brda e in Slovenia, dopo di che è tempo di assaggiare. Proviamo l’olio di tre varietà di olive, ciascuno con caratteristiche peculiari. Uno più buono dell’altro. Tatjana ci ha anche preparato delle ottime tartine con cui accompagnamo la nostra degustazione. Davvero un’esperienza molto bella, interessante e… buona!

Degustando squisito olio d'oliva all'Oljčni bar di Šmartno.
Degustando squisito olio d’oliva all’Oljčni bar di Šmartno.

Sarebbe un delitto lasciare Goriška Brda senza aver fatto una degustazione di vino! E siccome di andare in bicicletta lungo il confine, sotto al diluvio, oggi non se ne parla, andiamo in auto fino a Gonjače dove ci attende una degustazione presso una delle aziende vitivinicole più famose e importanti di Brda: Ferdinand.

Nella sua nuovissima cantina ci accoglie Matjaž Četrtič, colui che ha avuto la visione di riscoprire la tradizione vinicola della sua famiglia che si era persa negli anni, omaggiando il bisnonno Ferdinand il cui nome campegga oggi sulle sue bottiglie di ottimo vino. I vini di Ferdinand sono tutti di alto livello, come riconosciuto anche internazionalmente.

Una degustazione spaziale coi vini di Ferdinand a Gonjače!

L’azienda Ferdinand è ancora strettamente familiare, gestita da Matjaž con la moglie, e il loro unico obiettivo è quello di creare ogni anno del vino sempre migliore. Negli ultimi anni, assieme al collega Robert Prinčič di San Floriano/Števerjan hanno anche lanciato una linea di spumanti chiamata Sinefinis, una parola latina per indicare l’assenza del confine tra Brda e Collio, che sono la stessa identica terra, abitata dalle stesse persone che parlano la stessa lingua, lo sloveno, ma anche il linguaggio del buon vino.

La nostra avventura in bicicletta lungo il confine è giunta al termine, ci attendono solo la cena e il pernottamento presso l’agriturismo Hiša Štekar a Snežatno. Siamo veramente a un tiro di schioppo dal confine con l’Italia, immersi nel verde dei vigneti di Goriška Brda. Accolti nel bell’ambiente rustico e famigliare dell’agriturismo, ci godiamo la nostra terza cena in compagnia di Rudolf rivivendo i bei momenti passati in questi giorni.

È stata senza dubbio una bellissima esperienza, ricca di nuove scoperte, nonostante fossimo in un territorio a noi già ben noto. Ringraziamo di cuore l’ente del turismo di Miren-Kras per l’invito e Lidija Urankar e la sua collega Nina Samec di Cycling Holidays per averci accompagnati instancabilmente per tre giorni.

Sara Terpin

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