La storia della Seconda Guerra Mondiale in Slovenia è ancora viva nella memoria e l’epopea dei partigiani sloveni, che assieme ai compagni jugoslavi (e anche italiani), hanno liberato il paese dal nazifascismo è qualcosa che non solo si studia sui libri di scuola, ma s’impara a conoscere in famiglia fin da piccoli. La storia della mitica tipografia partigiana “Slovenija” (Partizanska tiskarna “Slovenija”) fa parte di questa epopea partigiana che riguarda da vicino anche noi italiani. Andiamo a conoscerla meglio!
Perché costruire una tipografia partigiana?
La prima cosa che ci si domanda quando si sente parlare della tipografia partigiana “Slovenija” è: perché è stata fatta? Qual era lo scopo di questo sforzo non indifferente? La regione della Primorska (la parte occidentale della Slovenia) era occupata militarmente dal Regno d’Italia fin dalla fine della Prima Guerra Mondiale. Col fascismo la lingua slovena era vietata, anche in zone dove si parlava solamente lo sloveno, come a Idrija e nei suoi dintorni. Con l’inizio della guerra la situazione peggiorò ulteriormente e gli sloveni si organizzano in brigate partigiane.

Era fondamentale superare la propaganda fascista prima, nazista poi e poter comunicare al popolo sloveno cosa stava realmente accadendo nel paese e i successi dell’esercito partigiano nella lotta di liberazione. Le prime pubblicazioni illegali venivano fatte tramite ciclostile a partire dal 1941, quando ancora la Slovenia era occupata dall’Italia. Numerose erano le tipografie clandestine sparse in giro per il paese e il più delle volte erano costituite da nulla più che una baracca con un ciclostile.

A partire dal 1944 la direzione dell’esercito di liberazione sloveno decise di costruire un’unica, grande tipografia illegale dove stampare in modo professionale tutto il materiale necessario, con una tiratura molto più grande e una notevole efficienza. In questo modo gli sloveni (ma anche gli Alleati) sarebbero stati sempre al corrente di quanto stesse succedendo nel proprio Paese occupato dal nazisfascismo. Nacque quindi la tipografia partigiana “Slovenija” nascosta nei boschi attorno a Vojsko, sulle alture di Idrija.
Cosa è la tipografia partigiana “Slovenija”
La tipografia partigiana “Slovenija” è innanzitutto uno dei monumenti tecnici più autentici e meglio conservati della recente storia slovena. È stata più fortunata dell’ospedale partigiano Bolnica Franja, che si trova non lontano e purtroppo ha subito ben 2 alluvioni che lo hanno pesantemente danneggiato. La tipografia è ancora oggi perfettamente integra, conservata e aperta al pubblico per essere visitata.

La tipografia è nascosta in mezzo al bosco, in un dirupo chiamato “V studencih”, accanto a un ruscello dal quale si ricavava l’energia elettrica tramite una mini centrale idroelettrica. Ben 6 sono le baracche che compongono la tipografia partigiana “Slovenia”: la grande sala per la composizione delle matrici (con camera da letto al piano superiore), la sala macchine, la cucina con sala da pranzo, la legatoria, i bagni e la centrale elettrica.

La tipografia fu ovviamente costruita in gran segreto. Le travi di legno venivano tagliate a Gačnik e trasportate nottetempo nel luogo scelto nei boschi di Vojsko, a 1000m sul livello del mare. La grande macchina per la stampa fu acquistata a Milano, portata a Gorizia e quindi a Vojsko, dove fu smontata pezzo per pezzo per essere trasportata alla tipografia.

Dal 17 settembre del 1944 al primo maggio del 1945 la tipografia partigiana stampò più di 1 milione di copie di 10 giornali diversi, oltre ovviamente a volantini, opuscoli, manifesti eccetera. Nella tipografia lavoravano da 40 a 50 persone, facendo i turni giorno e notte. I corrieri partigiani portavano le copie in giro per la Slovenia e all’estero.
Perché è importante la tipografia partigiana “Slovenija”
La tipografia partigiana “Slovenija” era la più grande e importante tipografia clandestina ai tempi della guerra e permise di mantenere viva la lingua slovena (vietata dai fascisti) e la speranza nella lotta di liberzione del Paese. Qui, dal settembre 1944 fino alla fine della guerra il primo maggio del 1945, venne stampato ogni giorno il “Partizanski Dnevnik“, la gazzetta partigiana, giornale che è stampato ancora oggi, a Trieste, col nome di Primorski Dnevnik, il principale quotidiano della comunità autoctona slovena in Italia.

La tipografia partigiana è un fenomenale monumento della tecnica, non solo ottimamente conservato, ma ancora funzionante. È incredibile vedere queste macchine enormi e pesantissime in questo luogo sperduto nei boschi di Vojsko. Un monumento all’eroicità di quei ragazzi e ragazze che, in situazioni difficilissime, sotto occupazione nemica, sfidarono l’orrore della guerra per la libertà di stampa e di pensiero e la liberazione del proprio Paese.
Visitare la tipografia partigiana “Slovenija”
Oggi la tipografia partigiana “Slovenija” fa parte della rete museale di Idrija e Cerkno e può essere visitata dal 15 aprile al 15 ottobre, dal martedì alla domenica tra le 9:00 e 16:00; il lunedì resta chiusa. Vista la posizione decisamente poco comoda, prima di andare consigliamo caldamente di dare una telefonata al +386.5.3726600 per assicurarsi che sia aperta e la guida sia in loco. La visita è esclusivamente guidata e ha un costo di 5€.

Per raggiungere la tipografia partigiana “Slovenija” è necessaria un po’ di pazienza e una certa abilità alla guida (oltre a non soffrire il mal d’auto). Per prima cosa bisogna raggiungere Vojsko, villaggio in posizione idilliaca sulle alture di Idrija, ma un po’ lontano da tutto. Se arrivate da Gorizia, Google Maps vi farà passare per Čepovan e quindi sull’impegnativa strada che da Gorenja Trebuša arriva a Vojsko, in parte sterrata e molto tortuosa, oltre che strettissima.
Più agevole (per quanto lungo) è passare o dalla valle dell’Isonzo (Most na Soči, Dolenja/Gorenja Trebuša) o, ancora meglio, da Ajdovščina, Col, Črni Vrh e Idrija (attenzione alla vinjeta se prendete l’autostrada). Arrivando da Trieste conviene uscire dall’autostrada a Logatec e seguire per Idrija e quindi Vojsko.

Ma non è finita qui. La tipografia partigiana “Slovenija” può essere raggiunta da 2 punti diversi. Il primo è seguendo le frecce marroni per la tipografia (Partizanska Tiskarna) da Vojsko verso il cimitero partigiano di Vojščica (Partizansko grobišče), quindi seguendo le indicazioni per la tipografia sulla destra dopo circa 2km. Alla fine della strada (ultimo breve pezzo sterrato) si lascia l’auto e si deve fare un trekking molto ripido, su un sentiero in discesa, di circa 20 minuti. Il problema è che al ritorno va rifatto in salita. È decisamente faticoso, specie in estate. Io l’ho fatto, non lo rifarei.

Il secondo punto per accedere alla tipografia partigiana è un po’ più complicato da raggiungere in auto, ma decisamente meno faticoso a piedi. Da Vojsko si deve seguire per Kanomlja lungo una strada stretta, tortuosa e in buona parte sterrata fino a questo punto qui. Il punto è comunque indicato lungo la strada. Si lascia l’auto e in circa 5 minuti di camminata in leggera salita si raggiunge agevolmente la tipografia. Gli autobus non possono accedere da questo lato.
Cosa vedere vicino alla tipografia partigiana “Slovenija”
Già che avete fatto un notevole sforzo per arrivare fin qui, bisogna approfittarne per andare a vedere qualche altro luogo interessante in zona. E non ne mancano. Oltre al paese di Vojsko, che è molto carino e fresco anche in estate, un altro luogo simbolo della lotta partigiana è senza dubbio il cimitero partigiano di Vojščica (Partizansko grobišče Vojščica). È un luogo intimo, di dolore e raccoglimento: 305 partigiani sono qui sepolti, morti nella primavera del 1945 a guerra ormai quasi conclusa.

La zona di Kanomlja è molto interessante: qui si trova la Domačija Šturmajce, una splendida fattoria antica, ancora ben conservata. Un vero monumento di architettura contadina che merita la deviazione. Attenzione: si tratta di proprietà privata, il proprietario abita nella casa accanto, è una persona gentile e disponibile, ma un po’ diffidente e probabilmente parla solo sloveno. Come sempre massimo rispetto ed educazione sono d’obbligo. La casa è raggiungibile in auto, su strada sterrata e ovviamente stretta e tortuosa. Si trova QUI.

Poco più avanti si trova la freccia per le Kanomeljske Klavže. Ne abbiamo parlato in un nostro articolo su Idrija: si tratta di imponenti barriere costruite sui torrenti in collina, dove veniva tagliato il legno che serviva per le miniere di Idrija; una volta accumulato il legno nel bacino a monte, le klavže venivano quindi aperte e i tronchi scorrevano lungo il torrente fino a valle (in questo caso a Spodnja Idrija). Le Klavže fanno parte del Geoparco globale dell’UNESCO di Idrija.
Dove mangiare in zona
Se si arriva a Vojsko tramite la strada sterrata da Čepovan (o da quella asfaltata da Most na Soči), una piccola deviazione culinaria ci porta all’Okrepčevalnica Makuc (aperto solo nel weekend). Una classica osteria di paese che propone cibo semplice, genuino, fatto sul momento e a prezzi irrisori. Particolarmente buona la trota, ma anche gli žlikrofi (pasta ripiena tipica) non sono da meno.
Poche centinaia di metri sopra la trattoria si può fare una breve passeggiata che ci porta a un bellissimo antico ponte di pietra sul torrente Trebuščica. Un luogo davvero idilliaco. Poco più avanti si possono ammirare delle piccole cascate proprio sulla strada.

In alternativa consigliamo di pranzare a Idrija o a Spodnja Idrija (anni fa c’eravamo trovati molto bene qui) dove non manca la scelta, con gli žlikrofi a farla da padrone. Sempre in zona Idrija c’è ampia possibilità di pernottamento.




Da appassionata di storia delle due guerre mondiali non posso che salvare il tuo articolo e sperare di raggiungere presto questo cuore pulsante del partegianesimo europeo. Il fatto che sia ancora perfettamente conservata la rende ancora più allettante.
La descrizione dettagliata della tipografia partigiana “Slovenija” e del contesto storico in cui operava è davvero coinvolgente. È incredibile pensare a quanto impegno, coraggio e ingegno siano stati necessari per mantenere viva la lingua slovena e la verità durante un periodo così oscuro. La scelta di includere informazioni pratiche su come visitare questo luogo storico rende il pezzo non solo informativo ma anche estremamente utile per chiunque voglia esplorare questa parte significativa della storia europea. Un grande grazie per aver riportato alla luce questo esempio di resilienza e passione per la libertà!
Queste testimonianze storiche sono sempre forti da visitare, ma questa in mezzo al bosco è in un contesto molto digestivo, oltre che super ben tenuta! Me la metto in bucket list!
Wow, questo luogo è davvero fenomenale e conserva una memoria vivida e pulsante. La Slovenia ha patito moltissimo durante la Seconda Guerra Mondiale ed è giusto che luoghi come questi vengano raccontati, valorizzati, resi fruibili al grande pubblico. Un grande articolo, bravissimi.
Questo è sicuramente un tipo di visita che io vorrei fare sicuramente se dovessi venire in Slovenia, cosa che spero capiti presto. Ti ringrazio di avermi fatto scoprire la tipografia partigiana Slovenija
Che luogo affascinante e che storia eroica. I partigiani rischiavano la vita (e molti la persero) ed è un bene mantenere vivo il ricordo della loro lotta.
Che spettacolo questa storia e questo posto! Decisamente un luogo poco conosciuto e che invece è importante che sia visitato e scoperto da quante più persone possibili, anche perché si tratta della nostra storia più recente.