Il fiume Isonzo è sicuramente noto a molti in Italia, addirittura c’è chi lo considera, un po’ pomposamente, “fiume sacro alla Patria” in merito alle tristi vicende della grande guerra. Ma non molti sanno che l’Isonzo nasce in Slovenia e qui scorre per buona parte del suo percorso. Formando una meravigliosa vallata, la valle dell’Isonzo – Soča, dalle Alpi Giulie fino a Gorizia.
Isonzo – Soča: da Nova Gorica a Kanal
Il nostro viaggio lungo la splendida valle dell’Isonzo non può che cominciare dalle 2 città “gemelle diverse” di Gorizia e Nova Gorica che nel 2025 condividono il titolo di Capitele Europea della Cultura GO2025. Proprio qui scorre il confine tra Italia e Slovenia che attraversa anche il corso del fiume. E proprio qui l’Isonzo – Soča comincia a colorarsi di smeraldo, il suo colore caratteristico che lo accompagna fino alle sue sorgenti nelle Alpi Giulie.

L’Isonzo scorre un po’ in disparte rispetto a Gorizia e Nova Gorica, ma diventa protagonista a Solkan dove viene attraversato da ben 3 ponti: uno automobilistico, uno ciclo-pedonale di recente costruzione e uno, il più famoso, il glorioso ponte ferroviario con l’arco in pietra più lungo del mondo. Proprio nei pressi dei 3 ponti comincia la pista ciclopedonale che da Solkan porta fino a Plave. Sono circa 10km su sentiero protetto che costeggia l’Isonzo – Soča: da non perdere.
Nova Gorica: da non perdere:
- La capitale europea della cultura GO2025
- I tre ponti di Solkan con la ciclopedonale fino a Plave
Isonzo – Soča: Kanal ob Soči e dintorni
Superato l’abitato di Plave, dove finice la pista ciclabile (ma si può proseguire su due ruote lungo la poco trafficata strada sulla sponda destra dell’Isonzo) si giunge a Kanal ob Soči (Canale sull’Isonzo), uno dei borghi più pittoreschi lungo il fiume e primo dei 3 comuni “isontini” sulla sponda slovena, dopo Nova Gorica. Simbolo di Kanal è ancora una volta il suo ponte con le antiche case arroccate sulla scogliera e la chiesa subito al di là del ponte.

Il minuscolo centro storico di Kanal è tutto lì, attorno al ponte, nella minuscola piazzetta Kontrada e nella piazza principale, Trg Svobode, purtroppo attraversata dalla statale, dove si trovano un bar, un panificio e la bella fontana di Nettuno, oltre alla chiesa parrocchiale. Qui si trova anche il laboratorio delle maschere del carnevale di Lig, un vero patrimonio immateriale di questa regione.
Lig è un piccolo paese con diverse frazioni affacciato sulla valle del fiume Judrio (Idrjica), al confine con l’Italia. La strada per Lig parte subito al di là del ponte di Kanal. Qui si sono mantenute antichissime tradizioni del carnevale. Lo stesso è successo anche dall’altra parte dell’Isonzo, a Kal nad Kanalom (si arriva prima di prendere il ponte sull’Isonzo), dove il gruppo folkloristico locale è molto attivo e mantiene vive le tradizioni di una volta.

Sulle sponde dell’Isonzo a Kanal, proprio sotto al ponte, si trova una delle spiagge più popolari in estate, quando fa molto caldo. Le acque del fiume qui sono un po’ meno fredde che verso la sorgente e relativamente tranquille. Il setting è indubbiamente molto bello. Accanto si trova un campeggio e una tavola calda (Okrepčevalnica Pirih) dove spesso ci fermiano anche noi di ritorno dalle nostre scorribande in zona!
Sulla strada per Lig, dopo un paio di curve, s’incontra il Park Pečno, un parco ricavato sulle ripide pendici della collina dove in primavera si trovano tanti crocus ed è diventato un ritrovo per gli artisti della zona che hanno lasciato in questo parco diverse installazioni artistiche. Qui si svolgono anche diversi eventi culturali durante tutto l’anno, specialmente nella bella stagione.
Kanal ob Soči: da non perdere:
- Il ponte e la spiaggia di Kanal
- Il carnevale a Lig e a Kal nad Kanalom
- Il Park Pečno con le sue installazioni artistiche
Isonzo – Soča: Tolmin e Most na Soči
Il centro principale della valle dell’Isonzo – Soča è la città di Tolmin (Tolmino), con poco più di 3000 abitanti. Il comune di Tolmin è molto grande e spazia dalla valle dell’Isonzo fino all’alta Carniola. La cittadina ha un piccolo centro storico con un interessante museo (Tolminski Muzej), ma è essenzialmente una buona base da dove iniziare a esplorare la valle del fiume color smeraldo. Qui si trovano sumermercati, ristoranti, bar oltre a possibilità di pernottamento in B&B e campeggi.

Tolmin è nota soprattutto per le sue bellezze naturali, tra tutte le celeberrime gole chiamate Tolminska korita. Le gole sono già all’interno del Parco Nazionale del Triglav (TNP). Uno dei luoghi più frequentati di Tolmin è senza dubbio il “Sotočje”, ovvero la confluenza del torrente Tolminka nell’Isonzo. Qui si forma una bella spiaggia, con l’acqua calma, dove si possono fare sport acquatici (SUP, canoa, kayak, etc…) ed è anche un luogo dove si svolgono diversi festival estivi (Tolminator, Punk Rock festival, Šajeta…).
Imperdibile una gita sulle alture di Tolmin per visitare la chiesa della Javorca. Si tratta di una cappella costruita dai soldati austro-ungarici durante la prima guerra mondiale ed è uno dei più begli esempi di architettura in stile “secessione” della Slovenia. Un memoriale tragico e meraviglioso all’assurdità della guerra.

Da Tolmin una bella pista ciclo-pedonale porta a Most na Soči, uno dei luoghi più incantevoli di questa zona. Qui il fiume è sbarrato da una diga poco più a valle e, alla confluenza con l’Idrjica (il fiume di Idrija), forma un grande lago color smeraldo, attraversato da un piccolo ponte (che dà il nome al paese, “most” in sloveno significa ponte) da dove i più coraggiosi si tuffano nelle acque gelide tutte le estati.
Most na Soči è il luogo ideale per gli sport d’acqua per chi non è alla ricerca di emozioni forti: qui infatti la corrente è minima, si può anche nuotare (se non si teme il freddo), ed è l’ideale per pagaiare sulle acque color smeraldo. A Most na Soči si può arrivare anche in treno da Nova Gorica. Qui infatti la ferrovia transalpina abbandona la valle della Soča per proseguire la sua corsa verso le Alpi. Qui è possibile salire sul treno anche con la propria auto per andare a Bohinj.

Most na Soči è un’ottima base per visitare la vallata. Ci sono alcuni ristoranti e alberghi e un’atmosfera rilassata. Da qui si può anche visitare la bella vallata della Idrjica, della Bača o l’altopianto della Šentviška Planota. Oltre agli sport acquatici si possono fare tante passeggiate in montagna lungo i sentieri della grande guerra, come sul monte Kolovrat (al confine con l’Italia).
Proseguendo lungo il fiume verso Kobarid consigliamo di percorrere la stretta strada sulla sponda sinistra che attraversa piccoli villaggi un po’ malandati ma affascinanti, specialmente se siete in bicicletta e volete evitare il terribile traffico della statale. La chiesa di Sv. Bric presso l’abitato di Volarje sarebbe da non perdere, ma purtroppo quasi sempre chiusa.

Queste sono le terre di Simon Gregorčič, “l’usignolo goriziano”, uno dei più importanti poeti sloveni, che nacque a Vrsno, un piccolo villaggio arroccato in alto ai piedi del monte Krn (Monte Nero). Gregorčič predisse l’avvento della grande guerra nel suo celebre poema Soči ed è sepolto nel piccolo cimitero della chiesa di San Lorenzo a Libušnje, con una splendida vista sull’Isonzo.
Tolmin: da non perdere:
- Le gole di Tolmin: “Tolminska korita”
- Il “lago” di Most na Soči
- Sotočje, la spiaggia di Tolmin
- La cappella austro-ungarica della Javorca
- Le trincee della grande guerra sul monte Kolovrat
Isonzo – Soča: Kobarid (Caporetto)
Kobarid, conosciutissima in Italia col nome di Caporetto, è poco più di un paesone con un minuscolo centro storico e un migliaio di abitanti, ma è famosissima per le sue tragiche vicende storiche legate alla grande guerra ed è oggi uno dei più popolari luoghi dove fare base per esplorare la valle dell’Isonzo. E’ anche sede dell’unico ristorante con 3 stelle Michelin della Slovenia, la famosissima Hiša Franko di Ana Roš, considerata la migliore chef donna al mondo.

A Kobarid ci sono diversi ristoranti, un albergo, numerosi B&B, campeggi e supermercati. Non aspettatevi prezzi bassi però. Nel centro del paese si trova il Kobariški Muzej, il museo della grande guerra, mentre su una collina che domina l’abitato, visibile già a km di distanza, sorge il grande ossario italiano dominato dalla chiesa di Sant’Antonio. Ovunque attorno a Kobarid ci sono i segni tragici della prima guerra mondiale, lungo la cosiddetta Pot Miru, walk of pease, un percorso storico-museale da non perdere.
A due passi da Kobarid incontriamo un altro ponte molto famoso: Napoleonov most, il ponte di Napoleone. Qui il fiume si fa stretto stretto e scorre giù in basso in fondo a una gola attraversata da questo piccolo ponte. Da qui parte la bella passeggiata che porta fino a uno dei gioielli naturali della zona: Slap Kozjak.

Su una collina sopra l’abitato di Kobarid si trova invece un interessante sito archeologico: Tonocov Grad. Qui era presente un insediamento umano già nell’età della pietra e del ferro, ma conobbe la sua massima prosperità tra il IV e il VI secolo con oltre venti case e diverse chiese. I resti di queste costruzioni, ottimamente conservati, e i ricchi ritrovamenti classificano Tonovcov grad tra i più importanti insediamenti collinari tardoantichi delle Alpi orientali.
Facendo una piccola deviazione si arriva all’abitato di Drežnica, ai piedi del monte Krn. Questo paese (e la sua delegazione Drežniške Ravne) diventa molto popolare durante il Carnevale. Qui infatti si svolgono ancora feste con le maschere tradizionali della zona, di origine molto antica. Nel vicino villaggio di Koseč si può fare invece una bellissima passeggiata tra cascate e un’antica chiesetta affrescata.

Ma torniamo al nostro Isonzo. La parte di fiume tra Kobarid e Bovec è la più gettonata per gli sport adrenalici, in particolare il rafting e il kajak tra le rapide del fiume color smeraldo (solo per pagaiatori più che esperti!). Molte sono le agenzie che propongono dei pacchetti adrenalinici ai tantissimi turisti che visitano questa zona in estate. L’ansa chiamata “Otona” è una delle più gettonate della zona.

Dal ponte di Napoleone a Caporetto si può anche camminare lungo l’Isonzo fino al villaggio di Trnovo ob Soči. Il percorso è semplice, panoramico, costeggia il fiume (che si può attraversare con alcuni ponti sospesi) ma è sconsigliabile percorrerlo in estate a causa delle alte temperature e umidità, oltre alla presenza di moltissimi turisti. Potendo scegliere, è molto meglio andare fuori stagione.
Kobarid: da non perdere:
- Il museo della grande guerra Kobariški Muzej e l’ossario italiano
- L’iconica cascata Slap Kozjak
- Il carnevale a Drežnica e Drežniške Ravne
- Rafting sull’Isonzo
- Una cena da Hiša Franko (se avete molti soldi!)
Isonzo – Soča: da Bovec a Trenta
Prima di raggiungere Bovec, uno dei centri più importanti della valle, proseguiamo con le attrazioni adrenaliniche segnalando, nel villaggio di Žaga, quella che viene definita la più grande zipline dell’Unione Europea, chiamata Bovec Zipline. In realtà si tratta di ben 10 zipline per un totale di 4km e 250m di altitudine tra l’inizio e la fine del percorso. La zipline attraversa il canyon del torrente Učja che scende dalla Val Resia/Rezija in Italia.

Basta adrenalina, torniamo alle meraviglie naturali! Superato l’abitato di Žaga, subito dopo l’Hotel Boka, s’incontra la più alta cascata della Slovenia, Slap Boka. Si può vedere già dal ponte che attraversa un’enorme pietraia, ma vale la pena spendere 10/15 minuti di camminata a piedi fino a un punto panoramico sulla cascata. D’estate non è particolarmente scenografica a causa della poca acqua, ma in primavera, quando le nevi si sciolgono, è davvero spettacolare.
Proseguiamo in direzione di Bovec e facciamo un’altra piccola deviazione a sinistra seguendo le indicazioni per il campo da golf, che attraversiamo, fino al parcheggio (a pagamento) della cascata Slap Virje. La cascata di Virje non è certo alta come la Boka, ma è senza dubbio una delle più belle, romantiche e affascinanti dell’intera vallata. Da non perdere. Come sempre meglio fuori stagione (più acqua e meno gente). Dalla cascata si può risalire il torrente Gljun fino alle sue sorgenti.

Bovec è il centro principale dell’alta valle dell’Isonzo. E’ una cittadina gradevole con tutti i comfort per i tanti turisti che accorrono da queste parti. Era anche uno dei luoghi più gettonati nei mesi invernali grazie al comprensorio sciistico transfrontaliero del monte Kanin, l’unico sopra i 2000m in Slovenia, ma purtroppo la vecchia telecabina è al momento chiusa con scarse speranze di ripristino. Per sciare sul Canin, sul versante italiano, si deve andare a Sella Nevea.
Da Bovec parte (o arriva) la Soška pot un magnifico trekking che arriva (o parte) fino alle sorgenti dell’Isonzo, solitamente effettuato in due tappe. Qui inizia quella che è a mio parere la parte più bella della vallata, quella alpina, racchiusa nel Parco Nazionale del Triglav.

Dopo Bovec la strada principale si biforca: andando dritti si va verso Tarvisio e il passo del Predil, passando ai piedi del monte Mangart e, prima, accanto alla fortezza Kluže e sopra le gole della Koritnica. Andando invece a destra si passa accanto a uno dei tanti cimiteri austro-ungarici della grande guerra e si torna verso l’Isonzo, passando accanto al museo all’aperto Ravelnik con trincee e testimonianze della prima guerra mondiale.
Qui inizia la cosiddetta “Val Trenta“, indubbiamente una delle vallate più belle della Slovenia. Prima tappa irrinunciabile è la Velika korita Soče, ovvero la grande forra dell’Isonzo. presso l’abitato (sparso) di Soča. Si lascia l’auto e si prosegue a piedi lungo il fiume, su un ponte sospeso da dove si può ammirare la forza di questo fiume nei passaggi strettissimi tra le rocce scavate dall’acqua.

Da qui parte la valle Lepena, una valle chiusa, circondata dai monti, alla fine della quale inizia il trekking che porta al Krnsko jezero, il lago del Krn, il più grande lago alpino della Slovenia. Nell’idilliaca valle Lepena si trova anche il Šunikov vodni gaj, il bosco delle acque di Šunik, un insieme di torrenti che formano forre, cascatelle, giochi d’acqua immerso nel verde della valle dell’Isonzo. Da non perdere, specie fuori stagione.

Poco più a monte si trova la Mala korita Soče, ovvero la piccola forra dell’Isonzo, altrettanto bella nonostante le dimensioni ridotte. Si arriva al “centro”, se così si può dire, del paese Soča che nasconde un piccolo gioiello all’interno della chiesa del paese: gli affreschi del pittore sloveno Tone Kralj, molto attivo da queste parti.
Si arriva infine a Trenta, l’ultimo paese prima del “muro” delle Alpi Giulie attraversato solo dal passo del Vršič (Moistrocca). In paese si può visitare il Dom Trenta, un museo etnologico sulla vita in questo sperduto villaggio alpino. Da qui si può intravedere anche la cima del Triglav.

Proseguendo verso il passo del Vršič ci attendono ancora alcune perle: le sorgenti dell’Isonzo, Izvir Soče, il giardino botanico alpino Juliana e la statua di Julius Kugy, il grande alpinista e scrittore goriziano, un vero figlio del suo tempo: di origine slovena, non ne parlava la lingua, conosceva tedesco, italiano e friulano e combattè tutta la vita contro i nazionalismi e a favore della convivenza tra i popoli.

Bovec: da non perdere:
- Slap Boka e Slap Virje, due cascate molto diverse
- Soška pot: 2 giorni di camminata lungo l’Isonzo
- La valle Koritnica, dal forte Kluže fino al Mangart
- La val Trenta con le forre dell’Isonzo
- La valle Lepena con il Šunikov vodni gaj e il lago del Krn
- Le sorgenti dell’Isonzo (Izvir Soče)
- Il passo del Vršič con la statua di Kugy
Video: alla scoperta del fiume di smeraldo
In occasione di un evento dedicato al fiume Isonzo – Soča nel 2024 abbiamo realizzato un video dove mostrare l’incredibile bellezza e forza di questo fiume dal colore unico. Dalle sorgenti fino a Nova Gorica, nei mesi invernali, quando è più potente e ricco d’acqua.




Conosco questa zona, anche se non nel dettaglio con cui la descrivi tu. Ricordo una bella gita da ragazza con gli amici alle sorgenti dell’Isonzo, e anni dopo una in famiglia a Tolmino e dintorni. Sono luoghi del cuore che mi piacerebbe rivedere e approfondire
Che colori meravigliosi le acque nella valle dell’Isonzo. Non ho ancora avuto modo di andarci, ma a leggere le informazioni che hai lasciato qui, vien proprio voglia di partire all’istante.
Abbiamo finalmente in programma un viaggio in Slovenia a Pasqua, e non ti nego che il tuo sito mi è molto utile per pianificare tappe e definire itinerario. Spero solo che il meteo in quel periodo sia clemente perchè vorrei visitare questi luoghi straordinari con la luce che meritano!
Ma che bei posti… E che cascate! Tanti anni fa siamo stati a Caporetto e abbiamo fatto un’escursione storica-naturalistica di qualche ora tra i boschi e le trincee. Ricordo il colore così particolare di questo fiume… sembrava quasi finto!! Mi piacerebbe tornare con più calma in quelle zone!
Ecco, questa valle è visitabile tutto l’anno? Vorremmo esplorarla in auto, suddividendo le tappe lungo il percorso.
In effetti conosco il fiume Isonzo ma ero tra quelli che non sapevano che la sua origine fosse in Slovenia. Bellissime le tappe lungo il suo percorso, sia per i paesaggi che per i piccoli villaggi che si incontrano lungo la strada.
Kobarid la conoscevo invece non solo per la storia, ma proprio per via del ristorante di Ana Roš dove vorrei proprio cenare prima o poi.
Le gole di Tolmin e Šunikov vodni gaj, il bosco delle acque nella valle Lepena, mi ispirano davvero moltissimo! Sai che amo molto l’acqua come elemento e quando si tratta di fiumi e di gole allora non posso che essere presente! Splendide le tue fotografie che rendono ancora più affascinante la mia amata Slovenia!
Ci siamo stati vent’anni fa’, che dire quindici giorni intensi in questi posti meravigliosi, che dire… la Slovenia ci è rimasta nel cuore, spero un domani di poterci tornare.
Abbiamo scelto di visitare questa zona per Caporetto, ma il suo lato naturale e i meravigliosi colori dell’isonzo sono stati una bellissima sorpresa. Una zona tra le più belle della Slovenia a mio gusto