Festival della Malvasia - Festival Malvazije a Portorož Portorose

Festival della Malvasia istriana 2026, un vino dalle mille sfumature

Il primo fine settimana di primavera la bella cittadina costiera di Portorož-Portorose ospita uno degli eventi enologici più interessanti della Slovenia: il Festival della Malvasia istriana, organizzato dall’Associazione dei viticoltori dell’Istria Slovena.

Il festival celebra la sua 28ª edizione, quest’anno in una veste rinnovata. Protagonista indiscussa resta la Malvasia, vitigno simbolo dell’Istria slovena, ma coltivato con successo anche in altre zone vitivinicole slovene, come sul Carso, nella valle della Vipava e in Brda, nonché in Italia e Croazia.

Festival della Malvasia istriana – un evento diffuso

A differenza degli scorsi anni, l’evento centrale del festival, la grande degustazione con più di 60 produttori e oltre 160 etichette provenienti da Slovenia, Croazia e Italia, si è svolta in un’unica giornata, di sabato, sempre presso il Centro Congressi dell’Hotel Slovenija di Portorose.

Il venerdì, invece, presso la cantina Vinakoper, si è tenuto un simposio dedicato a viticoltori, professionisti del settore e appassionati. L’incontro si è concentrato sulla Malvasia, analizzandone evoluzione, prospettive future e le implicazioni della nuova normativa sul vino. Il dibattito ha messo in luce la viticoltura come settore caratterizzato da notevoli effetti positivi, in grado di collegare turismo, gastronomia, cultura e sviluppo delle destinazioni turistiche.

Ma il festival ha preso vita già nelle settimane precedenti con il Malvazija Tour: una serie di appuntamenti gastronomici organizzati in tutta la Slovenia, pensati per valorizzare l’incontro tra la Malvasia e la cucina locale. Un percorso diffuso che ha accompagnato il pubblico verso l’evento principale attraverso esperienze di gusto e convivialità.

Noi abbiamo partecipato al Malvazija Tour presso il ristorante Brič di Dekani, di cui abbiamo già avuto modo di conoscere l’eccellente cucina. Ben 15 etichette di malvasia hanno accompagnato la cena di 5 portate, spiegata e commentata dal titolare del ristorante e sommelier Gregor Kocijančič. Un’esplosione di sapori dal mare (gamberi, scampi, pesce spada) alla terra (selvaggina, bistecca di manzo), passando per le eccellenze dell’Istria slovena come l’olio extravergine d’oliva e i fichi.

Ad arricchire la serata, la presenza di Miralem Junuzović, secondo miglior sommelier della Slovenia, che per ogni portata ha commentato gli abbinamenti dei vini, motivando le sue preferenze. Oltre al piacere del palato, la serata è stata un’esperienza unica proprio grazie alle tante informazioni e spunti che abbiamo ricevuto sul mondo del vino e della malvasia in particolare.

Festival della Malvasia istriana – tra degustazioni e masterclass

Il programma del festival di sabato ha intrecciato momenti di approfondimento tecnico con le masterclass e le degustazioni guidate, nonché la grande degustazione finale che ha messo a confronto territori, interpretazioni e tradizioni enologiche diverse. Pur mantenendo una forte identità, infatti, la malvasia si esprime in modo molto diverso a seconda del territorio. Le aree costiere offrono vini più freschi e sapidi, mentre le zone collinari e i terreni calcarei danno origine a versioni più strutturate e complesse. Ne emerge una vera e propria mappa sensoriale dei terroir dell’Adriatico e del Mediterraneo e la partecipazione dei produttori riflette questa varietà.

Tra le novità di quest’anno ci sono le degustazioni guidate, che aiutano i visitatori a comprendere il vino a un livello più profondo. Sommelier ed enologi illustrano le differenze tra i vari stili di Malvasia, mettendo in evidenza l’aroma, la struttura e l’influenza del territorio o del metodo di produzione. In questo modo, le persone scoprono sfumature nel vino che altrimenti non avrebbero percepito e riescono anche a comprendere meglio gli abbinamenti di cibo e vino.

Momento imperdibile del festival sono le masterclass. Boštjan Zidar della cantina Vinakoper ci ha fatto degustare diversi tipi di Malvasia, raccontando la storia di questo vino che dall’Istria ha raggiunto le vette mondiali, mentre l’attuale campionessa nazionale di sommelier Simona Česen ha presentato tutte le sfaccettature del Malvasia.

Ma la masterclass più sorprendente e coinvolgente, decisamente fuori dagli schemi, è stata quella della sommelier italiana Liliana Savioli. Liliana sa stupire il pubblico con il suo approccio sinestetico alla degustazione del vino: un intrecciarsi di sensi che si sovrappongono, si compenetrano e si completano. Quest’anno il vino si è intrecciato con la musica: accompagnata dalla giovane e virtuosa violinista Giada Visentin, che ci ha deliziati suonando dal vivo, Liliana ha abbinato diversi stili di malvasia a brani di musica classica. Un’esperienza emozionante e unica che si può vivere solo al Festival della Malvasia Istriana.

Festival della Malvasia istriana – un evento di campioni

Il Festival della Malvasia istriana non è fatto solo di eventi per il pubblico e degustazioni, ma è anche e soprattutto una vera e propria gara tra vignaioli. Prima dell’inizio della kermesse, infatti, una commissione di esperti valuta i vini presentati, suddivisi in cinque categorie: spumanti, malvasie fresche, malvasie mature, malvasie macerate e malvasie con zuccheri residui. Quest’anno sono stati valutati ben 110 campioni di malvasia, che hanno ottenuto 51 medaglie d’oro e 4 grandi medaglie d’oro.

Tra gli spumanti si è distinto lo spumante Pallidia della cantina Vina Sanabor, tra i vini freschi il Malvasia Istriano 2 2025 della cantina Damjanić Wines, tra i vini maturi ha convinto maggiormente la Malvasia 2021 della cantina Vina Markovič, tra i vini macerati la commissione ha incoronato il Malvasia Šinjora 2023 della cantina Vina Prelac, mentre il vincitore tra i Malvasia con residuo zuccherino è il Malvasia dolce 2023 dell’azienda agricola Cigoj.

Festival della Malvasia istriana – un evento di cuore

Cos’è che rende così speciale il Festival della Malvasia istriana rispetto a tanti altri eventi enologici? Indubbiamente il coinvolgimento dei viticoltori, la cui passione traspare in ogni sorso di malvasia e in ogni parola che scambiano con i visitatori durante le degustazioni.

La stessa passione che in tutti questi anni Ingrid Mahnič, presidente dell’Associazione dei viticoltori dell’Istria Slovena, ha messo nel dare vita e portare avanti questo festival rendendolo speciale, come lei stessa descrive: “Anche se l’evento cresce di anno in anno, il suo fondamento è rimasto lo stesso: al centro vi sono il vino, i viticoltori e la qualità.

Anche quest’anno il Festival della Malvasia istriana conferma il suo ruolo di uno degli eventi enologici più importanti della Slovenia e di ambasciatore della Malvasia e dell’Istria slovena come destinazione enoturistica.

Sara Terpin

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