Orsi Slovenia Loška dolina

Zeleni kras: visitare castelli, esplorare grotte e vedere gli orsi in Slovenia

La regione del carso verde, Zeleni kras, è decisamente una delle nostre preferite: un po’ perché si trova vicino a casa e quindi si raggiunge comodamente, ma soprattutto perché riesce ogni volta a regalarci nuove emozioni e scoperte. Siamo già stati diverse volte in questa zona, che fa parte della regione della Notranjska, ma una cosa non avevamo mai potuto fare: vedere gli orsi dal vivo, nel loro habitat naturale; un’esperienza incredibile che finalmente abbiamo potuto aggiungere al nostro carniere!

E siccome non ci bastava vedere gli orsi, ne abbiamo approfittato anche per esplorare una nuova, incredibile grotta con fiume sotterraneo e per tornare a visitare uno dei castelli più famosi ed emblematici di tutta la Slovenia. Ma non anticipiamo troppo, andiamo per gradi! 😉

Planinska jama: un’incredibile avventura sotterranea

La prima meta del nostro nuovo giro per il carso verde comincia nel piccolo villaggio di Planina, a pochi chilometri dalle celebri Grotte di Postumia e dallo splendido e selvaggio Rakov Škocjan. E ciò che siamo andati a vedere è proprio strettamente legato a queste due attrazioni naturali poco lontane.

Il grande ingresso alla Planinska Jama col fiume Unica. Zeleni kras
Il grande ingresso alla Planinska Jama col fiume Unica.

La Grotta di Planina, Planinska jama, è infatti percorsa dal fiume Unica che si forma proprio all’interno della grotta dall’unione del fiume Pivka, che ha formato le grotte di Postumia, col fiume Rak, che ha scavato Rakov Škocjan. Il fiume Unica poi esce dalla grotta, passa per il Planinsko polje presso il villaggio di Planina e quindi si inabissa nuovamente per sbucare definitivamente presso Vrhnika, formando la Ljubljanica, il fiume che attraversa la capitale Lubiana.

L'entrata nella Planinska jama. Zeleni kras
L’entrata nella Planinska jama.

Capire l’idrografia di questa regione è impresa ardua: i fiumi sgorgano e si inabissano continuamente, cambiano nome, formano laghi che a loro volta compaiono e scompaiono ed è davvero difficilissimo capirne il corso. Ma non è un problema per noi, che siamo qui esclusivamente per scoprire le meraviglie della Planinska jama assieme alla nostra guida Borut Novak.

Con la nostra guida alla fine del tour. Zeleni kras
Con la nostra guida alla fine del tour.

All’interno della Planinska jama si possono fare due tipi di visita: quella “classica”, che si percorre interamente a piedi lungo il corso del fiume Unica fino a 500 m all’interno della montagna, della durata di circa un’ora, oppure la visita “lunga”, che oltre alla parte classica prevede un tratto sul gommone e un tratto finale a piedi con piccole arrampicate e passaggi stretti, che si spinge fino 3,7 km e dura tra le 4 e le 6 ore. Noi abbiamo fatto la visita lunga ed è durata ben 7 ore!

Vestiti di tutto punto da bravi speleologi e indossato il caschetto con la luce, siamo pronti per la nostra nuova avventura all’interno della Planinska jama. Nella grotta non c’è alcuna fonte di luce e pertanto è essenziale avere una buona torcia e pile di scorta, tutto fornito dalla nostra bravissima guida. Ci incamminiamo quindi in basso, verso il fiume e presto ci appare davanti l’imponente ingresso della grotta. Superiamo il cancello e cominciamo il percorso “classico”.

Le incredibili formazioni della grotta.
Le incredibili formazioni della grotta.

La prima cosa che si nota è l’esistenza di un percorso pedonale, che percorreremo per tutto il suo tratto agibile, che l’esercito italiano aveva costruito alla fine della prima guerra mondiale, quando questa zona era stata occupata dal Regno d’Italia, cercando di collegare la Planinska jama con le grotte di Postumia. Impresa mai conclusa di cui restano a memoria spezzoni di ponti e passerelle che si possono ancora oggi vedere proseguendo nella camminata.

La Planinska jama è la grotta con acque sotterranee più grande della Slovenia e in più è anche l’unica al cui interno confluiscono due fiumi. Il percorso turistico classico finisce proprio dove il fiume Pivka e il fiume Rak si uniscono per dare forma alla Unica. Qui un nuovo cancello ci separa dalla parte più entusiasmante della nostra avventura.

Si oltrepassa il secondo cancello e si scende sulla “spiaggia” sul fiume Pivka, dove ci aspetta un gommone giallo. Si sale a bordo, si prendono i remi e si comincia a faticare sul serio! Il livello della Pivka non è alto e due/tre volte bisogna scendere e spostare a mano il gommone per non rovinarlo sulle pietre, ma per la maggior parte del tempo si naviga tranquillamente, controcorrente, sulle tranquille e limpidissime acque dela Pivka.

Il silenzio è irreale, interrotto solo dalle gocce d’acqua che cadono da qualche stalattite, mentre se si spengono le torce il buio è assoluto. Puntando la torcia verso l’acqua si può godere di uno spettacolo davvero unico: decine di protei (človeška ribica) nuotano tranquillamente attorno al nostro gommone, in totale libertà, nel loro habitat naturale.

Un proteo nuota nel fiume Pivka.
Un proteo nuota nel fiume Pivka.

La parte sul gommone dura circa un’ora e mezza, fino al sifone finale, dopo di che si attracca e inizia la parte finale, la più impegnativa, verso il ramo della grotta chiamata “Paradiso“: e ci sarà un perché! Questo tratto finale è lungo 700 metri e richiede un po’ di abilità ed equilibrio. Bisogna infatti risalire un pozzetto alto circa quattro metri, aiutandosi con una scala a pioli molto irregolari e quindi un tratto ripido e scivoloso aiutandosi con delle piccole staffe e pioli di metallo.

Le meravigliose formazioni della grotta.
Le meravigliose formazioni della grotta nel ramo Paradiso.

Il percorso è delimitato da dei nastri, al fine di danneggiare il meno possibile la grotta, ma non esiste un percorso turistico, si cammina sulle pietre, sul fango, sull’acqua. Questo ramo è senza dubbio il più spettacolare della grotta, con meravigliose concrezioni, colonne, drappeggi, “spaghetti”, etc… arrivando fino alle sale finali, raggiungibili strisciando per un paio di brevi passaggi e ammirando delle vaschette formate da barriere calcitiche.

Inebriati da tanta bellezza non ci si accorge minimamente del tempo che passa, se non per un po’ di fame (bene portarsi qualche barretta energetica e da bere). Siamo arrivati in fondo alla grotta e sono già passate quattro ore. La via del ritorno è la stessa dell’andata, da percorrere sempre con prudenza, specie nelle parti ripide e sdrucciolevoli, in discesa ancora più insidiose. L’aiuto della bravissima guida è fondamentale.

Un tetto di stalattiti luccicanti!
Un tetto di stalattiti luccicanti!

Si ritorna quindi fuori dalla grotta dopo ben sette ore passate all’oscuro, il sole ci abbaglia come fossimo dei vampiri, il tempo è volato, siamo completamente infangati e stanchi morti, non abbiamo minimamente sentito lo sbalzo di temperatura (a forza di remare e camminare quasi si suda, nonostante i 13 gradi) e ci portiamo nel cuore dei ricordi incredibili di questa grotta. Ma non c’è tempo da perdere, ci attende la nostra seconda avventura della giornata: gli orsi!

Osservare gli orsi in Slovenia nella Loška dolina

Punto di partenza per la nostra avventura con gli orsi sloveni è il TIC Lož, ovvero il centro di informazioni turistiche del piccolo paese di Lož, al centro dell’omonima valle, Loška dolina. Qui ci accoglie Romana Nared che ci fa accomodare e ci spiega la storia degli orsi in Slovenia, le loro abitudini, il loro habitat e ci dà le indicazioni su come comportarci correttamente durante il “bear-watching”: cellulare spento, sosta in bagno prima di partire, niente cibo, silenzio e tanta pazienza, in attesa che arrivino i nostri amici orsacchiotti!

Il primo orso non si scorda mai!
Il primo orso non si scorda mai!

La nostra guida, il cacciatore Zdravko Turk, ci viene incontro con la sua jeep e ci fa strada verso il punto di osservazione, posto nei boschi sopra l’abitato di Lož. La strada è sterrata e sembra non finire mai, troviamo anche dei lavori in corso che ci sbarrano la strada, dobbiamo proseguire a piedi e comincia a piovere: sembra che tutto sia contro di noi, ma non ci diamo per vinti e arriviamo alla nostra “opazovalnica“, un capanno sopraelevato una decina di metri dal suolo, sul quale saliamo con una ripida scaletta. Ci mettiamo comodi, macchina fotografica sul cavalletto, teleobiettivo, scatto silenzioso e aspettiamo con fiducia.

La pioggia intanto è già finita e dopo circa mezz’ora di attesa la nostra guida comincia ad agitarsi muovendo le braccia silenziosamente per richiamare la nostra attenzione: è arrivato il primo orso! L’emozione è di quelle enormi, il cuore batte a mille, subito faccio partire la registrazione video con una macchina fotografica mentre con l’altra cerco di scattare qualche foto al nostro primo visitatore.

Qualcosa si muove dietro agli alberi... un orso!
Qualcosa si muove dietro agli alberi… un orso!

Primo di una lunga serie: in circa un’ora e mezza, infatti, vengono a farci visita ben quattro orsi, più una volpe, che però scappa subito, alla vista dei grossi plantigradi! Un orso davvero grande, un maschio dominante, se ne sta praticamente tutto il tempo lì sotto ai nostri occhi. Mangia, si gratta, si riposa accanto a un tronco, torna a mangiare, scaccia un altro orso. Insomma, fa il padrone di casa. Gli altri tre, una femmina e due maschi più giovani, vanno e vengono, stando sempre a debita distanza dal maschio alfa.

Purtroppo non arrivano mamme coi cuccioli (una era passata la sera prima, ci dirà il nostro cacciatore), che sarebbero stati la ciliegina sulla torta già di per sé buonissima, ma davvero non possiamo minimamente lamentarci di questo nostro primo incontro con gli orsi della Notranjska. Un’emozione che resterà indimenticabile.

Dormire in un capanno nel bosco

Siccome l’appuntamento con gli orsi si prolunga fino a quando non fa buio, subito dopo si ha una fame da lupi ed è anche l’ora di cercare un alloggio per la notte. Nella Loška dolina le possibilità di pernottamento sono piuttosto limitate, ma c’è un luogo speciale nel quale si può continuare a vivere avventurosamente e nel cuore della natura anche durante la notte: l’agriturismo Jure.

L'agriturismo Jure, in mezzo al verde.
L’agriturismo Jure, in mezzo al verde.

Jure Kordiš ha restaurato una casa in mezzo al bosco a Gornje Poljane, in linea d’aria forse un paio di chilometri da dove abbiamo visto gli orsi, ma con l’auto almeno mezz’ora di strada, in parte sterrata. Oltre alla casa, dove offre un appartamento o una stanza doppia, la cena e la colazione, ha costruito nel bosco un capanno di legno per l’osservazione degli animali, come quello da dove abbiamo visto gli orsi, ma dotato di un letto a castello e un mini bagno chimico.

Il nostro capanno dove abbiamo passato la notte.
Il nostro capanno dove abbiamo passato la notte.

Una sistemazione sicuramente spartana, non c’è infatti elettricità né acqua, ma ideale per godersi fino all’ultimo, nel cuore della notte, la magica atmosfera dei boschi della Notranjska. Due ampie finestre che danno su una radura possono essere aperte e, binocoli alla mano, si possono guardare gli animali che passano. Siccome di notte è completamente buio, si possono ascoltare i loro versi, anche con l’aiuto di uno speciale microfono che amplifica i rumori.

Pronti a osservare gli animali dal capanno!
Pronti a osservare gli animali dal capanno!

Tra i mille rumori del bosco, se si alza lo sguardo si può ammirare anche un cielo con miliardi di stelle. Noi, ahimé, eravamo troppo distrutti dalla precedente avventura nella grotta, siamo subito crollati nel sonno profondo e non ci siamo svegliati sufficientemente presto per poter vedere qualche animale “esotico”, così ci siamo dovuti accontentare di un simpatico scoiattolo, che è scappato subito quando ho preso in mano la fotocamera! Magari nottetempo altri orsi, lupi o la rarissima lince sono passati sotto di noi mentre dormivamo.

La Loška dolina è una piccola regione rurale e presso l’agriturismo Jure, dove abbiamo dormito, si può ammirare un piccolo museo etnografico chiamato “Pr’ Hostovih” che ci racconta, attraverso gli oggetti di ogni giorno raccolti dalla famiglia Kordiš, la vita dei contadini locali nella prima metà del XX secolo: dagli aratri, trebbiatrici e attrezzi da lavoro, alle slitte per il gelido inverno, alla cucina e alla camera da letto.

Accompagnati dal gentilissimo Jure siamo andati anche alla scoperta dei segni lasciati dagli orsi che, regolarmente, fanno capolino da queste parti; è facile imbattersi in escrementi di orsi, così come in graffi lasciati sulle piante e sui tronchi degli alberi. Cinque minuti a piedi sopra l’agriturismo sorge la piccola chiesa di Sant’Andrea che nasconde al suo interno un meraviglioso soffitto di legno riccamente decorato, oltre ad altari lignei di pregevole fattura.

Cosa vedere nella Loška dolina, la valle delle “ostrnice”

La Loška dolina è una verdissima vallata che si estende ai piedi del monte Snežnik, la cima più alta della Slovenia al di fuori delle Alpi, fino al confine con la Croazia. Piccoli paesi rurali sono circondati da dolci colline ricoperte da fitti boschi, habitat perfetto per i numerosi orsi che vivono da queste parti, ma anche per lupi, camosci, linci, tassi e soprattutto ghiri, l’animale più “famoso” della zona, dopo l’orso ovviamente. Famoso più che altro per finire catturato con le tipiche trappole di legno e mangiato!

Il romantico Grad Snežnik
Il romantico Grad Snežnik.

Il romantico castello di Snežnik è senza dubbio l’attrazione più famosa di questa zona, insieme alla splendida Križna jama, la grotta di cristallo. Il simbolo della Loška dolina sono però le “ostrnice“. Ma cosa sono le ostrnice? Al contrario del resto della Slovenia, dove vengono usati i tipici kozolec (o toplar) per far essiccare il fieno, nella Loška dolina si usano le ostrnice, ovvero dei rami piantati verticalmente nel terreno sui quali viene arrotolato il fieno per essere essiccato. Viste da lontano sembrano file di giganti di fieno in fila indiana lungo i campi.

Ostrnice a Stari Trg pri Ložu.
Ostrnice a Stari Trg pri Ložu.

Si possono vedere tre ostrnice davanti al municipio della Loška dolina, a Stari Trg pri Ložu. Poco distante, nel centro del paese, si trova anche la bella parrocchiale di San Giorgio, nonché l’unica gostilna (trattoria) della zona. Altre ostrnice si possono vedere in giro per i campi della Loška dolina nei mesi estivi. Noi ne abbiamo viste a Šmarata, poco distante dal Grad Snežnik, vicino alla bella chiesetta di Sv. Marjeta.

La Loška dolina è famosa in Slovenia non solo per gli orsi, le grotte e i castelli, ma anche per essere la regione più fredda del paese: viene infatti anche soprannominata “Siberia slovena“. Nel paese di Babno polje, al confine con la regione croata del Gorski Kotar, sono state infatti registrate le più basse temperature della Slovenia, addirittura -36.4°C nell’inverno 1968, ma c’è chi dice che nel 1929 si fossero raggiuti i -39.6°C!

Presso il centro di informazioni turistiche TIC Lož, dove è possibile acquistare libri, prodotti locali e bellissimi souvenir d’artigianato (tra cui dei dolcissimi orsetti di pelouche realizzati interamente a mano), troverete anche un souvenir molto particolare. Si tratta di un sacchetto contenente il “Babnopoljski mraz” – il freddo di Babno polje. Davvero un souvenir a dir poco originale!

Il più famoso dei castelli sloveni: Predjama

Dopo tanta natura, la nostra gita nella Notranjska, nel cuore del carso verde, non poteva che finire nel modo migliore presso quello che è probabilmente il castello più famoso della Slovenia: il castello di Predjama, o Predjamski Grad. Chiunque sia stato in Slovenia o abbia anche solo sfogliato una brochure sulla Slovenia lo avrà sicuramente visto. A pochi chilometri dalle grotte di Postumia, è probabilmente l’unico castello al mondo costruito non solo sulla roccia, ma pure dentro a una grotta.

Il castello di Predjama, costruito sulla roccia.
Il castello di Predjama, costruito sulla roccia con al grotta alle sue spalle.

Tra i tanti proprietari che si sono susseguiti, il suo inquilino più famoso è stato senza dubbio l’ormai celebre Erasmus da Lueg (Erasmus von Lueg, Erazem Predjamski), il barone ladro, una sorta di Robin Hood locale, figlio del governatore imperiale di Trieste Nikolaj Lueger.

Secondo la leggenda, Erasmo nel 1493, durante un alterco, uccise il maresciallo Pappenheim. Scappò quindi a Predjama, da dove saccheggiava i vicini paesi della Carniola, appoggiato dal re ungherese Mattia Corvino.

Pappenheim era amico dell’imperatore Federico III, che inviò il governatore di Trieste Gaspar Ravbar ad assediare il castello di Predjama sperando di affamare Erasmo fino alla resa; impresa fallita, visto che il castello veniva rifornito attraverso un tunnel segreto dalla grotta dietro al castello. Si dice che Erasmo fu però tradito da uno dei suoi uomini e ucciso con una cannonata sull’unico luogo indifeso del castello: il bagno!

Come visitare il castello di Predjama

Il castello di Predjama si visita seguendo un percorso numerato con un’audioguida multilingue contactless che in ogni punto d’interesse spiega la storia del luogo, rendendo la visita estremamente interessante e piacevole. È incredibile vedere come l’uomo sia riuscito a unire l’architettura naturale della grotta e della montagna con quella artificiale del castello, che si fondono l’una nell’altra.

Gran parte dell’arredamento d’epoca è purtroppo andata persa, ma all’interno del castello possono comunque essere visitate la zona abitativa, la cappella, le prigioni e ovviamente la parte naturale, all’interno della grotta. Molto interessanti sono le canalette scavate nella roccia per raccogliere l’acqua piovana, abbondante nella grotta, che dava da bere a tutto il castello.

Insomma, ancora una volta il carso verde, Zeleni kras, non ci ha minimamente deluso, anzi, ci ha regalato nuove, grandissime emozioni indimenticabili e si conferma una delle zone più varie e interessanti della Slovenia, davvero a un passo dal confine italiano.

Il nostro video

Un giro così bello per il carso verde sloveno non poteva fare a meno di un video dove poter ammirare in prima persona le incredibili bellezze di questa zona della Slovenia. Lo potete vedere cliccando qui sotto.

Informazioni utili

Planinska jama

  • Indirizzo: Planina, Slovenia
  • Sito internet: planinskajama.wordpress.com
  • Telefono: +386 (0)41-338-696; +386 (0)41-304-588
  • E-mail: planinskajama@gmail.com

TIC Lož

  • Indirizzo: Cesta 19. oktobra 49, Lož
  • Sito internet: www.loskadolina.info
  • Telefono: +386 (0)81 602 853
  • E-mail: tic.loz@zavod-sneznik.si

Turizem Jure

  • Indirizzo: Dolenje Poljane 3, 1386 Stari trg pri Ložu
  • Sito internet: n/a
  • Telefono: +386 (0)41 810 596
  • E-mail: turizem.jure@gmail.com

Predjamski grad

Carlo Ghio

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

10 commenti