Veliki Snežnik - Monte nevoso

Snežnik salire sulla cima del monte nevoso

Se il Triglav è la vetta più alta e il simbolo della Slovenia, c’è un’altra montagna che le può contendere il titolo di vetta più amata per lo meno per la parte occidentale del paese, quella che un tempo era chiamata Litorale (Primorska). Parliamo del monte Snežnik, conosciuto molto bene anche in Italia col nome di Monte Nevoso, la cima più alta delle Alpi Dinariche e del Carso sloveno, dalla cui vetta si gode di uno dei più bei panorami di tutta la Slovenia.

Il re del Carso

Era tanto tempo che desideravo salire sul monte Snežnik, montagna simbolo del Carso, la cui vetta sfiora i 1800 metri sul livello del mare (1796 per la precisione). Il monte Snežnik è spesso definito come la più alta montagna non alpina della Slovenia. Non fatevi ingannare dal nome di Alpi Dinariche: a dispetto del nome, questa catena montuosa, a cui appartiene lo Snežnik, non rientra in alcuna classificazione alpina ed è considerata una catena montuosa a sé stante.

Yoghi e Bubu? Benvenuti sullo Snežnik, terra degli orsi!
Yoghi e Bubu? Benvenuti sullo Snežnik, terra degli orsi!

Il monte Snežnik si può vedere da tante parti della Slovenia e anche dall’Italia, in particolare dalla zona di Trieste e dal Carso. Come si può intuire dal nome, è una montagna particolarmente fredda, dove spesso e volentieri nevica. Qui è il regno dell’orso bruno, ma anche del lupo e della lince, i tre animali simbolo delle Alpi Dinariche. La vegetazione è anche molto particolare, di transizione tra le Alpi e le Dinariche, con inversione termica nelle tante doline.

Sviščaki, il paese delle vacanze

La via più semplice per salire sul monte Snežnik è quella che parte dal villaggio di Sviščaki, a una ventina di chilometri da Ilirska Bistrica, principale centro della zona. A Sviščaki non c’è nulla, a parte tante piccole casette molto carine immerse nel bosco, un mini comprensorio sciistico e un rifugio. Tutto intorno sterminati boschi di faggi e abeti. Da lì la strada diventa sterrata e se si vuole proseguire fino a Mašun (dove c’è un noto ristorante) o fino al castello di Snežnik preparatevi a fare infinite curve ballonzolando sul macadam a 30 all’ora! 😉

Sviščaki è un luogo idilliaco. Invidio molto chi ha una mini casetta in questo villaggio: sarò io che sono un po’ orso, ma l’idea di passare il tempo libero in una baita in mezzo al bosco (dove vivono gli orsi per l’appunto!) con una marea di sentieri da esplorare mi attira non poco. Nel frattempo si prende l’auto e da Trieste o Gorizia si arriva in circa 1 ora e mezza di strade più o meno tortuose.

L’ascesa allo Snežnik

Salire sul monte Snežnik è decisamente facile e alla portata di tutti. S’impiegano circa 2 ore, partendo dal rifugio di Sviščaki passeggiando per gran parte del tempo in mezzo al bosco. C’è anche una strada sterrata che è percorribile fino a un piccolo parcheggio nel bosco: in questo modo si può ulteriormente accorciare la salita a circa un’ora, ma non credo ne valga la pena, la prima ora è comunque una tranquilla e gradevole passeggiata in mezzo alla foresta.

Camminando tra gli alti faggi del bosco.
Camminando tra gli alti faggi del bosco.

L’autunno credo sia uno dei periodi più belli per salire sullo Snežnik. Le temperature sono fresche, si sale senza sudare e soprattutto il bosco è ricco di faggi che in ottobre si ammantano di giallo creando uno spettacolo di colori davvero meraviglioso. Quest’anno però le foglie sono cadute un po’ in anticipo e quando sono andato io i faggi erano già tutti spogli, ma lo spettacolo era comunque molto bello.

Come detto la prima ora di camminata è tutta all’interno del bosco, che protegge dal sole. Si può camminare lungo la strada (sconsigliato) oppure lungo un sentiero. Ci sono un paio di strappetti un po’ più ripidi, ma per il resto è una passeggiata in leggera e costante salita.

Il magico bosco dello Snežnik in autunno.
Il magico bosco dello Snežnik in autunno.

Raggiunto il piccolo parcheggio dove una catenella ferma gli escursionisti più pigri che si sono spinti fin qui con l’auto si deve proseguire giocoforza a piedi lungo la strada sterrata. La salita si fa più ripida e costante fino alla fine del bosco, fino a un secondo piccolo parcheggio dove può lasciare la jeep il gestore del rifugio. Da qui in avanti niente più bosco, solo pini mughi, pietre, erba e il sentiero che ci porta fino in cima.

Si esce dal bosco e si punta verso la cima dello Snežnik.
Si esce dal bosco e si punta verso la cima dello Snežnik.

La parte finale del sentiero è quella più ripida. Il Mali Snežnik (1694m) s’innalza sulla sinistra, ma proseguiamo diritti fino alla meta, il Veliki Snežnik (1795m). Subito sotto la cima troviamo il rifugio Koča Draga Karolina na Velikem Snežniku. Il rifugio è aperto ogni giorno d’estate, mentre fuori stagione solitamente al weekend, meteo permettendo.

Guardando verso il Mali Snežnik.
Guardando verso il Mali Snežnik.

Consiglio pratico: siccome non sempre il rifugio è aperto e spesso la cucina è chiusa, meglio portarsi da casa qualcosa da mangiare. A Ilirska Bistrica ci sono supermercati e panifici in abbondanza, dopo non si trova più nulla, salvo il rifugio di Sviščaki, anch’esso non sempre aperto.

Ancora un piccolissimo sforzo, solo 5 metri, e siamo sulla vetta del monte Nevoso, dove troviamo il classico timbro (mancava il libro di vetta, stranamente). Qui inizia lo spettacolo incredibile del panorama. Dal monte Snežnik, se la giornata è limpida, si vede di tutto. Verso il mare si vede il golfo di Fiume/Rijeka con l’isola di Cherso/Cres, l’istria col Monte Maggiore/Učka, mentre volgendosi verso nord si vede il Nanos e dietro le Alpi Giulie, col Triglav sopra tutto. Verso est la piana di Lubiana (spesso nella nebbia) e subito sotto la Loška dolina e la valle della Pivka, cuore del carso verde, Zeleni kras.

La vista a 360° dalla cima dello Snežnik.
La vista a 360° dalla cima dello Snežnik.

Difficile staccarsi dalla vetta dello Snežnik, è un posto troppo bello, per lo meno quando non c’è la bora! Tornando verso il rifugio ho anche fatto un bell’incontro: una volpe si stava avvicinando alla casa, probabilmente alla ricerca di cibo. Salendo di giorno feriale s’incontra pochissima gente, tutto il monte è per noi, nel silenzio della natura. Emozioni uniche.

La discesa per tornare a Sviščaki è agevole ma un po’ ripida nella prima parte. Consiglio di percorrere la strada sterrata fino quasi in fondo, per avere una discesa più graduale e meno faticosa. Arrivati quasi all’inizio noterete una freccia verso un punto panoramico sullo Snežnik: è una piccola deviazione che merita, sia per la vista, sia per il magnifico bosco di faggi che si attraversa.

Scendendo lungo la strada del ritorno.
Scendendo lungo la strada del ritorno.

L’ascesa al monte Snežnik/Nevoso è davvero un trekking facile e ricco di soddisfazioni. Non saremo sopra i 2000 metri e nemmeno sulle Alpi, ma la vista che si gode da questa cima non ha davvero nulla da invidiare alle montagne più blasonate. Non posso che consigliarla a tutti, grandi e piccini, sono certo che ne tornerete entusiasti come me!

Nei dintorni

Siccome l’ascesa al monte Snežnik non è molto lunga, è facile che si abbia ancora tempo a disposizione per andare a esplorare un po’ questa bellissima zona della Slovenia. L’ovvia destinazione è il romanticissimo castello di Snežnik, che prende il nome proprio dal monte. Il luogo è incantevole, ma preparatevi a guidare per una trentina di chilometri lungo una strada sterrata nel bosco (da evitare dopo abbondanti piogge).

Grad Snežnik
Il romantico Grad Snežnik.

La stessa strada sterrata, fino a una deviazione, porta anche a Mašun dove sorgono le rovine di un castello, altre casette turistiche e una nota e rinomata trattoria (Gostišče Mašun) specializzata in carne e selvaggina. E sì, potete mangiare anche l’orso se proprio volete (io non credo ci riuscirei mai). Tanti altri percorsi a piedi partono lungo questa strada.

Grad Prem visto dall'alto
Grad Prem visto dall’alto

Tornando a valle Ilirska Bistrica è una cittadina industriale, ma a breve distanza si trova il castello di Prem, a picco sul fiume Timavo/Reka e non molto lontane sono nemmeno le famosissime grotte di Škocjan (San Canziano), patrimonio dell’UNESCO. Subito prima di Pivka si trova invece il Park vojaške zgodovine, il parco della storia militare, la meta più gettonata della zona, molto interessante, anche per un pacifista come me!

Carlo Ghio

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