Il Kurentovanje, simbolo del carnevale in Slovenia

Carnevale in Slovenia: 7 eventi tradizionali da scoprire

Avreste mai pensato che un Paese così piccolo come la Slovenia potesse avere così tante tradizioni di carnevale diverse, che spesso variano non solo da regione a regione, ma addirittura da località a località? Ebbene, lo ammettiamo, neanche noi lo sapevamo. Ma negli anni, esplorando la Slovenia in lungo e in largo, abbiamo avuto modo di scoprire le tante maschere tipiche slovene e le feste a esse legate.

Sì, perché in Slovenia il carnevale (“pust” in sloveno) è una festa molto amata e sentita da tutti, con tradizioni che si tramandano di generazione in generazione e le cui radici risalgono alla notte dei tempi. Le maschere tradizionali, infatti, nascondono in sé le tracce di riti pagani, perlopiù legati al culto degli elementi naturali e alla vita rurale.

I Kurenti per le strade dei paesi della Štajerska
I Kurenti per le strade dei paesi della Štajerska

Durante il periodo di carnevale, quindi, in Slovenia c’è davvero l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda feste ed eventi. Ve ne proponiamo sette, da varie regioni slovene.

Kurent, il demone buono

Il Kurent (chiamato anche Korant) è indubbiamente la maschera di carnevale slovena più famosa. La sua patria è la regione della Štajerska, più precisamente le pianure e le colline nei dintorni di Ptuj (Haloze, Ptujsko polje, Dravsko polje). Ed è proprio nella pittoresca Ptuj, la città slovena più antica (ne abbiamo parlato qui), che si svolge la sfilata di carnevale più importante della Slovenia, il Kurentovanje, dove oltre ai Kurenti si possono vedere maschere tradizionali di tutta la Slovenia e anche ospiti dall’Europa.

Il Kurentovanje di Ptuj, il più famoso carnevale della Slovenia
Il Kurentovanje di Ptuj, il più famoso carnevale della Slovenia

Il Kurent, con il suo pesante costume in pelle di pecora, i campanacci legati intorno alla vita e il grande copricapo potrebbe incutere timore, ma in realtà è un demone buono che scaccia l’inverno e richiama la primavera. Nelle sue cerimonie propiziatorie è accompagnato da tutta una serie di personaggi, tutti con uno specifico significato e ruolo simbolico. Se volete saperne di più, date un’occhiata al nostro articolo:

Kurenti in sfilata a Ptuj durante il Kurentovanje
Kurenti in sfilata a Ptuj durante il Kurentovanje

Qui sotto trovate un breve video e, cliccando QUI la photogallery del Kurentovanje.

Tutta colpa del carnevale: i Laufarji di Cerkno

A Cerkno, località sciistica non lontano da Idrija, il Carnevale diventa il capro espiatorio di tutti i mali accaduti durante l’anno, e come tale viene processato e condannato a morte. È questo l’evento simbolico (e catartico) intorno a cui girano tutti gli eventi e i riti tradizionali del carnevale dei Laufarji, maschere antiche tramandate di generazione in generazione, riconosciute dal Ministero sloveno della cultura come “patrimonio artistico vivo di importanza nazionale”.

Laufarija
il Pust, rassegnato al suo destino!

Anche in questo caso si tratta di tante figure diverse e con un ruolo specifico: tra gli altri ci sono il Vecchio e la Vecchia, l’Oste, il Pastore, il Contadino e ovviamente lui, il Carnevale, con un costume fatto interamente di muschio la cui realizzazione richiede grande perizia e pazienza. Ma la figura che forse attira di più l’attenzione sono i Ta Terjasti, i guardiani del Carnevale, croce e delizia dei bambini, che i Terjasti rincorrono per il paese cercando di “rapirli”.

Laufarija
Ta Bršljanov e Marjetica, l’arrivo della primavera!

Scoprite le altre figure dei Laufarji e i tutti i loro riti qui. Qui sotto invece potete vedere il video di una gita organizzata da noi a Idrija e Cerkno, durante il carnevale!

Nel cuore della comunità: Drežniški pust

Per vedere il Drežniški pust, proclamato “capolavoro vivo del patrimonio culturale nazionale”, bisogna spingersi fino a Drežnica, piccolo paesino ai piedi del monte Krn. Sì perché qui il carnevale non è una sfilata per turisti o curiosi di passaggio, ma è un vero e proprio rito della comunità locale, portato avanti da tempi antichissimi e scandito ancora secondo la tradizione originale. L’organizzazione degli eventi e il travestimento sono appannaggio esclusivo dei ragazzi celibi del paese, riuniti nella “fantovščina” (“confratrernita di ragazzi”). Le preparazioni e i singoli riti di carnevale iniziano già a fine dicembre, per culminare poi il sabato grasso.

carnevale al Drežniški pust
Durante il Drežniški pust

Il Drežniški pust conserva anche un’altra antica caratteristica comune a molte tradizioni carnevalesche slovene: la distinzione delle maschere in due gruppi, Ta Lepi – “i belli” e Ta Grdi – “i brutti”, a simboleggiare l’eterna lotta tra il bene ed il male. A dire il vero, le figure più popolari sono proprio quelle dei brutti, con le loro maschere intagliate nel legno, i campanacci e il gilet in pelle di pecora che lascia scoperte le braccia (e a Drežnica per carnevale fa parecchio freddo!). Il loro sport preferito è rincorrere i bambini e le ragazze per sporcarli con una calza piena di cenere.

Uno dei brutti, "ta grdi"
Uno dei brutti, “ta grdi”

Noi li abbiamo incontrati qualche anno fa. Ecco cosa ci hanno raccontato: Drežniški pust. Qui sotto, invece, un breve video girato nel 2017 a Drežniške Ravne, il paese vicino (e rivale!), durante il loro, splendido, carnevale!

Tanti paesi per una festa: i Pustarji di Grgarske Ravne e Bate

Questa volta restiamo vicino al confine, a pochi chilometri da Gorizia, tra Sveta Gora (Monte Santo) e Banjšice (l’altopiano della Bainsizza). Qui un pugno di minuscoli villaggi tiene viva l’antica tradizione dei Pustarji, che nel periodo del carnevale riportano vita e allegria nelle case dei paesi, molti dei quali ormai scarsamente popolati.

I Pustarji di Grgarske Ravne
I Pustarji di Grgarske Ravne

Sin dal primo mattino del sabato grasso, i Pustarji visitano ognuno dei nove piccoli villaggi della zona e ovunque vengono accolti calorosamente, con grappa e vino della casa, per non parlare degli ottimi dolci tipici di carnevale che le padrone di casa preparano appositamente.

Pustarji di tutte le età si riposano
Pustarji di tutte le età si riposano

Perché sono così benvenuti? Perché, oltre a portare allegria e spensieratezza, scacciano l’inverno e propiziano l’arrivo della primavera e un buon raccolto. Tutto questo è simboleggiato anche dal costume più tipico dei Pustarji, fatto di nastri colorati, campanacci da mucca e un particolare copricapo con un campanello in cima. Anche loro amano cacciare i bambini e le ragazze, che acchiappano con le loro lunghe tenaglie.

La nostra Sara catturata dai Pustarji!
La nostra Sara catturata dai Pustarji!

Noi di Slovely li abbiamo seguiti nelle loro scorribande e ve lo raccontiamo nel nostro articolo e in questo video reportage:

I misteriosi Škoromati

Brkini, la regione collinare tra il Carso e l’Istria, è la patria degli Škoromati, maschere tradizionali molto particolari la cui origine – e soprattutto il significato del nome – restano tutt’oggi un mistero. Un tempo gli Škoromati durante il periodo di carnevale restavano in viaggio anche diversi giorni per visitare tutti i paesi della regione. Oggi si limitano a girare nel proprio paese, di solito il sabato di carnevale o il martedì grasso. Ma anche oggi, proprio come secoli fa, il loro arrivo è atteso con impazienza e i gruppi mascherati vengono accolti con calore e gioia sinceri.

La corsa degli Škoromati a Ilirska Bistrica
La corsa degli Škoromati a Ilirska Bistrica

Gli Škoromati, infatti, portano bene alle case che visitano. Il Pepeljuhar, ad esempio, una delle numerose maschere del gruppo, cosparge il cortile con cenere e frammenti di fieno per propiziare una buona annata. Ma la maschera più attesa (e temuta) dai bambini è lo Škopit o Kliščar, che con enormi tenaglie cattura le sue “vittime” a cui imbratta il volto con la fuliggine. Lo Škopit è accompagnato dai coloratissimi Zgončarji con i caratteristici copricapo conici e i campanacci legati in vita.

Lo Škopit, una delle maschere più celebri degli Škoromati
Lo Škopit, una delle maschere più celebri degli Škoromati

Queste sono solo alcune delle maschere che compongono il gruppo degli Škoromati, tutte di antica origine e con significati simbolici legati perlopiù ai riti pagani di fertilità e rinascita. Un’ottima occasione per vederli tutti è la sfilata che si tiene ogni anno a Ilirska Bistrica l’ultima domenica di carnevale.

Qui sotto potete vedere un video del carnevale di Ilirska Bistrica.

Dalle abili mani dell’artigiano: i Liški pustje

A due passi dal confine italiano, la zona sopra Kanal ob Soči nasconde un piccolo capolavoro di artigianato locale: le tradizionali maschere dei Liški pustje. A differenza delle altre maschere tradizionali slovene, di solito intagliate nel legno, quelle dei Liški pustje sono realizzate in lamiera, che viene lavorata con perizia artigianale secondo un’antica tradizione. A portarla avanti è oggi il signor Branko Žnidarčič, che ha il suo laboratorio in centro a Kanal ed è anche presidente dell’Associazione Liški pustje.

Foto di gruppo per i Liški pustje
Foto di gruppo per i Liški pustje

Come altri gruppi mascherati tradizionali, anche i Liški pustje si dividono in “belli” e “brutti” e fanno il giro dei paesi. Tra i “belli” c’è la coppia di novelli sposi, simbolo di fertilità, che è la prima a entrare nelle case e ad aprire le danze beneauguranti. Tra i “brutti”, i più caratteristici sono i Pustje, che riuniscono in sé molte caratteristiche che si ritrovano anche in altre maschere tradizionali slovene: il vestito fatto di nastri colorati, i campanacci intorno alla vita, il copricapo in pelle di pecora con le corna e le immancabili tenaglie per catturare bambini e ragazze.

I Pustje, con le loro tenaglie!
I Pustje, con le loro tenaglie!

Fiori tra la neve: i Blumarji

Per finire rientriamo nei confini nazionali italiani, ma in una regione abitata dalla comunità slovena: la Benečija o Slavia Veneta, nelle Valli del Natisone. Qui, il minuscolo paese di Čarni Varh – Montefosca, semi-disabitato per gran parte dell’anno, si rianima nel periodo del carnevale. Questo grazie ai Blumarji, figure carnevalesche tradizionali che ogni anno richiamano nel paesino della Benečija numerosi visitatori.

La maschera dei Blumarji, con il Matajur alle spalle
La maschera dei Blumarji, con il Matajur alle spalle

Tutti i dettagli del costume dei Blumarji hanno un significato simbolico, a cominciare dal bianco che rappresenta la neve, e quindi l’inverno, per finire con il caratteristico copricapo colorato che simboleggia i fiori e la primavera. Anche il bastone che portano in mano ha lo scopo simbolico di “rompere i ghiacci” e risvegliare la natura dal sonno invernale, proprio come i pesanti campanacci legati sulla schiena.

La nostra Sara contornata dai Blumarji
La nostra Sara contornata dai Blumarji

Il sabato di carnevale i Blumarji fanno tre giri di corsa del paese, non mancando di visitare tutte le case. Siete curiosi di vedere come si svolge la loro giornata? Date un’occhiata al nostro breve video-reportage.

Sara Terpin

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