Un ponte di legno sulla Lahinja in Bela krajina.

Bela krajina: alla scoperta delle bellezze naturali nel sud-est della Slovenia

La Bela krajina è una piccola regione nel sud-est della Slovenia, a un passo dal confine croato, ancora relativamente poco nota ai turisti stranieri (ve ne avevamo già parlato qui). Sull’origine del suo nome piuttosto curioso (tradotto letteralmente significa “marca bianca”) ci sono varie teorie: sarà per via delle foreste di bianche betulle o per il tradizionale costume di lino bianco, tipico di questa regione? Non conosciamo la risposta, ma di certo ogni volta che andiamo in Bela krajina restiamo affascinati da questi luoghi sospesi nel tempo, come se si entrasse in un modo speciale, magico, dove i legami con la natura e la tradizione non sono mai stati interrotti.

Steljniki, le bianche betulle

La Bela krajina è formata da un paesaggio prevalentemente carsico, ma molto diverso dal Carso che siamo abituati a vedere nell’entroterra di Trieste: nel corso dei secoli gli abitanti del posto hanno saputo modellare la natura creando campi, frutteti e pascoli ed è quindi tutto molto più verde del “nostro” Carso.

Il bosco di Steljniki di Vinomer, con le betulle e le felci. Bela krajina
Il bosco di Steljniki di Vinomer, con le betulle e le felci.

Una delle caratteristiche di questa regione sono gli “steljniki” ovvero boschi di betulle con un sottobosco di felci aquiline – una vera e propria caratteristica naturale che si trova solo nella Bela krajina. Gli steljniki sono un ambiente naturale unico e ricchissimo di biodiversità, un vero e proprio “tesoro botanico” che ospita molte specie di insetti e altri animali. Purtroppo gli steljniki stanno diventando sempre più rari: nel 1960 se ne trovavano circa 10.000 ettari, oggi poco più di 100.

Camminando tra gli steljniki di Vinomer in Bela krajina.
Camminando tra gli steljniki di Vinomer in Bela krajina.

I più belli si trovano a Marindol, a sud di Adlešiči, e a Vinomer, vicino a Metlika, area che è inclusa nella zona protetta Natura 2000. Una passeggiata nel bosco, dove regnano sovrane le betulle bianche e le felci alte un metro, è un’esperienza unica, da non perdere quando si visita la Bela krajina.

Alla ricerca del močeril, il proteo nero

Tutti conosciamo il proteo (človeška ribica in sloveno) che vive nelle grotte di Postumia, o in quelle di Planina nel carso verde: è un animaletto dal colore rosato, cieco, che vive al buio più totale per oltre 100 anni. Ma in Bela krajina ne esiste una variante unica, di colore nero, chiamata “črni močeril” e si trova solo nella fattoria Zupančič a Jelševnik, a pochi chilometri da Črnomelj.

Il močeril, al contrario del cugino albino, è nero e ha due occhietti. Bela krajina
Il močeril, al contrario del cugino albino, è nero e ha due occhietti.

La sorgente di Jelševnik è l’unico luogo al mondo in cui questo animale può essere osservato in natura con l’aiuto di telecamere a raggi infrarossi. Il proteo nero, a differenza di quello albino, è dotato di piccoli occhi ed è infastidito dalla luce, pertanto è necessario osservarlo al buio. Il primo močeril è stato scoperto solo nel 1986 per caso, mentre veniva pompata acqua potabile dalla sorgente Dobličice vicino a Črnomelj. Il suo habitat è di soli 10 chilometri quadrati.

La sorgente di Jelševnik dove vive il močeril. Bela krajina
La sorgente di Jelševnik dove vive il močeril.

Questo misterioso animale, che con i suoi 20-30 centimetri di lunghezza è il più grande invertebrato cavernicolo del mondo, può essere conosciuto attraverso una presentazione interattiva nel centro informazioni della famiglia Zupančič, dove si può anche fare una passeggiata sul ponte intorno alla tipica sorgente carsica Jelševnik. Alla fine della passeggiata potrete gustare la trota alla griglia, allevata nelle acque pulite del fiume vicino alla fattoria e preparata con cura dalle mani esperte del signor Riko.

Il giardino delle erbe officinali della Bela krajina

Sul versante sud dei Gorjanci, la catena montuosa che separa la Bela krajina dalla Dolenjska, nel villaggio di Dragomlje, si può ammirare uno esempio della natura incontaminata di questa regione all’interno del Belokranjski zeliščni vrt pod Gorjanci, uno splendido orto-giardino dove vengono coltivate col metodo biologico tantissime erbe aromatiche e altri tipi di piante.

La pianta del lino, nel giardino delle erbe officinali. Bela krajina.
La pianta del lino, nel giardino delle erbe officinali.

Su queste dolci colline Anton e Minka Kočevar hanno piantato oltre 150 specie di piante, che si possono conoscere da vicino con una visita guidata delle bellissime aiuole, realizzate sul modello degli antichi giardini di fattorie e monasteri. La visita è arricchita da una degustazione di prodotti a base di erbe e frutti, come sciroppi e tisane, che si possono acquistare in loco.

Una bellissima panchina in mezzo al verde, coi coniugi Kočevar. Bela krajina.
Una bellissima panchina in mezzo al verde, coi coniugi Kočevar.

Anton e Minka hanno creato questo meraviglioso orto botanico 7 anni fa: lui lavorava nell’edilizia, lei è una biologa e insegnante ed entrambi sono stati spinti alla coltivazione delle erbe dall’amore per la natura e per le tradizioni tramandate dai loro antenati. Producono inoltre creme a base di erbe officinali e tutte le erbe sono rigorosamente raccolte a mano, essiccate con metodo naturale e confezionate a mano.

I prodotti alle erbe della famiglia Kočevar.
Bela krajina.
I prodotti alle erbe della famiglia Kočevar.

Il giardino botanico dei coniugi Kočevar è davvero un luogo delizioso dove si possono trascorrere dei piacevoli momenti in armonia con la natura, approfittando delle proprietà calmanti e antistress delle erbe officinali, magari seduti sulla panchina in mezzo alla aiuole, ascoltando il ronzio delle api.

A Metlika tra vigneti e cantine

Se avete voglia di qualcosa di più forte di una tisana, proseguendo per pochi chilometri fino a Metlika si arriva alla più grande cantina vinicola della Bela krajina, la Vinska klet Metlika. Si tratta di una cooperativa vitivinicola nata nel 1909: la cantina originaria fu distrutta durante la seconda guerra mondiale e ricostruita nel 1958. La cantina sotterranea è lunga ben 108 metri e si trova a una profondità di 5 metri.

Una delle belle botti intarsiate della cantina di Metlika.
Una delle belle botti intarsiate della cantina di Metlika.

Le bellissime grandi botti di legno, intagliate nel 1974 dall’artista Košir di Ribnica, raffigurano come si lavorava una volta in vigna e in cantina. Igor Plut, responsabile della cantina, ci ha accompagnati nei freschi spazi sotterranei, raccontandoci la storia di questa grande cooperativa: 26 ettari di vigne appartengono direttamente alla cantina di Metlika, mentre il resto dell’uva viene comprata da altri vignaioli locali.

Una bottiglia di Modra Frankinja, uno dei vitigni tipici della Bela krajina.
Una bottiglia di Modra Frankinja, uno dei vitigni tipici della Bela krajina.

Ma alla cantina di Metlika si viene soprattutto per degustare i loro ottimi vini. Il più famoso è senza dubbio la Metliška Črnina, un vino rosso secco cuvée fatto con i vitigni rossi locali (Franconia, Žametovka, Portugalka, Šentlovrenka, Gamay, Pinot nero e Zweigelt). Tra i monovitigno sicuramente il rosso Modra Frankinja (Franconia) è il più pregiato. Non mancano ovviamente anche spumanti e vitigni bianchi.

Gli splendidi vigneti di Vidošiči con la chiesetta di Sant'Anna.
Gli splendidi vigneti di Vidošiči con la chiesetta di Sant’Anna.

La cantina si trova in città, ma se volete vedere dove crescono le viti che producono l’uva per questi vini, consigliamo caldamente di fare un giro nella pittoresca campagna collinare di Vidošiči, che ospita, tra l’altro, la bellissima chiesa di Sant’Anna, immersa nei vigneti. E per raggiungere questa zona si passa accanto ai bellissimi Steljniki di Vinomer.

Parco naturale Krajinski park Lahinja

In Bela krajina si trovano due parchi naturali protetti che prendono il nome dai due fiumi principali della regione: Lahinja e Kolpa. Entrambi i parchi comprendono non solo attrazioni naturali, ma anche un ricco patrimonio etnografico e architettonico. Nel parco del fiume Lahinja si può camminare lungo una passerella che conduce attraverso prati umidi dove crescono più di 30 specie di orchidee; qui vive anche la tartaruga autoctona močvirska sklednica.

Camminando sulla passerella di legno nel Park Lahinja.
Camminando sulla passerella di legno nel Park Lahinja.

Tra le tante attività che si possono fare in questo parco è possibile vedere la sorgente carsica di Krnica, che un tempo fungeva da principale fonte d’acqua potabile della zona e, accanto al centro informazioni del parco, visitare la casa tradizionale di Plavec, risalente a 250 anni fa, dove è ancora conservata la cucina nera (črna kuhinja).

L'antica chiesa di Ognissanti nel parco della Lahinja.
L’antica chiesa di Ognissanti nel parco della Lahinja.

A Pusti Gradac si trova una delle chiese più pittoresche della Bela krajina: la Chiesa di Ognissanti (Cerkev Vseh Svetih) con il suo caratteristico campanile a vela. La chiesa si trova su una piccola penisola in mezzo a una profonda ansa scavata dal fiume Lahinja, dove un tempo sorgeva un castello (da cui il nome del paese) e dove sono stati ritrovati molti reperti archeologici dell’Età della Pietra e anche più recenti, come una moneta raffigurante il re ungherese Mattia Corvino.

L'antico mulino con segheria della tenuta Klepec.
L’antico mulino con segheria della tenuta Klepec.

Tutte queste cose vi verranno mostrate con piacere da Danijel e Ada della tenuta Klepec, che si trova proprio accanto alla chiesa e vanta un’altra importante attrazione: un vecchio mulino, con segheria, accuratamente conservato e ancora funzionante. I visitatori possono inoltre noleggiare una canoa e pagaiare lungo le placide acque del fiume Lahinja: con un po’ di fortuna si possono anche incontrare i castori, le cui tane sono ben visibili, o qualche martin pescatore.

La quiete acque della Lahinja, ideali per un giro in canoa.
La quiete acque della Lahinja, ideali per un giro in canoa.

Siamo certi che la gentilezza della famiglia Klepec e l’atmosfera magica di questo piccolo pezzo di terra circondato dal tranquillo fiume vi conquisteranno, così come è successo a noi!

Parco naturale Krajinski park Kolpa

Il parco naturale del Kolpa prende il nome dall’omonimo fiume che separa la Bela krajina dalla Croazia (dove è chiamato Kupa); è un fiume dall’acqua pulita e particolarmente calda che attira moltissimi visitatori durante i mesi estivi: pesca, canoa, rafting sono sicuramente tra le attività maggiormente praticate dai turisti della zona.

Il magico paesaggio del fiume Kolpa in Bela krajina.
Il magico paesaggio del fiume Kolpa in Bela krajina. (foto da https://www.naravniparkislovenije.si/)

Come nel parco naturale del Lahinja, oltre alla natura, anche il patrimonio etnografico e architettonico rappresentano una componente tutt’altro che secondaria. L’area era un tempo sede di numerosi mulini e segherie (oggi solo tre mulini e due segherie sono ancora occasionalmente in funzione) e sono state conservate molte abitazioni dall’architettura tipica della zona.

Lo splendido complesso del Šokčev dvor visto da fuori.
Lo splendido complesso del Šokčev dvor visto da fuori.

Tra queste troviamo il cosiddetto Šokčev dvor di Žuniči, un esempio unico di architettura rurale degli Uscocchi, popoli di origne serbo-bosniaca, prevalentemente di religione ortodossa, che giunsero in Bela krajina nel XVI secolo spinti dalle invasioni turche.

All'interno del cortile del Šokčev dvor.
All’interno del cortile del Šokčev dvor.

Šokčev dvor è una fattoria chiusa su quattro lati con un cortile centrale, composta da un granaio, un’abitazione e un fienile. In questo contesto pittoresco siamo stati accolti dalle nostre guide Boris Grabrijan e Tončka Jankovič, vestiti con il costume tradizionale della Bela krajina, che ci hanno mostrato l’antico modo di lavorazione della lana, della canapa e del lino, componente principale del costume.

Insieme a Boris Grabrijan e Tončka Jankovič vestiti in abiti tradizionali.
Insieme a Boris Grabrijan e Tončka Jankovič vestiti in abiti tradizionali.

Come dice un proverbio sloveno, il lino richiede un anno e un giorno per essere lavorato, e ci vogliono ben quattro ore per tessere un metro di tela di lino pregiata! La signora Tončka ci ha mostrato anche come si realizzano le tipiche uova di Pasqua della Bela krajina, chiamate pisanice: un procedimento particolare che richiede esperienza e abilità. Le pisanice, che sono anche un bellissimo souvenir, si possono acquistare assieme ad altri oggetti di artigianato direttamente presso il Šokčev dvor.

Alla sorgente del fiume Krupa

Come abbiamo già visto, in Bela krajina scorrono i fiumi Kolpa e Lahinja, entrambi molto popolari tra i locali e i turisti, ma c’è anche un terzo fiume, seppur molto breve, che nasce in uno dei luoghi più fotografati di questa piccola regione, di fatto il luogo più instagrammabile della Bela krajina, con tanto di cornice ufficiale: Izvir Krupe, ovvero le sorgenti del fiume Krupa.

Le sorgenti del fiume Krupa, uno degli angoli più fotografati della Bela krajina.
La sorgente del fiume Krupa, uno degli angoli più fotografati della Bela krajina.

Ci troviamo nel comune di Semič, il più piccolo dei tre comuni della Bela krajina, una breve camminata dal parcheggio nel villaggio di Praprot ci porta ai piedi di una rupe di pietra bianca altra più di 30 metri. Sotto di essa le acque azzurro turchese del fiume Krupa sgorgano dal sottosuolo con una portata media di 1000 litri al secondo, rendendola la sorgente più grande della regione.

Il fiume Krupa è lungo solo 2,5km dopo di che si getta nel fiume Lahinja, ma in questo piccolo percorso forma un’affascinante canyon nella pianura carsica della Bela krajina. Il dislivello di 6 metri tra la sorgente e la foce aveva permesso la costruzione di ben quattro mulini e due segherie (quella presso la sorgente è attualmente in restauro).

Un ponte sospeso accanto a una vecchia segheria sul fiume Krupa.
Un ponte sospeso accanto a una vecchia segheria sul fiume Krupa.

Un bel percorso pedonale si sviluppa lungo il fiume Krupa, con un ponte sospeso e diversi luoghi d’interesse come gli antichi mulini e segherie, la Judovska hiša, una grotta abitata fin dal paleolitico e l’insediamento preistorico di Moverna vas.

Carlo Ghio

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