A due passi dall’Italia, a mezz’ora d’auto da Gorizia, tra l’altipiano del Carso triestino e l’imponente sagoma del monte Nanos scorrono le acque della Vipava, affluente dell’Isonzo/Soča, che, prima di entrare in Italia col nome di Vipacco, dà nome e forma a un’ampia vallata: la Vipavska dolina (Valle del Vipacco), battuta dalla bora, spesso particolarmente violenta da queste parti, ma anche baciata dal sole che fa crescere rigogliosi i suoi vigneti portatori di buon vino.
Se Ajdovščina è il centro più grande e industriale della valle (con diverse cose interessanti da scoprire), il nostro piccolo itinerario lungo la Vipavska dolina si concentra sulla parte iniziale del corso di questo fiume, partendo proprio dalle sue sorgenti, che sgorgano nell’omonima cittadina di Vipava, andando poi a toccare altri due piccoli borghi interessanti, Podnanos, luogo natio dell’inno sloveno, dove la bora supera i 200Km/h e Goče, piccolo borgo rurale arroccato sulle colline ricche di vigneti.
Il cuore della Vipavksa dolina: Vipava
La Vipavska dolina non potrebbe nemmeno esistere se, nella cittadina a cui dà il nome, non si trovasse la sorgente del fiume Vipava, anzi le sorgenti, visto che si tratta praticamente di un “delta al contrario”: ben sette fonti che dopo poche decine di metri vanno a formare un unico corso d’acqua.
Il fiume Vipava nasce proprio alle spalle del Palazzo Lantieri, bella dimora barocca della ricca famiglia goriziana, di recente ristrutturata, al cui interno è ospitata la facoltà di enologia dell’Università di Nova Gorica, nonché il centro d’informazioni turistiche e un’enoteca.

Prima di andare verso le sorgenti della Vipava possiamo ammirare uno degli scorci più fotografati e pittoreschi di questa cittadina: superando il Palazzo Lantieri troviamo infatti uno dei tanti ponti del centro storico, a ridosso di un antico torrione di difesa. Scendendo verso il letto del fiume si può godere di un buon punto di vista sul ponte, sulla torre e sull’appena nato fiume Vipacco che formerà la Vipavska dolina. Si può quindi tornare indietro verso il nobile palazzo e addentrarsi verso le sorgenti.
Attenzione: la zona delle sorgenti è attualmente in fase di restauro e non ancora del tutto agibile. Dovrebbe essere completata nel corso del 2025.

Dietro al palazzo Lantieri troviamo subito le prime fonti della Vipava (izvir Vipave), immerse sotto a una verde vegetazione, sgorganti direttamente dalle rocce del Nanos. Le cattivissime zanzare tigre della zona non rendono la visita particolarmente gradevole in piena estate, ma fuori stagione, in una bella giornata, il posto è sicuramente molto bello e scenografico. Vipava è anche detta la “Venezia slovena”, nome un po’ eccessivo, ma rende bene l’idea.
L’acqua è limpidissima e forma una penisola bagnata su tre lati da quello che di lì a pochi metri diventerà il fiume Vipava/Vipacco che ha plasmato la Vipavska dolina. Un tempo qui sorgeva una buona ed economica trattoria chiamata Gostišče Posdskala (che vedete nella foto qui sotto), con una sala scavata nella roccia, purtroppo da anni chiusa e attualmente in fase di restauro. Attendiamo con fiducia!

Tornando indietro su uno dei tanti ponti che caratterizzano Vipava e risalendo un ramo del fiume, arriviamo presso una gostilna raffinata e molto apprezzata (Gostilna Podfarovž), affacciata su uno scorcio idilliaco, con la nuda roccia del Nanos a proteggere una delle sorgenti della Vipava dalle acque limpidissime che formano un piccolo laghetto, prima di riprendere forza e vigore con una piccola cascatella sotto all’ennesimo ponte. Il panorama è idilliaco e si dice che si mangi anche molto bene, ma i prezzi non sono dei più popolari.

Torniamo sulla piazza principale, Glavni trg, di Vipava, che è stata restaurata nel 2024 ed è oggi interamente pedonalizzata. Un monumento campeggia in mezzo alla grande piazza: si tratta di un monumento alla lotta partigiana antifascista progettato dal grande architetto sloveno Jože Plečnik. Torniamo di fronte a Palazzo Lantieri e possiamo ammirare, dietro a un cancello in ferro battuto, quello che un tempo era il parco della villa, diventato oggi una fresca oasi di verde pubblico al centro della cittadina.

Degna di nota è anche la vicina piazza Trg Pavla Rušta con il bell’edificio che ospita la biblioteca comunale (Lavričeva knjižnica Ajdovščina), d’estate spesso teatro di concerti all’aperto, dalla quale si può raggiungere la parrocchiale di Santo Stefano (cerkev sv. Štefana), chiesa gotica del ‘500, poi barocchizzata nel ‘700, da cui l’aspetto attuale. All’interno possiamo ammirare gli affreschi del pittore barocco Franc Jelovšek ed un pulpito riccamente intarsiato opera di Francesco Robba.
Nel regno della bora: Podnanos
Abbandoniamo Vipava per spostarci a Podnanos, paese che, come dice il suo stesso nome, è adagiato alle pendici del monte Nanos. Pur facendo parte della Vipavska dolina, Podnanos non è attraversato dal fiume Vipava, bensì dal torrente Močilnik, che divide in due l’abitato storico del paese, con un caratteristico ponte in pietra che ne unisce i due lati.
Sul lato destro del piccolo corso d’acqua troviamo la casa natia di Stanko Premrl, sacerdote e uno tra i più importanti compositori di musica sacra slovena. Sua è la musica dell’inno sloveno Zdravljica, sul testo di France Prešeren.
Superato il torrente Močilnik, passando in mezzo agli stretti vicoli tra le vecchie case in pietra tipiche della Vipavska dolina, troviamo l’antica chiesa di San Vito (cerkev sv. Vida), anch’essa profondamente modificata in stile barocco, che ha preservato un bel presbiterio in stile gotico, oggi diventato cappella laterale dedicata alla Madonna del Rosario, con affreschi del tardo XV secolo sulla volta e dietro all’altare barocco.
Fino al 1952 Podnanos si chiamava Šent Vid, in onore al suo santo patrono, nome poi modificato dalle autorità comuniste durante il periodo jugoslavo, che non amavano particolarmente i santi.
Uno dei più bei villaggi della Vipavska dolina: Goče
E’ tempo di salire in mezzo ai vigneti della Vipavska dolina, sulla strada che porta a Štanjel (San Daniele del Carso), fermandoci però a meno di 10km da Vipava in quello che è considerato uno dei borghi più pittoreschi e meglio conservati della Vipavska dolina: Goče.
Caratteristica del paese sono le sue antiche case tutte rigorosamente in pietra, nel tipico stile della Vipavska dolina, una attaccata all’altra, spesso separate da stretti vicoletti poco più larghi di un metro, chiamati gase. Molte case hanno ricchi portali decorati datati XVII e XVIII secolo a dimostrazione di una certa ricchezza degli abitanti del paese in quegli anni. Questi portali si aprono su dei cortili interni da cui poi si accede alla casa.
Una caratteristica tipica di Goče sono le goške kleti, le cantine seminterrate: ogni signore ne possedeva almeno due, tre o anche di più. Oggi ne sono presenti ancora una sessantina. In molte di esse si può trovare anche l’acqua corrente. Ancora oggi gran parte della popolazione è dedita all’agricoltura.
Un’altra particolarità di Goče sono quattro grandi altari di pietra che troviamo lungo la via principale: all’interno delle nicchie sono raffigurati rilievi della Via Crucis e collegano la parrocchia al cimitero locale, che vanta un bel portale e una cappella del XVII secolo in stile rinascimentale carsolino.
La chiesa principale del paese è dedicata a Sant’Andrea (sv. Andrej) e, non a caso, l’abitato di Goče è formato da due strade principali che s’incontrano formando proprio una croce di Sant’Andrea. La parrocchiale risale al 1630 ed è posizionata al centro del paese in posizione leggermente più elevata rispetto alle case che la circondano.
In cima al campanile troviamo una campana forgiata proprio a Goče nel 1706. Un’altra piccola chiesa la troviamo fuori dal paese, salendo sulla collina chiamata Obelunec, dedicata a Marija Snežna (Madonna delle Nevi), da dove si può godere di una splendida vista sul paese e sulla Vipavska dolina.


La cosa più bella da fare a Goče è senza dubbio girare per tutte le minuscole stradine, passare sotto agli archi e guardare queste antiche case in pietra, dai muri possenti, un tempo ricche dimore degli agricoltori locali, oggi purtroppo in buona parte semi-abbandonate. E’ facile incontrare gatti e simpatici vecchietti del luogo che saranno sempre felici di fare quattro chiacchiere in sloveno, o magari anche in italiano. Il tempo a Goče sembra essersi fermato e questo è proprio il bello di questa piccola perla a due passi dai nostri confini.
Vipavska dolina: dome arrivare
Da Trieste: si può prendere l’autostrada per Ljubljana fino a Nanos e quindi scendere giù a Vipava (45 minuti), allungandosi un po’ la strada, oppure è molto gradevole attraversare il Carso, da Opicina a Repentabor, entrando in Slovenia e proseguendo per Dutovlje e Štanjel, girando a destra quando si arriva a Kobdilj e proseguendo fino a raggiungere prima Goče e quindi Podnanos e Vipava. Tempo di percorrenza: 1 ora scarsa per arrivare a Vipava.
Da Gorizia: si prende l’autostrada slovena H4 fino a Vipava. Tempo di percorrenza: 30 minuti. Non essendo le distanze particolarmente lunghe, si può anche fare la statale dal valico di Casa Rossa proseguendo per Šempeter e Volčja Draga, Prvačina e Dornberk da dove si può scegliere se seguire per Ajdovščina, arrivando a Vipava, oppure per Branik e Štanjel, arrivando poi a Goče (vedi indicazioni da Trieste). Il tempo di percorrenza è di 1 ora scarsa.
Da Udine e dal resto d’Italia: conviene passare da Gorizia. Tempo di percorrenza: 1 ora (in autostrada).
I luoghi indicati in questo articolo possono indifferentemente essere raggiungi sia con l’autostrada (a pagamento con vinjeta) sia con la statale (più lunga, ma gratuita e panoramica)








Posti, dove spesso ci rechiamo volentieri per passare una mezza giornata e gustare il bel panorama oltre al buon cibo delle gostilne.
Ho un partiicolare affetto per la Vipavska dolina, anzi particolarissimo. Ci andavo spesso per rivedere i posti natii e non solo per visitare le gostilne. Per gli amanti della moto è stupendo; in particolare il panorama della Vipaska dolina vista da Predmea.
[…] vicina Gorenjska). Fanno parte della Primorska la chiesa medievale di Hrastovlje, i vigneti della Vipavska Dolina e della Goriška Brda (il Collio sloveno), la zona di Kobarid/Caporetto, con la splendida cascata […]
Mi piace ricordare che il none PODNANOS è piuttosto recente; in passato il nome era ‘San Vito di Vipacco’, proprio dal nome della chiesa del paese.
Šentvid in sloveno, il nome fu cambiato dal regime comunista jugoslavo che non amava particolarmente i santi…
[…] https://www.slovely.eu/2013/09/09/vipavska-dolina-antichi-borghi-tra-acqua-e-bora-e-vino/ […]
Abbiamo fatto il giro consigliato ed è interessante. Però a Goče le cantine seminterrate per le oche, che ci incuriosivano molto, non esistono. Il cordiale proprietario della trattoria del paese ci ha detto che oche non ce ne sono mai state e che le cantine servivano per il vino. Come è avvenuto questo equivoco?
Buongiorno Giuseppe, temo che la colpa sia mia… Questo articolo l’ho scritto io 5 anni fa, quando ancora masticavo molto poco lo sloveno e una Š mi ha fregato! 😉 Sono le cantine di Goce, goške per l’appunto. Invece le oche sono “goske”, senza la š, da lì l’imbarazzante (per me!) equivoco! Niente oche, solo vino, confermo!
Hvala per la correzione e chiedo venia per lo stupidissimo errore! 🙂
[…] Carso, piuttosto vicino al confine con l’Italia, e a pochissimi chilometri dalla splendida Vipavska Dolina, la valle del Vipacco. In zona si possono visitare i campi di lavanda di Ivanji Grad, un piccolo […]
[…] già parlato della cittadina di Vipava tempo fa, in un articolo sulla Vipavska dolina. Siamo tornati a esplorare più da vicino Vipava quest’anno, dopo che la celebre guida Lonely […]
[…] nove sorgenti che formano quasi un delta al contrario (ne abbiamo parlato di recente qui e ancora qui). Un fiume bello e importante, che non va ridotto semplicemente a “fratello minore” del più […]
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[…] appare in tutta la sua maestosità, eretto in posizione strategica a metà tra due mondi: la valle del Vipacco da un lato e il Carso dall’altro. Questa posizione tattica fu sfruttata sin da tempi […]