Malvasia: un nome per designare numerosi vitigni, molti dei quali si differenziano anche notevolmente gli uni dagli altri. Diffusa anche in Italia, in Slovenia la malvasia viene coltivata con particolare successo in Istria e sul Carso, ma anche nella valle della Vipava e in Brda.
A questo vitigno, o meglio, al nobile vino che se ne ricava, da 26 anni viene dedicato il Festival della Malvasia – Festival Malvazije, che si svolge nella pittoresca cornice di Portorož – Portorose sulla costa slovena.
Malvasia: una storia ancora avvolta nel mistero
L’unico legame chiaro che unisce i vari vitigni di malvasia è il nome, che deriva dalla città di Monemvasia nel Peloponneso. Cosa c’entra la Grecia con la nostra malvasia? C’entra, e parecchio: da Momenvasia partivano le navi veneziane che trasportavano e commerciavano il vino prodotto nella zona lungo le rotte del Mediterraneo.

Questo vino divenne ben presto estremamente apprezzato, tanto da diventare una bevanda elitaria e costosa. Ne nacque una vera e propria predilezione per le uve e i vini malvasia, tanto che la coltivazione di questi vitigni si diffuse sempre di più, anche al di fuori della Grecia.

Ma come e quando arrivò la malvasia in Istria? È una domanda a cui è difficile se non addirittura impossibile rispondere. Fino alla prima metà del Settecento, infatti, la classificazione dei vini e dei vitigni era sconosciuta, per cui ogni vino simile alla malvasia veniva chiamato allo stesso modo.

Risalire alla “genealogia” dei vari vitigni di malvasia, tra cui quello diffuso in Slovenia, è quindi un compito arduo, che nemmeno gli esperti sono riusciti a risolvere fino ad oggi. Pare comunque che le prime coltivazioni di malvasia nell’Istria slovena siano da far risalire al periodo tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo.
La malvasia in Slovenia
Il luogo d’elezione di coltivazione della malvasia in Slovenia è la zona vicina alla costa. La regione vitivinicola dell’Istria slovena si estende lungo la costa del Golfo di Trieste dal confine con l’Italia a Debeli Rtič, passando per Izola – Isola, Piran – Pirano e Sečovlje – Sicciole fino al confine sloveno-croato. Quest’area è una delle zone climatiche più calde della Slovenia, con il maggior numero di giorni di sole durante la stagione di crescita e maturazione dell’uva.

L’influsso del sole e del mare si nota anche nei vini: gli alti livelli di zucchero delle uve e il basso grado di acidità producono vini di gradazione medio-alta, dall’aroma complesso e da una spiccata nota mediterranea.

Ma ottime malvasie si trovano anche sul Carso sloveno, dove la malvasia viene coltivata accanto al più famoso terrano, e nelle due zone vitivinicole slovene più rinomate: Brda e valle della Vipava.
Festival della Malvasia di Portorož – Portorose: una competizione da campioni
Ogni anno, da più di 25 anni, il Festival della Malvasia di Portorož – Portorose è un appuntamento imperdibile per gli amanti del vino, ma anche per i migliori vignaioli, che qui hanno l’occasione di mettersi in gioco e confrontarsi con i propri colleghi. Prima dell’inizio della kermesse, infatti, una commissione di esperti valuta i vini presentati, suddivisi in sei categorie: spumanti charmat e pet nat, spumanti metodo classico, malvasie fresche, malvasie mature, malvasie macerate e malvasie con zuccheri residui.

Quest’anno sono stati sottoposti a valutazione 140 campioni di vino e il livello di qualità si è rivelato eccezionalmente alto: mai come quest’anno sono state distribuite tante medaglie d’oro e i punteggi hanno raggiunto livelli da record.

Il pubblico fortunato (tra cui anche noi!) ha avuto quindi la possibilità di degustare le eccellenze della produzione di malvasia, proveniente da vignaioli non solo della Slovenia, ma anche da Italia e Croazia. Durante la due giorni di degustazioni, 80 vignaioli hanno presentato ben 200 etichette, dai vini freschi a quelli più maturi e ai macerati. Una vera festa per il gusto e l’olfatto!
“La malvasia rappresenta qualcosa di più di un semplice vino,”
queste le parole di Ingrid Mahnič, presidente dell’Associazione dei viticoltori dell’Istria slovena, appassionata organizzatrice e vera e propria colonna portante dell’evento.

“Ogni bottiglia porta dentro di sé la storia dei vitigni, delle viti, del sole e degli sforzi di tutti coloro che fanno in modo che in questo vino si senta l’anima del Mediterraneo.”
E partecipando al Festival della Malvasia di Portorož – Portorose si entra davvero in contatto con l’anima più profonda di questo eccezionale vino!
Festival della Malvasia di Portorož – Portorose: non solo degustazioni
Il vantaggio di una manifestazione dedicata a un unico vitigno è quello di potersi dedicare in modo approfondito all’esplorazione di un universo basato sì su un comune denominatore, ma declinato in tanti modi diversi, caratterizzato da mille sfumature che emergono con ancora maggior intensità quando ci si trova a paragonare vini dello stesso vitigno.
Ad arricchire questo tuffo nell’universo della malvasia, il Festival di Portorož – Portorose propone ai visitatori tutta una serie di eventi, che vanno dalle tavole rotonde ai workshop, tutti molto interessanti e coinvolgenti.

Ad alcuni workshop non si parla solo di vino, ma anche di abbinamenti tra vino e cibi. E non si parla soltanto! I partecipanti hanno modo di degustare pietanze preparate dei migliori chef sloveni e valutarne in prima persona gli abbinamenti coi vini proposti.

Noi abbiamo degustato gli ottimi piatti preparati dallo chef Gregor Kocjančič del ristorante Brič durante il workshop “Sashimi e malvasia” e le prelibatezze dello chef Tomaž Bevčič del ristorante Rizibizi, in un workshop dove abbiamo imparato come trovare l’equilibrio tra gli acidi nel vino e quelli nelle pietanze.

Ma il workshop per noi più entusiasmante è stato quello guidato da Liliana Savioli, enologa esperta e appassionata, che sa trasmettere la sua passione anche agli altri, con un approccio al mondo del vino coinvolgente e istruttivo allo stesso tempo. Sotto la guida di Liliana abbiamo imparato a distinguere alcuni profumi che si possono ritrovare nei vini, ma soprattutto abbiamo scoperto che l’olfatto non è qualcosa di innato e immutabile, bensì si può allenare e affinare, per godere ancora più appieno dei piaceri che un buon calice di vino può dare.
Festival della Malvasia a Portorož – Portorose: dove alloggiare
Il Festival della Malvasia di Portorož – Portorose si svolge nel centro congressi dell’Hotel LifeClass Slovenija, sul lungormare nel cuore della città. Il mio consiglio è quello di fermarsi qui per godersi al meglio i due giorni della manifestazione in tutta comodità.
L’hotel Slovenija è un cinque stelle dotato di tutti i comfort, ampie camere dal gusto moderno, molte delle quali con una splendida vista sul mare. La colazione a buffet è davvero ricchissima, ed è molto piacevole consumarla nel bell’ambiente del ristorante ad altezza delle fronde dei pini.

Inoltre, gli ospiti dell’hotel possono usufruire gratuitamente delle piscine dell’hotel (che però durante il nostro soggiorno erano chiuse per restauro) e del centro termale Terme Portorož.

Il complesso di piscine del centro termale è composto da una piscina per nuotare, una grande piscina per il relax con bocchette idromassaggio, una piscina per bambini, vasche idromassaggio con acqua a 35 gradi ed un terrazzo con vista su Portorose ed il golfo di Pirano. A completare l’offerta, il Sauna Park con ben 7 tipi di sauna e la “grotta del ghiaccio”.

Il Festival della Malvasia di Portorož – Portorose, abbinato a un soggiorno all’Hotel Life Class Slovenija, può diventare quindi un’ottima occasione per concedersi un po’ di spensierato relax sulla costa slovena, all’insegna dei piccoli grandi piaceri della vita.




Non ho mai provato la Malvasia di Portorose ma proprio qualche giorno fa me ne ha parlato una cliente che mi ha promesso di portarmi una bottiglia – spero che arrivi presto 😉 Il festival mi sembra un’ottima occasione anche per approfittare del soggiorno e di una tappa al centro termale.
Molto interessante la storia dell’origine del nome Malvasia, decisamente inusuale da altri nomi di vini. Molto bello il festival per gli amanti del vino o anche solo per soggiornare in un bel posto e concedersi un po’ di relax
Un festival a cui vale la pena partecipare, dedicato agli amanti di questa preziosa bevanda. La Malvasia è un’eccellenza e va tutelata e promossa, perchè merita davvero un posto in cima alle classifiche dei vini e dei vitigni migliori d’Europa. Bellissimo anche l’hotel!
Ci hai permesso di conoscere un grande evento, assolutamente da non perdere per gli amanti della malvasia. Davvero interessante!
Vedo che l’interesse per i vini e l’enologia è sempre più vivo in Slovenia tanto da organizzare un festival così importante in una cornice stupenda, quella di Portorose. Sono contenta di sapere che la Slovenia si distingue anche in questo campo d’eccellenza!
I cari veneziani della Serenissima (mio marito è veneziano!) sono arrivati un po’ dappertutto, portandosi dietro cose molto piacevoli e utili, come le piante di Malvasia! Sapevi che lo stesso vitigno è arrivato a Lipari in Sicila proprio con i veneziani in fuga da Creta, invasa dagli ottomani?
vero, la malvasia di Lipari è molto famosa e l’abbiamo assaggiata quando siamo stati in quei luoghi meravigliosi. Bravi veneziani! 😉
Un vino pregiato la Malvasia se non sbaglio tipico proprio del veneziano e delle terre di confine. Per i miei gusti è molto profumato e fruttato, io prediligo più i vini “secchi”, ma a Paolo piace tantissimo e con il pesce si sposa divinamente. Da noi se ne aprono parecchie di bottiglie di Malvasia!
Il mondo del vino è davvero interessantissimo e capisco che oltre alle degustazioni siano stati importanti i veri workshop e approfondimenti. Ho scoperto con te che il vino che tanto mi piace ha origini greche. Senza dubbio un festival da non perdere!
Di recente ho scoperto che il Malvasia, tanto diffuso alle canarie, era stato importato secoli fa, tanto che addirittura Shakespeare ne parlava nel suo Enrico IV!
OT, ma per diventare una regina del vino, bisogna essere belle o bere tanto? ;-P